Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole

Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 1
Un vento sostenuto ma gentile muove l’aria e le nuvole, mentre percorro a finestrini aperti la strada verso casa, di ritorno dalla Val d’Orcia e dai primi incontri per vagliare collaborazioni, dopo una lunghissima pausa. Scendo da Trequanda e imbocco la Strada del Pecorile. Rallentando per affrontare il primo tornante, il profumo del ligustro entra in macchina e mi invade, caldo di sole, mi riporta nel corpo rubando attenzione ai pensieri, mi fa tornare presente al paesaggio che si apre davanti a me, dipinto dal pennello vivace di maggio, mosso come il mare dal vento sulle spighe verdi.

Lo spazio è ciò che mi ha conquistata, la prima volta che sono capitata da queste parti, prima di trasferirmici. Percorrevo proprio la stessa strada che percorro ora, verso casa di amici, con la voglia di non andarmene più. Dopo lo spazio, è stata la luce di queste giornate a sedurmi, i colori carichi di contrasto nel cielo puntellato di nuvole e nella terra lavorata, ondeggiante, dolce e aspra al tempo stesso. Infine il contatto col territorio, l’amicizia con le piante a bordo strada, quelle in mezzo ai campi di foraggio, tra i pascoli, nei boschi; è un rapporto che va avanti tutto l’anno, in ogni stagione dell’anno, ma che ora è più forte che mai, nutrito dal viola di sulle, vecce e lupinelle, dal bianco di filipendule, ligustri e achillee, dal giallo delle ginestre, belle ridolfie e dell’iperico, e dall’oro, quello delle prime avene secche che annunciano il caldo estivo e degli enormi pappi delle scorzobianche, pronti a lasciar volare i propri semi alati e a salutare la primavera.

È stata incredibilmente bella, questa fine di maggio. Ha regalato tante di quelle giornate perfette che starsene in casa era un vero spreco, ma per fortuna non ne eravamo più costretti da decreti e controlli. E così ho passato ogni tramonto possibile in cammino attraverso queste terre bellissime, osservando piante, dando nomi a chi non conoscevo, raccogliendo, il più delle volte semplicemente camminando. È l’ora più bella, quella in cui la luce si allunga sulle colline, scolpendone le forme e vivificandone le tinte.
Se penso a quanto sono stati piovosi i mesi di maggio degli ultimi due anni e a quanto mi hanno fatto tribolare nell’organizzazione delle passeggiate e dei corsi, mi fa quasi arrabbiare questo mese perfetto appena passato. Sarebbe stato un mese ricchissimo di eventi, se non si fosse creata questa situazione surreale che ha caratterizzato gli ultimi 90 giorni, ma tutto ha un lato positivo: per una volta, dopo tanto tempo, maggio me lo sono tenuto solo per me.

Ma è già arrivato giugno. Pubblico oggi, anche se ho il post già pronto da un paio di giorni, così già che ci siamo festeggio anche gli 8 anni di questo blog, cresciuto ancora di più da giugno scorso grazie anche a voi che lo leggete. Quale miglior modo per festeggiare che tirare fuori, oltre a un dolce, una nuova data per una passeggiata di riconoscimento erbe? La prima dall’inizio del lockdown, finalmente. Forse l’unica di giugno, e mancano solo 5 giorni!!
Era il 7 marzo quando ci siamo incontrati l’ultima volta, sarà il 7 giugno quando ci vedremo di nuovo, alle 9 di mattina a Chiusure, su uno dei miei sentieri preferiti. Sarà il primo weekend a regioni aperte, e immagino che molti ne approfittino per ricongiungimenti familiari e non solo, cosa che farò io stessa il weekend successivo, ché mi è nato pure un nipote e non ho ancora potuto conoscerlo. Ma se siete qui e non vedete l’ora di ricominciare, o di iniziare, ad osservare e conoscere insieme le piante selvatiche di questo territorio bellissimo, o se vi state concedendo il primo weekend a zonzo fuori regione proprio qui, trovate tutti i dettagli nella pagina dei corsi o nell’evento facebook. Ci saranno ovviamente delle regole da rispettare, leggetele con attenzione prima di prenotare, le trovate nell’evento. Prenotate presto, che i posti sono limitati e il tempo è poco!!
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L’abbinamento fragole e fiori di sambuco sembra essere diventato un mio classicone di fine maggio/inizio giugno, e anche quest’anno vi propongo una versione di questo abbinamento felice. Approfittando dell’abbondanza di fragole di uno dei miei produttori preferiti, La Selva di Albinia, sulla costa grossetana, e di un raccolto di fiori di sambuco con cui ho riempito l’essiccatore per farne una nuova scorta, è uscita questa ricetta che avevo in mente da un po’. Un dolce semplicissimo, con pochi ingredienti, 100% vegetale e senza glutine, che parte da una base deliziosa, il latte di mandorla, qui rigorosamente fatto in casa. È facilissimo autoprodurre il latte di mandorla, vi ho raccontato come si fa qui qualche anno fa. Partire da mandorle di cui conoscete qualità e provenienza è sempre la cosa migliore, e in Italia ci sono tanti ottimi produttori, sparsi soprattutto tra Sicilia e Puglia, che coltivano varietà di mandorle locali recuperando una coltura che è stata tradizionale al Sud per secoli, prima di crollare sotto la pressione della concorrenza californiana. A questo frutto meraviglioso ho dedicato anche un capitolo del mio libro “Frutta da scoprire”, che trovate nelle librerie fisiche (su ordinazione) e online, inserendoci anche una ricetta cosmetica da preparare con il nobile scarto del latte fatto in casa, la ricetta del burro di mandorla e del croccante di mandorla.

Non sapete riconoscere il sambuco? In fondo alla ricetta vi dò qualche informazione in più sulla raccolta e sulle tante ricette, culinarie e officinali, che potete prepararci.

// Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole //

°° Ingredienti °°

  • 500 ml di latte di mandorla non zuccherato (meglio se fatto in casa)
  • 50 grammi di zucchero di canna chiaro
  • 45 grammi di amido di mais
  • 4 grandi ombrelle di fiori di sambuco freschi (o 3 cucchiai rasi di fiori essiccati) + qualcun’altra per decorare
  • fragole in quantità
  • zucchero di canna mascobado
  • succo di limone
Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Come fare il latte di mandorla ve l’ho spiegato qui, ricordate di mettere a mollo le mandorle la sera prima o la mattina per la sera. In alternativa, usate un buon latte di mandorla non zuccherato. Scaldatelo sul fuoco fino quasi a ebollizione, spegnete e immergetevi i fiori di sambuco precedentemente separati dai rametti. Mescolate, coprire con un coperchio e lasciate in infusione 20 minuti.
Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Filtrate il latte eliminando i fiori. In un pentolino pulito mettere zucchero e amido di mais, poi versateci sopra il latte caldo o tiepido a filo mescolando con una frusta per non formare grumi. Rimettere sul fuoco e portate a bollore sempre mescolando per far addensare. Quando il composto si addensa, spegnete il fuoco e versate in stampini inumiditi.
Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigo per almeno 5 ore. Una mezzora prima di servire preparate le fragole, che devono macerare un pochino e tirare fuori il succo: tagliatele a tocchettini e conditele con succo di limone e zucchero mascobado a piacere (se volete usate altro zucchero di canna, ma il mascobado è più aromatico). Sformate i biancomangiare su dei piattini e versatevi su fragole in abbondanza e fiorellini di sambuco per guarnire.

Altre informazioni utili

Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Sul riconoscimento del sambuco ho scritto un articolo qualche anno fa che è diventato credo il più letto qui sul blog. Lo hanno trovato utile in molti, linkandolo anche da diversi altri siti, spero sia utile anche voi, lo trovate qui. Il riconoscimento è importante in sé, perché bisogna sempre raccogliere con consapevolezza, ma ancor più necessario quando le piante hanno delle sorelle tossiche, come in questo caso, che è indispensabile saper distinguere.

Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Con i fiori di sambuco ho già proposto moltissime ricette negli anni, e tante di certo ne verranno in futuro, tanto è versatile, abbondante e facile da trovare il fiore di questa pianta. Altra caratteristica che lo rende facile da utilizzare, come già sottolineato più volte, è una fioritura scalare che va avanti molto a lungo, con le ombrelle che sbocciano in momenti diversi nel corso di anche due mesi nello stesso territorio. Perfetto per noi ritardatari e procrastinatori cronici :). Mica come l’elicriso, che basta una settimana di ritardo e te lo sei giocato.
Ecco l’elenco delle ricette proposte finora con i fiori di sambuco:
Pesche in coppetta alla lavanda e sciroppo di sambuco
Conserva di fragole e fiori di sambuco
Torta rustica di more di rovo ai fiori di sambuco, senza zucchero
Fragole allo sciroppo di mela con melissa e fiori di sambuco
Torta di crepes con salsa di fragole alla melissa e sambuco
Sciroppo di fiori di sambuco
Frittelle dolci di fiori di sambuco e acacia

Biancomangiare di mandorle ai fiori di sambuco, con le fragole 3Non va certo dimenticato che il sambuco è una pianta medicinale, anzi, va tenuto ancora più presente dell’uso culinario…non lo sto essiccando a caso :).
Sulle utili proprietà officinali dei fiori di sambuco ho scritto questo articolo, qui vi accenno solo nuovamente che è utilissimo contro raffreddori, febbre e influenza, malanni molto in voga anche in questa primavera/estate, quest’anno. E poi ci ho composto anche una tisana depurativa e drenante e anche una antinfiammatoria e antispasmodica, unendoli ad altre erbe raccolte nei dintorni ed essiccate in casa. Il sambuco è ancora in fiore, approfittatene per un buon raccolto, tra i più facili e veloce da fare.

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