Olio di iperico


Scrivere in questo blog sta stimolando prepotentemente la streghetta che è in me. Oltre a sperimentare e armeggiare in cucina, metto il radar ogni volta che mi ritrovo a camminare in un prato, per individuare e riconoscere le erbe che incontro, e quando sono a casa mi metto su internet e sui libri per vedere che ci si può fare con tutto questo bendiddio. “Ma come, questo è un blog di cucina, mica di erboristeria”, direte voi. É vero, nasce così, ma neanche ha iniziato a diffondersi che già mi è sfuggito di mano :-). Da tempo ho un grande interesse per le erbe e i loro utilizzi terapeutici, interesse che purtroppo non sono mai riuscita ad approfondire con un corso specifico, ma che ho sempre coltivato da autodidatta. Se fossi rimasta a Roma, credo avrei prima o poi frequentato il corso proposto dal comune, che in molti mi hanno consigliato perché molto ben fatto oltre che economico (si paga in base al reddito). Al momento temporeggio, per mancanza di risorse di vario tipo, e continuo con l’autodidattismo, che in ogni caso sa essere molto appagante. Credo che la conoscenza e l’utilizzo dei fiori e delle erbe a scopo terapeutico ben si sposi con l’alimentazione naturale e consapevole, che faccia sempre parte di una presa di responsabilità verso sé stessi e la propria salute psico-fisica, ed è con questa idea che vi propongo questo post e gli altri che gli somigliano.
E a proposito di streghe, oggi vi dò la ricetta dell’olio di iperico. Come l’equiseto e la camomilla, mi cresce dietro casa, e sono uscita a raccoglierlo esattamente il 21 giugno, solstizio d’estate, il momento in cui i principi attivi dell’iperico raggiungono il loro apice. Nell’Europa pagana precristiana era il giorno in cui si celebrava il principio femminile, l’energia della terra, la fertilità e l’abbondanza, così come veniva celebrato durante il solstizio d’inverno il principio maschile e l’energia del cielo. Col sovrapporsi della tradizione cristiana a quella pagana, le festività legate al solstizio d’estate hanno perso d’importanza e le donne ancora particolarmente legate alla celebrazione della terra sappiamo bene che fine abbiano fatto. Come riportato in questo interessante articolo, in quel periodo adorare e utilizzare gli elementi della Terra ed essere allo stesso tempo una donna non era proprio una combinazione fortunata. L’iperico è chiamato anche erba di San Giovanni, perché a quanto pare veniva tradizionalmente raccolto durante la notte di San Giovanni, il 24 giugno, notte in cui si accendevano falò propiziatori e si praticavano tutta una serie di rituali, tra cui raccogliere erbe e rugiada. É un argomento interessantissimo questo delle tradizioni popolari, ma se sto qui a parlarvi di tutto facciamo notte, e non vi avrò ancora detto nulla rispetto a come si prepara l’olio e alle sua proprietà, quindi vi rimando a questi due articoli molto interessanti che intrecciano tradizioni pagane e cristiane, qui e qui.
Per fare l’olio si utilizzano i fiori della pianta, appena colti. Ho reciso le sommità fiorite per poi a casa selezionare i fiori uno ad uno con delle forbicine, mettendoli in capienti vasi di vetro trasparenti.

I vasi vanno riempiti per 3/4, senza pressare i fiori, dopodiché si versa l’olio fino a un paio di centimetri dal bordo. Come olio c’è chi consiglia l’olio d’oliva, chi invece l’olio di girasole, che essendo ricco di vitamina E tende a conservarsi più a lungo. Io ho usato l’oliva per una parte dei fiori e il girasole per l’altra parte, in modo da provare entrambi. Ecco, non è necessario fare olio di iperico per un esercito come ho fatto io, è che memore della scarsa resa della camomilla stavolta ho davvero abbondato, forse un po’ troppo…beh, insomma, questo sì che potrò anche regalarlo in giro!
Una volta riempiti i vasi, dovrete esporli alla luce diretta del sole per 30 giorni, se è un’estate particolarmente nuvolosa magari anche 40 (attenzione: leggete l’aggiornamento in fondo al post!). Già dopo i primi giorni vedrete l’olio tingersi di rosso. Non chiudete i coperchi in maniera ermetica, ma lasciateli svitati per evitare eventuali fermentazioni, ogni tanto aprite i vasi e smuovete i fiori con un cucchiaio. Passato il periodo di macerazione l’olio va filtrato e messo in bottigliette o barattoli scuri, che andranno poi conservati al fresco: io l’ho filtrato due volte, prima con un colino a maglia molto fine, e poi mettendo due garze sterili sovrapposte sopra il foro dell’imbuto. Ho trovato poi in rete un metodo per togliere l’acqua rilasciata dai fiori nell’olio, e aumentarne quindi la qualità e la conservazione. Io l’ho seguita, ma non mi è uscita una goccia d’acqua, se volete provare la procedura è in questo blog.

Le proprietà terapeutiche di questo oleolito (per uso esterno, tramite massaggio sulla pelle) sono soprattutto antisettiche e cicatrizzanti, si usa sulle scottature solari, sulle ustioni di primo grado, sulle piaghe, sulle ferite, le ulcere, gli eritemi. Mentre promuove il processo di riparazione della pelle, lenisce il dolore spesso causato dalla ferita in questione. Come antidolorifico si usa anche in caso di reumatismi muscolari e articolari, di dolori della gotta e di sciatica. É inoltre lenitivo per la pelle dei neonati arrossata dai pannolini o da altre cause e per le irritazioni da rasatura o depilazione. Ho letto in giro che è anche un potente antirughe, ma non ho trovato conferme ufficiali. In ogni caso stimola la ricostruzione cellulare. Insomma, direi che di ragioni per avere una boccetta di olio di iperico in casa ce ne sono un bel po’, che dite?

// Aggiornamento giugno 2014 //:

Dopo un paio d’anni e tanta esperienza in più sulle spalle, mi sembra ora di aggiornare questo post con un paio di precisazioni. Una è sulle proprietà terapeutiche che avete appena letto qui sopra, vorrei aggiungerne una in particolare che sarà molto utile a tutti: se vi punge una zanzara, appena iniziate a sentire il prurito, un po’ di olio di iperico massaggiato sul pizzico può essere immediatamente risolutivo. Meglio ancora se preparate un piccolo vasetto di olio apposta per questo scopo aggiungendoci dentro 5-7 gocce di olio essenziale di lavanda, che pure è fenomenale contro le punture di insetti.
Se poi andate a leggere i commenti qui sotto, vedrete la conversazione tra me e Luca, che consiglia l’oleolito anche per uso interno, soprattutto come antidepressivo e stabilizzante dell’umore. Per l’uso interno comunque è più adatta la tintura madre, l’articolo sulla sua preparazione lo trovate sempre nel mio sito, a questa pagina, insieme ad altre storie e leggende sull’iperico e ad altre nozioni su riconoscimento e raccolta.
Poi, piccolo appunto sull’esposizione al sole: come ho appreso da uno spagirico poco tempo fa, l’ideale per l’esposizione al sole degli oleoliti è sfruttare il sole della mattina, dall’alba a mezzogiorno. Una finestra esposta ad est è perfetta, in questo modo il sole scomparirà dalla vista del nostro vasetto proprio a quell’ora per ricomparire all’alba. Se esponete il vaso al sole in giardino, meglio mettercelo la mattina appena svegli e toglierlo verso le 12 o le 13, in modo da evitare le ore più calde: l’olio deve ricevere luce e calore, non friggere :-) La breve esperienza con lo spagirico di cui sopra mi ha aperto molti dubbi circa la preparazioni degli oleoliti, perchè contrastano con quanto ho letto e appreso di recente. Di norma si consiglia di preparare gli oleoliti da pianta essiccata, per ridurre la percentuale d’acqua che può accelerare l’irrancidimento dell’olio; inoltre si consiglia di far maturare gli oleoliti sì al calore del sole, ma in vasi di vetro scuro o coperti da carta stagnola, in modo che la luce non penetri. L’iperico è l’unico fiore per cui si utilizza la pianta fresca e l’esposizione diretta alla luce solare. Lui invece sostiene che l’oleolito è meglio prepararlo sempre da pianta fresca (e io mi trovo d’accordo, una pianta appena raccolta, se ascolto il mio istinto, è molto più potente di una essiccata) ed esporlo comunque alla luce. Aiuto! Secondo voi?

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42 Risposte a Olio di iperico

  1. Marta ha detto:

    Mi prenoto per un vasetto in regalo!! Come sai mi avrebbe fatto comodo qualche settimana fa dopo la gita al lago..

  2. Claudia_GranoSalis ha detto:

    Tesoro, a te spetta di diritto, te l’avevo già promesso :-)

  3. Luca Vivan ha detto:

    Un erborista di Pordenone con cui l’anno scorso, in settembre, ho fatto un’uscita per conoscere le erbe del territorio mi ha detto che l’oleolito di iperico è ottimo anche per uso interno, per tutti quegli usi che hanno reso celebre questa pianta: antidepressivo, stabilizzante dell’umore, depuratore del fegato, ecc…del resto un’azienda italiana di prodotti fitoterapici produce delle gellule composite per uso interno di varie piante, tra cui l’iperico, fatte di olio di semi di girasole.

    Complimenti per il blog!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Luca, grazie per i complimenti!
      In effetti anche io avevo letto di queste altre applicazioni dell’iperico, soprattutto come antidepressivo, ma a quanto ne so per uso interno, più che l’oleolito, si usano i fiori essiccati, sotto forma di infusi o di estratto secco con cui fare compresse. Tu sai se direttamente l’oleolito si può aggiungere ad altre preparazioni per uso interno? O si può proprio assumere a cucchiaini da solo? Grazie dell’intervento, mi interessa approfondire.

      • Luca Vivan ha detto:

        Anche io credevo lo stesso, ma questo erborista che ha circa 80 anni ed ha una parte attiva nell’Unione Erboristi Italiani mi ha detto che l’oleolito può essere assunto da solo con un cucchiaino…ci provo questo inverno, per tirarmi un po’ sù, con il macerato che ho preparato ieri che era S.Giovanni :)

        • Claudia_GranoSalis ha detto:

          Grazie Luca, abbiamo trovato un’altra applicazione dell’oleolito! Buono a sapersi.
          Posso aggiungere invece, sempre per quanto riguarda invece le applicazioni esterne, che è ottimo anche per i cani. Il mio ha avuto di recente una brutta irritazione sull’inguine, con rossore forte e lacerazioni, ho iniziato a applicargli l’olio di iperico la sera e piano piano è regredita, fino a guarire completamente.

          • Luca Vivan ha detto:

            L’iperico è una gran pianta. Lo stesso erborista di cui ti parlavo l’ha ripetuto più volte.

            • Claudia_GranoSalis ha detto:

              Lo è…credo che non sia a caso che sia la pianta centrale nei rituali del solstizio, insieme all’artemisia.

            • Luca Vivan ha detto:

              E veniva usato per scacciare le presenze negative, non a caso.

  4. haru ha detto:

    splendido. sono letteralmente affascinata dall’universo delle erbe e dei fiori, sia ad uso culinario che terapeutico e come te smanio dalla voglia di approfondire le mie conoscenze (pressoché nulle) in merito. per altro può sembrare cosa insignificante, ma io sono rimasta piuttosto colpita dal leggere di essere nata in un giorno, il 20 giugno, dalla carica simbolica tanto forte (probabilmente già lo sai, ma il solstizio d’estate oscilla tra il 20 e il 21 giugno, a seconda degli anni). è una scoperta molto interessante, ti ringrazio per avermi catturata, al solito, con i tuoi contenuti ricchissimi.

    P.S. io abito quasi in campagna e ho anche una casa in montagna che raggiungerò a breve: non è che mi daresti una mano a capire dove posso provare a cercare l’iperico? ci sono luoghi che predilige che potrebbero quindi facilitarmi l’impresa?

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Haru!
      In effetti è un bellissimo periodo per nascere, nel momento di più grande energia del sole e di maggiore abbondanza della natura.
      Per quanto riguarda l’habitat dell’Iperico, cito direttamente dal mio librino sulle erbe selvatiche: “É spontaneo e comune nei prati e nei campi abbandonati, lungo le strade e i sentieri, sulle scarpate e, in generale, nei luoghi caldi e asciutti dalle coste alla fascia montana”. In effetti, l’ho notato proprio stamattina, cresce nel bosco dietro casa mia solo in un punto, che è quello in cui l’ombra degli alberi si dirada e la luce del sole arriva diretta, quindi il punto più caldo e asciutto del bosco. L’anno scorso invece l’ho raccolto in uno spazio aperto, tra i cespugli che dividevano un sentiero da un campo di grano. Adesso è proprio il suo momento, ma di certo se sali in montagna la fioritura sarà più tardiva.

  5. Arianna ha detto:

    Ciao, scrivo per un consiglio: un paio di settimane ho cominciato anch’io a preparare quest’olio, ma solo ora ho scoperto che di tanto in tanto il vasetto va aperto e mescolato: dici che ho compromesso la qualità dell’olio o posso ancora recuperare? Ogni quanto è il caso di mescolare?
    All’aspetto mi sembra tutto nella norma. Non so se questo possa cambiare le cose, ma considera che i primi giorni, su consiglio di un altro sito, ho tenuto il vasetto senza coperchio ma protetto da una garza per far evaporare eventuale acqua.

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Arianna! Tranquilla, non credo proprio che il risultato sia compromesso…si consiglia di norma di mescolare giornalmente, o comunque di tanto in tanto, per favorire il rilascio dei principi attivi e per evitare la formazione di muffe sui fiori in superficie, che magari potrebbero non essere completamente coperti dall’olio, ma questo accade molto di rado. Se alla vista e all’odore ti sembra tutto a posto, di certo lo è. La preparazione è molto semplice e credo sia davvero difficile che qualcosa vada storto :-) Il fatto di tenere la garza nei primi giorni di sicuro avrà fatto evaporare un po’ d’acqua, il che è un bene. Ti consiglierei di continuare l’esposizione mescolando ogni giorno e tenendo il coperchio solo poggiato sul vasetto. Se vuoi, in fondo al post, appena prima dell’ultima immagine, c’è un link a una procedura che dovrebbe servire ad eliminare l’acqua residua nell’oleolito. E se ti interessa lunedì pubblicherò un post che riguarda anche gli usi interni dell’iperico.
      A presto!
      Claudia

      • Arianna ha detto:

        Scusa, mi sono dimenticata di rispondere! Alla vista mi sembra tutto normale, ma l’odore non so come dovrebbe essere, quindi non sapirei fare il confronto :/
        Grazie mille per i vari suggerimenti e link interessanti, penso proprio che comincerò a seguire il tuo blog regolarmente :)

  6. Valeria G. ha detto:

    Questo olio lo conosco per via dei miei parenti siciliani (suocera e zie) che lo producono fin da quando erano giovani e l’hanno sempre utilizzato per tutte le piccole grandi ferite e problemi di pelle.
    Qualche anno, quando lo sentii nominare per la prima volta, ero un po’ scettica ma da quando, per ben due volte mi ha guarita da un principio di infezione sono diventata anch’io una fan di questo olio! Davvero portentoso!!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      E’ purtroppo normale essere scettici riguardo ai poteri curativi delle piante per la mia (anche tua?) generazione e anche per quella precedente…il boom economico ci ha portati tutti alla fede nel sintetico, facendoci dimenticare che gli stessi principi attivi sintetici dei farmaci allopatici altro non sono che riproduzioni in laboratorio di principi attivi vegetali! Ma come ben dimostri tu, basta sperimentare per rendersi conto che non è questione di fede, le piante curano davvero :-)
      Ciao Valeria, e grazie del tuo commento!

  7. Bendis ha detto:

    Sei fantastica. Sono felice de essere “caduta” su questo blog. Mi sto piano piano avvicinando al mondo delle piante e tu sei un valido aiuto.

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Bendis, ma grazie di questo tuo commento! Sono felicissima di poterti essere utile in questo tuo percorso :-)

      • Alice ha detto:

        Ciao, mi piace molto quello che hai scritto, io volevo dirti che con l’olio di iperico ho curato una ustione di terzo grado. Della ferita non è rimasto quasi segno..
        È una pianta miracolosa.

        • Claudia_GranoSalis ha detto:

          Grazie mille Alice, e grazie ancor di più per la testimonianza. Tante persone non credono nel potere curativo delle piante, ma tu dimostri che non è questione di crederci o no, semplicemente funzionano :)

  8. Domenico ha detto:

    Ciao stamattina volevo apprestarmi a raccogliere l’iperico poi cercando le ultime informazioni tecniche sono imbattuto nel tuo blog, comunque complimenti per le informazioni la ricerca e la simpatia.
    Una domanda ,l’iperico che ho avvistato è gia’ bello fiorito e in parte sta appassendo, quindi poichè ormai i tempi sono pazzi,non so se mi conviene aspettare al 20 giugno per raccoglierlo oppure farlo adesso,temo che per quella data si secchi tutto.
    Faro’ sia la tintura madre che l’oleolito.
    La mia intenzione era di fare una preparazione spagyrica ma è troppo
    impegnativa.
    La pressatura con mortaio è indispensabile prima di immergere i fiori nella soluzione idroalcolica?
    Grazie
    Dome

    • Claudia ha detto:

      Ciao Domenico, grazie mille!
      Per rispondere alle tue domande: sì, non aspettare, la fioritura varia molto a seconda della zona e delle condizioni climatiche; il periodo è molto esteso, e potresti ritrovarne anche a cavallo del solstizio, ma meglio evitare di restare senza :)
      La preparazione spagirica è in effetti piuttosto laboriosa, pare però che gli oleoliti si conservino tantissimo! Io non ho ancora mai provato, sarà che l’elemento fuoco non lo amo molto, ma prima o poi mi cimenterò.
      La contusione dei fiori per l’estratto idroalcolico non è indispensabile, perchè tutto sommato sono molto delicati e cedono facilmente, ma tendono ad assorbire molto liquido, in una tintura da pianta fresca ti ritroverai con i fiori praticamente impregnati di solvente, non a mollo, quindi non è molto facile girare il composto. Il fatto di pestarli un pochino ti aiuta a ridurli di volume e quindi a facilitare l’amalgamarsi dei fiori col solvente, e a facilitare il rilascio di principi attivi, ma puoi anche evitare se vuoi. Se vuoi pestarli però fallo direttamente nel contenitore che userai per la macerazione, in modo da non disperdere sostanze.

      • Domenico ha detto:

        Grazie Claudia! per oleoliti ti riferisci alla soluzione spagyrica?
        Io ho letto e mi hanno detto che è molto piu’ potente e agisce anche sui corpi sottili, riesce a prendere tutto il potenziale della pianta.
        Il problema è procurarmi l’alcool tartarizzato, in cui si metteranno i fiori in ammollo invece che nell’alcool da cucina come per la tintura, poi bisogna bruciare tutta la pianta dopo il periodo dell’ammollo e buttare le ceneri dentro infine preparare due damigiane da mettere una sopra l’altra dove avviene la vera alchimia.
        Sai per caso come procurarmi questo alcool tartarizzato?
        Se riesco a organizzarmi la faccio,s eno faccio tintura madre.

        • Claudia ha detto:

          No, non so dove puoi procurartelo e in effetti non conosco quella preparazione di cui parli…mi riferivo alla preparazione spagirica dell’oleolito, in cui una volta finita la macerazione, la pianta residua, anziché essere gettata, viene bruciata (il processo di calcinazione) e poi aggiunta all’olio ottenuto sotto forma di cenere finissima, che si lascia depositare sul fondo.

          • Domenico ha detto:

            Ne parlano qui:
            http://www.herboplanet.eu/pagine.asp?id=15

            Comunque ho letto e non potrei procurarmelo quest’alcool tartarizzato quindi niente procedura spagyrica.
            Oppure potrei fare la procedura ma senza l’alcool tartarizzato ma non so se è la stessa cosa.
            Oppure fare semplicemente la tintura madre,pero’ secondo te invece di tenerla al buio la potrei mettere al sole?
            Grazie

          • Domenico ha detto:

            Altre due cose, come mai l’oleolito si deve esporre al sole mentre la tintura madre deve stare al buio o posto con scarsa luce?
            L’acqua per la soluzione idroalcolica per la tintura madre deve essere per forza distillata o va bene anche un acqua in bottiglia?

            • Claudia ha detto:

              La tintura madre non va esposta al sole, non so come funziona per la preparazione spagirica, ma quella classica fititerapica va macerata al buio. L’acqua non necessariamente distillata, se ne usi una in bottiglia meglio a basso residuo fisso. Per l’oleolito: la luce solare favorisce la cessione dei principi attivi nell’olio, anche se può essere suffucente anche solo il calore. Io preferisco esporre anche alla luce. L’estrazione in alcool invece riesce meglio al buio.

  9. Domenico ha detto:

    Come mai per l’oleolito i fiori non vanno pressati come per la tintura?

    • Claudia ha detto:

      Il fatto di non pressarli ti evita di avere una concentrazione troppo alta di fiori, che aumenta il rischio che l’olio non riesca a coprirli bene, con relativa formazione di muffe…se la pianta affiora in superficie è molto facile che succeda, soprattutto con pianta fresca!

      • Domenico ha detto:

        Ne ho presa una buona mi è costata un botto ,il residuo fisso è di 145mg/l volevo trovare la distillata ma al supermercato non la vendono trovi solo quella demineralizzata.
        Comunque Maria Treben invece nel suo libro ” La salute dalla farmacia del Signore” libro che ha ispirato molta gente, la tintura madre la mette al sole boh :-D

        Ecco il passo:Tintura d’Iperico: In un litro di acquavite si mettono a macerare due manciate di fiori colti sotto il
        sole, lasciando quindi riposare la bottiglia per tre settimane al sole o vicino ad
        una fonte di calore.

        Comunque invece per la tintura si devono pressare un po’ i fiori giusto?
        Spero venerdi mattina di andare oggi ho preso anche l’olio di girasole bio, cosi’ faccio tutte e due le cose tintura e oleolito.
        Grazie per tutte le info e per il tuo blog, sei gentilissima,se non hai il libro della treben te lo passo io.

        • Claudia ha detto:

          Grazie Domenico! Anche per l’offerta del libro: ce l’ho, in verità, ma non l’ho ancora letto…è che ce l’ho in pdf, e io sul pc non leggo tanto volentieri, ce l’avessi avuto in cartaceo l’avrei già divorato. Ma prima o poi mi ci metto :)
          Esistono tante modalità di preparazione a seconda delle tradizioni, io per la tintura mi baso sulla farmacopea ufficiale, senza però disdegnare altre versioni, come quella della Treben. Ti direi: fai come credi sia più giusto, a seconda di quelli che sono i tuoi studi. Io ad esempio espongo tutti gli oleoliti alla luce solare nonostante si dica che solo l’iperico va esposto alla luce, gli altri soltanto al calore, mettendoli in un vaso scuro o foderando i vasi con carta stagnola. Questo perchè mi fido molto di un mio maestro che ha sempre proceduto in quest’altro modo. E sulla mia pelle le preparazioni funzionano :) Quindi tutto sta nell’esperienza, credo, prove ed errori e tanto studio.

          • Domenico ha detto:

            Quindi l’oleolito lo metti al sole in barattolo di vetro scuro? io ho letto di esporlo alla luce del mattino fino alle 12 che non è troppo forte ma non ho letto di metterlo in barattolo scuro o ricoperto da carta stagnola

  10. Domenico ha detto:

    Allora,operazione conclusa :-) ho raccolto circa 280 grammi di fiori da cui di scarto saranno stati un 100 grammi perchè con la forbice ho tagliato i fiori sullo stelo piu’ altri residui di fiori secchi erbaccia ecc.
    Ho fatto sia la tintura madre rispettando i tuoi calcoli, e grazie per averci agevolato cosi’ tanto il lavoro, erano 100 gr destinati alla tintura, ma per non rifare i calcoli ho usato i tuoi, con 90 grammi :-), il resto li ho usati per fare l’oleolito(ho usato per la maggiore olio di semi di girasole bio e un po’ di olio di semi di lino), che sto esponendo al sole un po’ la mattina, perchè arriva tardi sul mio balcone il sole, un po’ il pomeriggio, ma senza coprire con la carta stagnola e in barattolo normale trasparente.
    E’ stata una bella faticaccia tagliare i fiori con le forbici per non toccarli, e poi scartare lo stesso cercando di non toccarli, diciamo il lavoro maggiore è quello perchè con le mani sarebbe tutto piu’ semplice.
    Alla fine mi sono ritrovato nella stanza mezza fauna insettifora del campo :-D e ho dovuto pulire per un bel po’ tra la cucina e la stanza ma sono soddisfatto, speriamo che proceda tutto bene, se potessi allegare delle foto qui te li farei vedere.
    Grazie ancora di tutto sei stata fondamentale e gentilissima un abbraccio virtuale! ;-)

  11. Lidia ha detto:

    La mia insegnante di erboristeria usa sempre fiori freschi per fare l’oleolito e attorno al vaso mette un tovagliolo di carta prima di esporlo al sole per creare un leggero filtro ma senza oscurare ;)

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