Maggio è il mese più bello dell’anno, su questo non ci piove. Su questo concetto, non su questo Maggio. Su quello ci piove cheddiolamanda. Ma nelle pause tra una pioggia e l’altra escono fuori delle giornate strepitose in cui ringrazio il destino per avermi portato a vivere in campagna. E ringrazio Urano, il mio cane, che mi costringe a staccarmi dal computer e dal lavoro per portarlo nei campi dietro casa, che in questo periodo sono di una bellezza incredibile: verdissimi, rigogliosi, pieni di fiori sui cespugli di rosa canina, sugli alberi di acacia, nei campi coltivati.
Il sole scalda ma l’aria è fresca, il cielo è di un azzurro pienissimo con nuvole dai contorni scolpiti e la neve dei pioppi galleggia ovunque nell’aria, riempiendo di poesia le campagne come anche i vicoli di città, col sole che filtra in controluce e le rondini che sfrecciano e si rincorrono. Il rosso sfacciato dei papaveri è dappertutto, ai bordi delle strade e nei campi di grano.
Ah, ve lo dico, io in Primavera sono capace di diventare terribilmente melensa, come una Pollyanna che assiste meravigliata e felice alla rinascita della natura nonostante la riveda tutti gli anni da 30 anni. Volete vedere quanto so essere melensa? Volete vedere?
Occhei, direi che può anche bastare, mi toccherà fare un giorno di digiuno per smaltire tutta questa zuccherosità.
I margini dei boschi qui dietro casa pullulano di alberi di acacia che in questo periodo sono carichi di fiori, profumando l’aria in modo delizioso. Non sia mai che io me ne stia a guardare tutta questa abbondanza senza fare un pensiero su come poter utilizzare l’elemento botanico in questione in cucina o in un qualche intruglio erboristico. E quindi sono andata a spulciare in giro scoprendo che i fiori dell’acacia sono commestibili e ci si possono fare un bel po’ di cose.
Stavolta non so dirvi molto rispetto alle proprietà terapeutiche o nutrizionali della pianta, perché ad essere sincera non sono riuscita a trovare grandi informazioni in questo senso, nonostante abbia cercato parecchio. Fatto sta che un risotto me lo volevo proprio provare e allora mi sono data alla raccolta, immersa nel profumo dei fiori e nel ronzio delle api tutt’intorno, con Urano sempre lì nella sua tipica posizione “lanciami quel bastone tipregotipregotipregotiprego”, quasi scomparendo nel grano ormai alto quanto lui.
Tenete presente che, mentre i fiori sono commestibili, tutto il resto della pianta è tossico per l’uomo, quindi evitate di raccogliere foglie e fusti. I fiori sono piuttosto delicati, quindi cercate di raccoglierli appena prima di cucinarli e non lavateli, ma sgrullate delicatamente i grappoli per lasciar cadere eventuali ragnetti o insettini vari infilati dentro. Magari fate la vostra raccolta dopo una giornata di pioggia, in questa Primavera non sarà difficile!
// Risotto ai fiori d’acacia e pepe verde //
°° Ingredienti °°
- 400 grammi di riso semintegrale carnaroli o ribe o come vi pare
- 2 cipollotti piccoli
- una decina di grappoli di fiori d’acacia
- un cucchiaino di grani di pepe verde
- un po’ di vino bianco
- un litro circa di brodo vegetale
- olio extra-vergine d’oliva
- sale


Per un gusto ancora più delicato potete sostituire il pepe verde col pepe bianco. Qualcuno ne sa qualcosa di più sulle proprietà dell’acacia? In caso scrivetemi due righe, mi fa piacerissimo. Potete lasciarle anche se non siete degli espertoni di botanica, sono contenta lo stesso 🙂
Si il fiore e bello e anche buono e si può mangiare a cucchiaiate penso o no booo……..ciao dino
Ciao Dino, grazie della visita 🙂
splendido! tantissimi fiori si possono mangiare e sono interessantissimi dal punto di vista nutrizionale. il polline è ricco di carboidrati, lipidi, sostanze azotate, carotenoidi e flavonoidi. il nettare è ricco di zuccheri semplici, amminoacidi e proteine, sali, acidi organici, sostanze fenoliche, alcaloidi e terpenoidi. i petali contengono anche vitamine, sali minerali e altre sostanze come antocianine e carotenoidi. anche per me è stata una scoperta, e dal momento che adoro mangiare i fiori non ho potuto che rimanerci di stucco. insomma, pensavo che fossero solo belli, profumati e, al massimo, buoni! :3 grazie per la descrizione stucchevole, io di zucchero ne avevo proprio bisogno (e poi penso che man mano che le primavere si accumulano alle spalle si diventa sempre più sensibili al loro fascino: come se ogni nuova primavera si arricchisse del ricordo di tutte le precedenti). solo che io dovrò aspettare di andare in collina per raccogliere un po’ di fiori d’acacia! mannaggia. chissà se li troverò ancora quando avrò finalmente il tempo di andarci? (invidio la tua vita bucolica sai?)
P.S. il mio mese preferito è giugno, ma sono di parte: festeggio la mia nascita. 🙂
Haru! Grazie del tuo bel commento e di questo elenco sulle proprietà generali dei fiori. E’ ormai da un po’ che quando ad esempio metto i fiori di zucca nell’insalata mi guardo bene dal buttare il pistillo, che tutte le ricette dicono di scartare…e che la buttiamo via tutta questa ricchezza?!
Ti auguro di poter fare presto una bella raccolta, l’acacia fiorisce fino a giugno, magari ce la fai!
P.S: Ehm…pure io sono di un po’ di parte, sono nata a maggio 🙂
Non sono un’esperto botanico ma i fiori in questione sono di acacia selvatica e il nome della pianta è ” robinia pseudacacia “, non conoscevo questa ricetta del risotto e proverò a metterla in pratica, detti fiori sono buonissimi anche la pastellati e fritti.
Grazie e complimenti per il blog
Grazie del contributo Michele, e anche dei complimenti! In effetti questo post è già piuttosto datato, nel tempo ho cambiato parecchio il mio modo di scrivere e ormai sono solita parlare delle splendide piante selvatiche dei nostri territori in modo molto più particolareggiato; non riesco a farne a meno, spesso mi ritrovo mio malgrado a digitare fiumi di parole. Le passioni spesso sono così: nascono piano e crescono senza controllo 🙂
Ottimi anche fritti, verissimo! Li ho fatti tempo fa, insieme ai fiori di sambuco, una delizia: https://granosalis.org/frittelle-dolci-fiori-sambuco-acacia/.
È così anche per me, adoro conoscere e scoprire quello che il territorio ci offre, magari attraverso conoscenze e racconti dei nostri nonni o genitori,da ingredienti apparentemente poveri si ottengono piatti di eccellente qualità che stupiscono i più, che spesso non sanno nemmeno dell’esistenza o dell’uso di certi prodotti….
Un risotto con i germogli di luppolo per esempio…che propio ora escono allo scoperto….mantecato con crescenza….provalo e fammi sapere !
L’acacia fa bene per la gastrite, reflusso gastrico, stitichezza, insonnia, tosse,
Grazie del contributo Lorena! Quelle che elenchi sembrano essere più che altro le proprietà del miele estratto dai fiori; a quanto mi risulta i fiori non processati condividono alcune di queste proprietà ma non tutte, ad esempio sono astringenti, quindi usati in caso di diarrea e non di stitichezza. Non conosco benissimo la pianta però, in effetti mi sa che non è tra le più utilizzate a scopo fitoterapico.
Ciao Claudia mi sai dire quali fiori oltre a quelli di acacia e sambuco,si possono usare in cucina ? Intendo quelli selvatici
Grazie
Ciao Alex, sono moltissimi, è impossibile racchiuderli in un commento 🙂 Ti consiglio di seguire un buon corso di riconoscimento erbe commestibili nella tua zona, per iniziare a scoprirli meglio. Qui su granosalis comunque, ne clicchi sulla categoria “erbe spontanee” nella colonna di destra e ti spulci per bene tutti i vecchi post ne troverai diversi in cui ci sono ricette con i fiori, come quelli di borragine, di primula, di calendula.
Ti segnalo anche questo articolo di slowfood.it che ho appena trovato, qui ne vengono elencati 40, tra selvatici e coltivati: http://www.slowfood.it/40-fiori-da-mangiare/