Risotto al radicchio tardivo di Treviso e noci – mangiare vegan non vuol dire rinunciare alla mantecatura…

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…Soprattutto quando è così semplice da fare! Non so voi, ma io, da quando ho iniziato a eliminare i latticini, la mantecatura del risotto l’avevo completamente abbandonata, che tanto è buono pure senza. Sì, sarà anche vero, ma con è un’altra cosa :-) Ho poi sperimentato diverse modalità per sostituire il burro e dare quel cremoso effetto finale, magari in futuro vi parlerò di ogni esperimento ben riuscito, ma questo che vi giro oggi è in assoluto il metodo più semplice ed essenziale. Magari risulterà addirittura troppo semplice per qualcuno, poco creativo e originale, ma non bisogna dimenticarsi che la cucina, oltre ad essere un’arte, è anche un’azione estremanente pratica e funzionale a nutrirci 3 volte al giorno, tutti i giorni. Capirete bene tutti che non si possono fare i salti mortali ogni singolo giorno per tirare fuori ricette supercomplicate ed esteticamente piacevoli, e neanche si possono delegare i propri importantissimi pasti quotidiani ai 4 Salti in Padella. Ci vuole la giusta via di mezzo, quindi largo alla creazione e all’originalità, ma anche ai piatti semplici e veloci, che siano allo stesso tempo sani e consapevoli.
Per questo risotto ho scelto il radicchio, che trovo buonissimo per questo tipo di preparazione, unito alle noci che ci si sposano gran bene (volendo però potete anche ometterle se non le avete o se non avete voglia di sgusciarle!). É un’ottima materia prima, versatile, saporita e molto benefica, con un contenuto di antiossidanti molto superiore ad altri alimenti più noti per questa caratteristica, come i mirtilli o l’uva rossa. Se cercate altre idee su come cucinare quest’ortaggio delizioso, proprio il mese scorso Salutiamoci l’ha scelto come ingrediente del mese per la sua raccolta, ospitata da Peanut sul suo bel blog Peanut in cookingland.
É la prima volta che uso il radicchio di Treviso, mi ha sempre attratta con quelle sue splendide foglie ricciolute e quel suo colore così intenso e vivace. Ecco, non è proprio a chilometro zero, ma quant’è scenografico? Non credo ripeterò tanto spesso l’esperienza, prima di tutto perchè il radicchio lo trovo pure a due passi da casa mia dai produttori locali, ma anche perchè ‘sta primizia IGP costa uno sproposito! Sappiate, dunque, che usando una qualsiasi altra varietà otterrete lo stesso un ottimo risotto, anche se c’è da dire che il radicchio di Treviso (solo quello tardivo, di stagione adesso, non il precoce) ha un gusto particolarmente delicato, ideale per chi non ama molto l’amaro. Anche nelle insalate dà un tocco molto diverso dal radicchio classico, oltre ad essere molto bello da vedere :-)
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Per questa piccola idea geniale di mantecatura alternativa devo ringraziare Martina e il suo risotto al nero di Toscana, che mi è stato di grande ispirazione. Grazie carissima!

// Risotto al radicchio tardivo di Treviso e noci //

°° Ingredienti °°

  • 400 grammi di riso semintegrale per risotti, per me Vialone Nano
  • 2 cespi di radicchio tardivo di Treviso, ma anche di Frascati va bene lo stesso :-)
  • 1 litro e mezzo di brodo vegetale
  • 1 cipolla media, per me rossa
  • 6-7 noci
  • 3/4 di bicchiere di vino bianco secco
  • olio e.v.d’oliva
  • sale marino integrale
  • pepe
Per prima cosa preparate il brodo, per averlo subito a disposizione quando serve. Affettate finemente la cipolla e fatela imbiondire con un po’ d’olio e un pizzico di sale in una pentola dal fondo spesso col coperchio. Affettate il radicchio a pezzi di un centimetro di spessore e quando la cipolla è pronta mettetelo nella pentola, aggiungendo un’altro pizzico di sale. Lasciatelo appassire 5 minuti a fuoco vivace girandolo spesso fino a che vedrete che l’acqua che tira fuori è quasi del tutto evaporata.
Unite il riso e fatelo tostare un paio di minuti a fuoco vivo girando con un cucchiaio di legno. Unite il vino bianco e lasciatelo sfumare, sempre mescolando, poi coprite con qualche mestolata di brodo vegetale. Lasciate cuocere aggiungendo brodo quando serve per 15-20 minuti, a seconda del tempo di cottura del riso, girando spesso. Sgusciate le noci, spezzettatele grossolanamente e unitele a metà cottura, lasciandone da parte qualcuna per la guarnizione.
Quando il risotto è quasi pronto, prelevatene 6-7 cucchiai e trasferiteli in un piccolo mixer: frullate bene tutto e avrete di che mantecare il vostro risotto. Unite la cremina ottenuta al riso e girate energicamente con un cucchiaio di legno, poi impiattate e servite guarnendo con le noci rimaste.

Ho appena scoperto che un altro mio risotto, quello ai fiori d’acacia e pepe verde pubblicato la scorsa primavera, è tra i vincitori della raccolta di Sonia “Voglia di…” dei mesi di Gennaio-Febbraio. Grazie Sonia! Lo sai che è il primo contest che vinco? Andatevi a vedere tutte le ricette in gara sulla pagina dedicata alla raccolta, che trovate qui.

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9 Risposte a Risotto al radicchio tardivo di Treviso e noci – mangiare vegan non vuol dire rinunciare alla mantecatura…

  1. Martina ha detto:

    Ma che ti devo dire, mi hai fatto emozionare!!! Gote rosse a parte, ti ringrazio tanto per avermi pensato e per aver provato la mantecatura “senza”.
    Tra un foglia tinta di rosso e qualche guscio di noce ti abbraccio, a presto

  2. Francesca P. ha detto:

    Sabato scorso avevo visto in un negozio biologico vicino Viale Libia (a proposito, ha aperto accanto un bar della stessa gestione, grazioso, possiamo prenderlo in considerazione per il prossimo tè romano!) questo radicchio tardivo, dalle mani lunghe lunghe che mi ha ricordato un polipo, quasi voleva afferrarmi e finire dentro il cestino… :-) Non l’ho preso solo perchè avevo già altre verdure da preparare ma vedere le tue foto così brillanti e luminose, con quel bordò acceso, mi ha fatto pentire di non aver ricambiato l’abbraccio! Ma posso ancora rimediare… :-)
    Sulle idee alternative che non rinunciano al gusto sai come la penso, più si sguinzaglia la fantasia e più ci si diverte!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Fra, DEVI rimediare! Con un colore così dentro la tua cucina chissà che cosa potresti tirare fuori, tu che ai colori dai un’attenzione così grande…già vedo la zampetta di Ulisse che arpiona gli uncini formati dalle foglie. Sei in tempo fino a fine marzo per la stagione :-)
      Qua la lista di luoghi da tè e mercati si allunga sempre di più, mi toccherà scendere prima o poi! Un abbraccio

  3. MARI ha detto:

    Ero preoccupata perchè da qualche giorno vedevo solo le foto, ma non il testo! Rientrato tutto alla normalità! e con che bellezza di risotto mi accogli! adoro questo radicchio della mia regione e la mantecatura alle noci è ottima, come pure quella alle mandorle! …da provare! :-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Mari, meno male che è tornata la luce sulle mie parole! Questi cedimenti mi preoccupano…d’altronde il sistema su cui è stato costruito il template è un po’ una fregatura, ma ora non ho nè il tempo nè le risorse per sistemarlo…quante cose cambierei se fossi una smanettona! Purtroppo lo smanettone di casa è troppo preso da altro di ben più complicato, povero…
      Tu che sei in Veneto dovresti trovare questo radicchio a prezzi più abbordabili immagino…fortunata! Buona giornata e a presto

  4. Daria ha detto:

    Oh, e finalmente rieccomi a commentare! Vediamo se dura…
    A parte che il risotto col radicchio di Treviso è tra i miei preferiti, è bellissima l’idea di mantecare frullando un po’ del risotto stesso… io a volte uso frutta secca macinata e mescolata con lievito alimentare, altre niente, altre besciamelle varie (avanzi che girano per casa), altre volte metto delle lenticchie rosse (che sciogliendosi diventano cremose). Insomma quello che capita e in genere se ho ospiti nessuno si accorge della mancanza o aggiunta…

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Daria bentornata!!! E’ un vero piacere ritrovarti, ce l’abbiamo fatta a sconfiggere il maledetto Disqus :-)
      Grazie della condivisione delle tue mantecature alternative e a presto!

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