Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino

insalata selvatica
Le rondini sono tornate al loro nido sotto la tettoia di casa, costruito 3 o 4 anni fa. C’è un buco nella parte inferiore, dallo scorso anno, ma sembrano non curarsene. Vanno e vengono, banchettano allegre tra le nuvole di moscerini incentivate dal caldo umido, si fermano a chiacchierare a voce alta sul davanzale del mio bagno e ripartono spedite a solleticare il petto bianco volteggiando sul giallo carico e luminosissimo delle crucifere, che dominano tra i campi di grano in un glorioso ed effimero regno, in attesa di abdicare senza invidie al rosso dei papaveri.

La pioggia è finalmente arrivata, dopo mesi, a rigenerare almeno un minimo la terra assetata e a cullare le mie notti col suo scrosciare rassicurante. Maggio adesso può davvero iniziare con quell’energia dolcemente dirompente che gli è propria, dando il via allo spettacolo orgiastico e poetico delle piene fioriture, correndo inarrestabile verso l’estate.

Aprile è volato via rapido, come un seme di tarassaco ostaggio della tempesta. Tutti questi mesi stanno passando in un battere di ciglia, e a me pare stia già arrivando ottobre. Sto incontrando tante persone, piante nuove, esperienze belle e vecchi amici. Una delle uscite che più ha lasciato il segno è stata a inizio mese, al Casolare Alberelli: dopo due anni di interruzione forzata, siamo tornati a organizzare la nostra giornata dedicata alle erbe spontanee, con più lentezza ancora, perché potessimo godere anche della nostra reciproca compagnia senza troppo carico sulle spalle. Ho percorso la volterrana sotto una bella pioggia, fiduciosa di trovare il sole una volta svalicato verso la costa livornese, e così è stato, il bel tempo ci ha aiutato anche questa volta.

Non riesco mai a fermarmi a lungo come vorrei, agli Alberelli, ma quanto basta per fare almeno un breve saluto al mare. Un mare agitato d’inizio aprile a questo giro, bellissimo, in attesa della successiva pioggia. Ho fatto il pieno di aria salata nei polmoni e raccolto qualche ciuffo di una delle piante che meglio ne immagazzinano e ne esprimono l’aroma. Ci frequentiamo così poco, il mare ed io, che un raccolto di finocchio marino per me è un gran regalo. L’ho usato in modo oculato, in più ricette nel corso della settimana successiva. E qui ve ne lascio una.

Sono molti i modi di assaporare il gusto salino e intenso del Crithmum maritimum. Non ne sono certo la maggiore esperta, da cittadina della grande metropoli trapiantata in un entroterra collinare, ma ho avuto modo di assaggiarlo diverse volte e di leggerne qua e là. Si può usare come aromatica nelle patate al forno e nelle zuppe primaverili, ci si possono fare frittate e salse, si può mettere in insalata, a piccole dosi, e usare per un pesto, che sono gli usi che ne ho fatto io questo mese. E si può conservare, anche, essiccato, sott’olio e sottaceto, o anche fermentare o aggiungere ad una giardiniera come parte aromatica. Ne ho assaggiato una versione sott’aceto strepitosa a La Buca Vecchia, ottenuta da un raccolto in trasferta della brava Caterina Cardia, che lì ai piedi di Montepulciano coltiva e raccoglie le sue spontanee.

Io, dicevamo, ci ho fatto un pesto dal sapore deciso, insieme ai capperi, con cui ho condito una pasta e delle insalate verdi. Ma soprattutto l’ho messo in una misticanza selvatica di mezz’aprile, insieme a tante altre erbe raccolte nei dintorni di casa, e per condire la misticanza stessa ci ho preparato una salsa semplice, insieme alla piccante radice di Alliaria petiolata e ad un goccio di un buonissimo aceto di visciole regalatomi anni fa da Isabella Dalla Ragione ad Archeologia Arborea, in occasione di una giornata divulgativa fatta insieme nel suo frutteto.

Questa insalata selvatica l’ho preparata a inizio mese, e ora siamo alla fine, ma le erbe sono ancora quasi tutte disponibili, tranne forse le foglie di alliaria, di cui in zone molto esposte sono disponibili ormai solo le cimette fiorite, e quelle di tarassaco, che è quasi ovunque in piena fioritura. Ma ci sono tante altre spontanee che possiamo usare ora per sostituirle, per esempio le deliziose e tenerissime foglie di tiglio, o quelle del Silene vulgaris, o altre ancora.
Il finocchio marino, come il suo cugino terrestre, ha un aroma molto intenso, quindi non abusatene e usatelo alle dosi di un’aromatica. L’utilizzo a crudo è il migliore, per approfittare a pieno del suo sapore e del suo contenuto nutrizionale : contiene, tra le altre cose, molta vitamina C, e veniva usato dai marinai per prevenire lo scorbuto durante le lunghe traversate.

Vi lascio alla ricetta, e vi invito a leggere anche nei box in fondo per altri approfondimenti e notizie sui prossimi corsi (a fine maggio torno anche a Roma!).

// Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino //

°° Ingredienti °°

  • foglie di caccialepre (Reichardia picroides)
  • foglie di tarassaco (Taraxacum officinale)
  • foglie di alliaria, da piante non fiorite (Alliaria petiolata)
  • qualche foglia di acetosella (Oxalis articulata)
  • qualche foglia di achillea (Achillea millefolium)
  • qualche foglia di finocchio marino (Crithmum maritimum)
  • cimette fiorite di alliaria (Alliaria petiolata)
  • petali di calendula (Calendula arvensis)
  • fiori di falsa ortica rossa (Lamium maculatum)
  • fiori di acetosella (Oxalis articulata)
  • fiori di salvia selvatica (Salvia verbenaca)
  • un pezzettino di radice di alliaria (Alliaria petiolata)
  • olio e.v.d’oliva
  • qualche goccia di aceto di visciole (o aceto di mele)
  • sale marino integrale
Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Come sempre, le quantità sono ad occhio, ma ho elencato le piante dalla più abbondante alla meno presente, così saprete regolarvi meglio con le quantità. La prevalenza è per le foglie di alliaria, tarassaco e caccialepre (per possibili sostituzioni leggere il post), poi ci sono piccole quantità di foglie di achillea, finocchio marino e acetosella, e infine le guarnizioni fiorite.
Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Lavate bene le foglie e asciugatele con una centrifuga per insalata. Non lavate i fiori, che si sciuperebbero, ma teneteli al fresco in delle ciotoline. Mescolate in un’insalatiera tutte le foglie, tenendo da parte un po’ di finocchio marino per il condimento.
Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Pulite e tritate la radice di alliaria, poi frullatela insieme a qualche foglia di finocchio marino, olio, sale e qualche goccia di aceto di visciole. Questo condimento deve somigliare più a una salsa prevalentemente liquida che ad un pesto.
Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Condite la misticanza con la salsa, poi aggiungete i fiori e servite. Se possibile, consumate l’insalata poco dopo il raccolto, sarà più ricca di nutrienti, altrimenti conservate le foglie in frigo in sacchetti di cotone o di plastica, e i fiori in ciotoline coperte, senza sovrapporli.

Altre informazioni utili

Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Preparare misticanze selvatiche a crudo mi piace un bel po’ :). E qui sul blog ne ho pubblicate già diverse, in tutti questi anni (oh, tra un mesetto GranoSalis compie 10 anni, mica poco!). Le più belle le trovate qui sotto:
Insalata selvatica del mio giardino
Misticanza d’inizio marzo con fiori di violetta e cardamine
Misticanza di foglie e fiori d’aprile, con foglie giovani di tiglio e fiori di lunaria.
Insalata selvatica con fiori di borragine.

Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Dopo la bella mattinata di domenica scorsa al Museo della Biodiversità (che merita una visita, soprattutto insieme ai bambini) e la strepitosa mattinata di sole a Pàcina, degnamente conclusa con l’ebrezza dei loro vini naturali, il prossimo appuntamento con il riconoscimento delle piante spontanee è tra qualche settimana, che mi prendo un paio di weekend per cose mie. Ci vediamo per un’uscita in un posto ricco di storie da raccontare insieme a un altro bravissimo divulgatore, ossia La Scoscesa di Lorenzo Costa, vicino Castellina in Chianti. Non mi dilungo qui, che l’ho già fatto nella pagina dei corsi, leggete lì tutti i dettagli!
A fine maggio poi sarò a Roma per due uscite, una sabato 28 pomeriggio al Parco degli Acquedotti, una domenica 29 mattina al CSOA La Torre. Anche in questo caso, tutti i dettagli sono nella pagina dei corsi.

Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Quanto si sta bene al Casolare alberelli! Non lo dico per dire, quel posto è davvero carico di bellezza ed energia buona. E io me lo sono sempre vissuto con le incertezze climatiche di marzo-aprile (quest’anno c’era sì il sole, ma faceva un freddo!), da maggio in poi deve essere un vero incanto. Date un occhio alle camere disponibili e fatevi un bel giro sulla Costa degli Etruschi, o pensate agli Alberelli e alla sua bella sala in legno e pareti di vetro in mezzo al bosco per organizzare il vostro ritiro di yoga.
Se mi state leggendo, lassù da Nibbiaia, grazie ancora per il weekend di inizio mese, sono stata bene davvero!

Misticanza selvatica primaverile, con finocchio marino 1Di Caterina Cardia e della Buca Vecchia vi ho già parlato altre volte, ma ribadisco che se volete provare una vera cucina locale a base di erbe spontanee è il posto giusto dove atterrare. L’impostazione della cucina è un misto tra tradizione e innovazione, il posto è molto piacevole e Caterina una garanzia sia per quanto riguarda la scelta delle erbe usate in cucina, che coltiva e raccoglie personalmente, che per la chiacchiere in argomento, che potete approfondire anche in corsi privati con lei. La Buca Vecchia ha riaperto la stagione ad aprile, fateci un salto! E se avete la fortuna di viaggiare in camper o case mobili in genere, alla Buca Vecchia c’è un’area attrezzata fichissima che potete usare come base per esplorare tutta la Val d’Orcia.

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