Zuppa di cereali e legumi con quello che c’è


Se penso a quanto tempo ho passato a studiare forzatamente cose per cui non avevo alcun interesse…è capitato anche a voi? Vi piaceva andare a scuola? Io lo detestavo. Sì, mi piaceva l’interazione con gli altri, mi piaceva il baretto all’uscita, gli incontri nei corridoi o nei bagni a ricreazione, tra nuvole di fumo di ogni genere e tipo. Ma odiavo i pomeriggi passati a casa a studiare. Quegli inverni lunghissimi, infiniti, di clausura, passati il più delle volte solo a far finta di studiare, e infatti poi sulla pagella si vedeva. Me li ricordo con una certa malinconia adesso, e con tanta tenerezza.

Ero molto spesso sola in casa, a gennaio, all’ora del tramonto, a gambe incrociate sul letto, o stesa a pancia in giù (mai studiato alla scrivania negli anni da liceale), con lo sguardo che vagava oltre le pagine del libro, il mio gattone nero accocolato accanto a me.
I tramonti infuocati romani, nei pomeriggi senza nuvole, erano incredibili in inverno. Dalla finestra del salone di casa dei miei la vista era ampia, e si affacciava sulla stazione Termini. Proprio uno dei luoghi dove gli storni facevano, raggruppandosi a centinaia, le loro danze incantate, tra curve dolci e virate improvvise e ravvicinatissime prima della picchiata finale sui lecci del piazzale, con una sincronicità pazzesca che non riesco a spiegarmi neppure leggendo tutti gli studi del mondo su questa loro incredibile coordinazione. E’ semplicemente magica, uno degli spettacoli più belli della natura. Non rinunciavo mai alla danza del tramonto, a luce rigorosamente spenta mentre il crepuscolo avanzava, nel silenzio della casa. Sognando una libertà futura, che non potevo trovare nell’obbligo della scuola e nella severità della famiglia.

Adesso pagherei oro per avere tutto quel tempo vuoto a disposizione. Tutto quel silenzio, quello spazio infinito che ora riempirei di tantissime cose. La libertà appare spesso ancora lontana, ora ostacolata dalle responsabilità, dal lavoro, dagli impegni del giorno per giorno, dagli eterni conflitti. Forse è vero che le catene sono tutte nella testa, che la libertà può essere trovata solo dentro, a prescindere dalle contingenze della propria vita.
Non sono tipa da buoni propositi per l’anno nuovo, non più. Negli ultimi anni ho imparato che per quanti programmi possa fare, la vita trova sempre il modo di portarvi scompiglio, in un modo o nell’altro, costringendomi sempre a stare nel presente, senza poter pianificare troppo il futuro.
So quello che mi piacerebbe, sì: mi piacerebbe, tra le altre cose, trovare il tempo, lo spazio, le risorse per studiare ancora, tanto, quello che davvero mi interessa stavolta. Se solo fossi una di quelle persone che possono dormire 5 ore a notte e stare belle sveglie e riposate le restanti 19 ore del giorno…almeno quello aiuterebbe un po’. Tutto il contrario, per quanto mi riguarda, non mi bastano 8 ore. E soprattutto ora che l’inverno si sta facendo davvero sentire, per la prima volta dopo anni, è così dura uscire da sotto la trapunta, da quel calduccio dolce e ovattato, e affrontare i 14 gradi di casa. Devo forzarmi per non starmene a letto 10 ore e più a notte. E spesso, nonostante la mia buona volontà, mi ritrovo ancora lì col cellulare in mano due ore dopo averlo preso per spegnere la sveglia, dicendomi “ecco, ora mi alzo, giusto un minuto…”. Io sono quella che da bambina si è rifiutata di frequentare gli scout. Al di là del fatto di non volermi mettere quella divisa da coccinella che al tempo trovavo ridicola, la motivazione vera era: non mi ci sveglio alle 7 per andare a messa; se ci devo andare ci vado alle 11, ma la domenica mattina non ci sono santi, io voglio dormire. Punto. Ecco, giusto per farvi capire l’entità della mia innata ghiritudine.
Sono un caso senza speranza, insomma; forse potrò dedicarmi di più allo studio dopo i 50, quando si dice si inizi a dormire di meno. Non dico quando sarò in pensione, perchè nella pensione ci spero poco, confido più in una riduzione delle ore di sonno che in una diminuzione delle ore di lavoro.
Faccio quello che posso, per ora. E cerco di accontentarmi di quello che c’è, nella vita come in cucina.

In una di quelle giornate da frigo vuoto ho partorito questa zuppa. Poche verdure fresche a disposizione, ma una dispensa bella piena di cereali e legumi, di cui avevo fatto scorta prima di natale al Podere Pereto. Avete presente quelle zuppe pronte che trovate già confezionate e che basta-aggiungere-solo-acqua? Ecco, io ho preparato da me il mio mix con quello che avevo, assortendolo a mio gusto e privilegiando in questo caso i legumi decorticati, che tempo per l’ammollo non ce n’era. Ho aggiunto quel quarto di verza e quel finocchio che languivano soli soletti in frigo, un porro e qualche patata, oltre a cipolle e carote per il soffritto. E già che in frigo c’era un piccolo avanzo di ceci cotti ho aggiunto anche quelli. Potete rifare la zuppa esattamente come l’ho fatta io o tenere buona la base di cereali e legumi arricchendola poi con le verdure che avete o che preferite. Ci sta di certo benissimo anche il cavolo nero, ma vi dirò, gli avanzi che avevo io ci si sposavano già alla perfezione, senza troppo bisogno di aggiungere altro. Se avete tempo, 2-3 ore di ammollo fatele, ma potete anche saltarlo, ci vorrà solo un pochino di più per la cottura.

// Zuppa di cereali e legumi con verza e finocchio //

°° Ingredienti °°

Per 6 persone

  • 200 grammi di farro perlato
  • 50 grammi di miglio
  • 100 grammi di ceci decorticati
  • 100 grammi di piselli decorticati
  • un quarto di verza
  • un finocchio
  • un porro
  • 3 patate medie
  • una grossa cipolla
  • una carota
  • un cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • un ciuffo di salvia, fresca o secca
  • mezzo bicchiere di vino rosso (facoltativo)
  • olio e.v.d’oliva
  • pepe nero macinato al momento
  • sale marino integrale
Preparate il mix di cereali e legumi in una ciotola. Se avete tempo, tenetelo in ammollo dalle 2 alle 6 ore, altrimenti procedete senza bagnarlo. Tritate molto finemente la cipolla e la carota e fatele ammorbidire con olio e un pizzico di sale in una pentola capiente dal fondo spesso, a fuoco basso e col coperchio. Unite anche il porro tagliato a metà nel senso della lunghezza e poi a rondelle sottili e lasciatelo appassire qualche minuto.
Aggiungete al soffritto il mix di cereali e legumi, alzate la fiamma e fate tostare un minuto mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungete il vino rosso, se ce l’avete, e lasciatelo sfumare, sempre mescolando. Aggiungete acqua abbondante, o brodo vegetale se ce l’avete pronto.
Mentre portate l’acqua a bollore, riducete la verza in listarelle e il finocchio a fettine. Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Aggiungete tutte le verdure alla pentola, versando ancora acqua se necessario. Una volta raggiunto il bollore, aggiungete anche il concentrato di pomodoro.
Lasciate cuocere per 30-40 minuti, fino a che cereali e legumi saranno morbidi, aggiungendo a metà cottura la salvia tritata e salando solo verso fine cottura. Servite la zuppa calda con un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe nero.
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6 Risposte a Zuppa di cereali e legumi con quello che c’è

  1. antonella romano ha detto:

    Claudia non per disilluderti ma io ho passato i 60 e le canoniche otto ore di sonno non mi bastano! ^_^ e sinceramente non credo che il dormire poco dipenda dall’età.
    bella ricetta molto creativa! la provo senz’altro magari con quello che mi ritrovo a casa di cereali e legumi. che dici posso inserire il grano saraceno al posto del miglio?
    buona giornata
    anto

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Che mi dici Antonella! Allora non posso sperare nemmeno in quello, sigh :)
      Va benissimo il grano saraceno al posto del miglio, basta che tu mantenga quelle quantità. E i legumi in caso che siano decorticati, altrimenti serve il classico ammollo lungo.
      Buona serata a te!

  2. Francesca P. ha detto:

    Il concetto di “quello che c’è” mi piace, perchè mi dà l’idea di saper apprezzare e valorizzare le cose che abbiamo, senza cercarle in modo frenetico o ansioso altrove. Ovviamente non c’entra nulla con l’accontentarsi, quello è un altro discorso! Ma arrangiarsi con quello che si possiede, di buono, perchè la selezione è già stata a monte, mi sembra un atto creativo interessante e anche divertente, ecco, un po’ come fare le zuppe!
    Quanto al dormire, la notte vorrei ballare su mensole e tetti e non andrei mai a dormire, ma la sveglia presto mi ammazza! :-) Vallo a dire però a Tarallino che si crede un gallo e alle 6:30/7 mi dà sempre il buongiorno mettendomi la zampetta in faccia, ahaha!
    Prima di salutarti e di prendere un cucchiaio, voglio dirti che c’è una frase nel post che mentalmente ho sottolineato: “Forse è vero che le catene sono tutte nella testa, che la libertà può essere trovata solo dentro, a prescindere dalle contingenze della propria vita”. Non aggiungo altro, la segno e basta! ;-)

    • Claudia ha detto:

      Ecco, se almeno Urano, come tutti i cani, rompesse le scatole la mattina, avrei qualche speranza in più di svegliarmi presto. Ma lui niente, se ne sta lì buono pure fino a mezzogiorno.
      Vedo che hai capito il mio discorso, e che hai sottolineato le frasi giuste ;)

  3. Eli ha detto:

    Il tempo…questo sconosciuto padrone delle nostre vite! Hai proprio ragione: quando non ce l’hai lo desideri, e quando ne hai troppo non sai che fartene. Mi separano solo pochi mesi dagli “anni del liceo”, eppure mi sembra già un tempo lontanissimo, che vorrei troppo riavere indietro. Comunque il tempo per una zuppa calda riesco a trovarlo sempre e la mia scorta di cereali è sempre ben fornita…e in questi ultimi tempi sto scoprendo che ne esistono veramente un sacco! ;-))

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