Tintura madre di rosa canina – Autoproduzione di Dicembre parte prima

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L’avevo già fatto, quest’anno, il mio raccolto di rosa canina. Nonostante l’anno scorso, se vi ricordate, dopo aver fatto quest’esperienza la prima volta avevo detto che non sapevo mica se l’avrei rifatta. Ma poi ho preso coraggio, mi ci sono messa con stoica pazienza, ho raccolto, pulito, essiccato e ho fieramente tappato i miei barattoloni di cinòrrodi essiccati, miniera di vitamina C e antiossidanti. Ero soddisfatta e contenta del risultato, potevo anche togliermi il pensiero dalla testa. Poi una mattina, durante una delle mie passeggiate con Urano, l’ho visto. Il più bell’arbusto di rosa canina mai incontrato, con delle bacche enormi, rosso vivo, perfette. Una tentazione troppo grande, soprattutto considerando il fatto che un’altra idea di autoproduzione mi stava frullando nella testa ormai da un paio di settimane. E quale idea fosse, non c’è bisogno neanche che ve lo dica, se siete entrati qua dentro.
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E allora mi sono riarmata di ancor più stoica pazienza e ho fatto un nuovo raccolto, in una mattinata di sole meravigliosa ma freddissima, dopo la prima gelata della stagione, che mi aveva dato il buongiorno appena aperta la finestra sul giardino completamente bianco e che ancora conservava segni del proprio passaggio nel terreno, mentre staccavo dai rami una bacca dopo l’altra, con le mani intirizzite dal freddo ma contenta.
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Proprio in quei giorni leggevo “L’infinito nel palmo della mano” di Gioconda Belli, che racconta a modo suo la favola di Adamo ed Eva, la cacciata dal Paradiso terrestre, la loro conoscenza del Bene e del Male, delle stagioni, delle differenze tra l’uomo e la donna. Adamo, appena avvertita con troppa violenza la necessità di placare la fame, si rivolge istintivamente alla caccia. Eva rifiutava il fatto che gli animali, che nel Giardino convivevano in pace e armonia, fossero ridotti a doversi divorare tra loro, e scopre la sua istintiva predisposizione alla raccolta, all’osservazione dei fiori e dei frutti spontanei, al loro utilizzo e conservazione. Ecco, ci sono delle volte in cui questa primordiale energia femminile me la sento addosso in maniera particolare, come se fosse proprio quest’istinto a portarmi naturalmente all’osservazione minuziosa della ricchezza della natura e a studiare modi per trasformarla in nutrimento, medicina, energia. E che mi fornisce quella stoica pazienza di cui sopra, senza la quale nulla di tutto ciò sarebbe possibile!
Non ho mai fatto una tintura madre, ho cercato di documentarmi un po’ in giro, senza però trovare nessun procedimento convincente o sufficientemente chiaro, poi mi sono ricordata (e come ho potuto dimenticarmene!) della mia sorella non di sangue, ma di anima, Jessica, che in quanto a pratica erboristica ne sa molto più di me. É stata lei a darmi ricetta, dosi, procedimento, a rispondere a tutte le mie domande, a partecipare attivamente, anche se a distanza, alla mia entusiasta sperimentazione. E guarda caso è stata pure lei, regalandomi “La donna abitata” lo scorso Settembre, che mi ha fatto conoscere Gioconda Belli, che in questi mesi è stata mia complice nutrendo con immagini, parole ed emozioni il mio femminile e la mia immaginazione. Grazie di esserci Jessica, amica mia <3.
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Questa è un post in divenire, nel senso che lo pubblico mentre la tintura sta macerando, in attesa di filtrarla la prossima settimana. Questo perché volevo lo vedeste il prima possibile, perché chi fosse interessato avesse ancora la possibilità di fare un raccolto di cinòrrodi prima che la stagione passi del tutto. Cercherò di essere il più precisa possibile e vi aggiornerò se ho novità rispetto all’esperienza della filtratura e del riporto a volume finale. Intanto vi dico che la tintura madre è un ottimo modo per avere tutte le proprietà eccezionali della rosa canina a portata di mano in una soluzione concentrata, facilmente assumibile e ottenuta da estrazione rigorosamente a freddo, operazione essenziale per preservare la ricchezza in vitamina C di questi (falsi) frutti. Attenzione infatti a farne infusi, perché l’acido ascorbico è altamente termolabile, come ho spiegato in un aggiornamento sul post dell’anno scorso, dove trovate anche indicazioni per raccolta e pulizia. E a proposito del post dell’anno scorso e di raccolta e pulizia, devo ringraziare Roberto che nel suo commento diceva: “posso suggerire l’uso di guanti in lattice per evitare di ‘arrossare’ le mani e il manico di un cucchiaino per ‘spolparli’ dei semi!”. Beh, Roberto, non so se stai leggendo, ma grazie! Io non ci ero proprio arrivata e quest’anno, senza i tuoi semplici consigli, il secondo raccolto non l’avrei mai affrontato. E che raccolto! Ci ho fatto tintura madre per un esercito, elisir e oleolito in abbondanza. Il tutto sperimentato per la prima volta, con l’entusiasmo di una bambina.

// Tintura madre di rosa canina //

°° Ingredienti °°

(Attenzione! Vedere aggiornamento a fine post! In questa procedura ci sono degli errori!)

  • 20 grammi di falsi frutti freschi del meglio arbusto di rosa canina delle crete senesi (o di quello che trovate vicino a voi, chiaro!), mondati dai semi interni
  • alcool alimentare a 95%
  • acqua distillata
  • un recipiente di vetro, una garza e un’elastico
  • tutto il vostro amore e pazienza
Dopo aver pulito i cinòrrodi, sminuzzateli usando un frullatore o un mortaio. Se usate il frullatore, procedete a scatti, in modo da ottenere pezzi piccoli senza disfare completamente i frutti. Mettete il tutto in un recipiente di vetro sufficientemente capiente e aggiungete il solvente, ossia una soluzione di acqua e alcool in dosi precise in modo da ottenere una gradazione di 60°: in questo caso vanno usati 56.5 grammi di alcool e 43.5 grammi di acqua, per ottenere 100 grammi di liquido che va versato sulle bacche sminuzzate.
A questo punto mescolate a lungo, anche una mezzora (si legge in giro di mescolare due ore, ma mi sembra un tantino eccessivo; comunque se vi va fatelo!). Infine coprite il recipiente con un coperchio e lasciate macerare al buio per 15 giorni. Ogni giorno aprite e date una mescolata.
Passato il tempo di macerazione, tramite un filtro da caffè o un tessuto a trama sufficientemente larga, filtrate il liquido, strizzando per bene i frutti per estrarre tutto il liquido. A questo punto il liquido perso va reintegrato per tornare ai 100 grammi iniziali. Vanno fatti dei semplici calcoli per capire quanta acqua e quanto alcool aggiungere: Prima di tutto si pesa il liquido; mettiamo che pesi 70 grammi, quindi ci mancano 30 grammi per raggiungere i 100. Abbondiamo arrivando a 35 grammi, perché il liquido andrà versato di nuovo sui cinòrrodi e perderemo ancora qualcosina. Abbiamo detto che per ottenere 100 grammi di soluzione a 60° ci vogliono 56.5 grammi di alcool e 43.5 grammi di acqua; si fa quindi una proporzione per sapere quanto alcool utilizzare: 100:56.5=35:X, dove X sarà il valore di alcool che ci serve. X=56.5×35/100 (le sapete fare le proporzioni, vero?! Io è l’unica cosa che ho imparato in matematica nei miei 5 anni di liceo scientifico! Forse perché è l’unica che serve davvero nella vita di tutti i giorni…soprattutto in cucina). Insomma, otteniamo che il valore X, l’alcool che ci serve, è circa 19.8 grammi. Se da 35 di soluzione che ci manca sottraiamo questa quantità di alcool, otterremo i grammi necessari di acqua, ossia 15.2. Quindi fate la vostra soluzione, versatela nuovamente sui cinòrrodi, mescolate 5 minuti poi di nuovo filtrate e strizzate, aggiungendo il liquido a quello già ottenuto.
A questo punto invasettate in barattoli di vetro scuro, o comunque foderati di stagnola perché la tintura non prenda luce e avete finalmente finito.

La tintura madre si conserva 5 anni, quindi vale la pena farne in abbondanza, potete moltiplicare a piacere questa quantità base. La quantità che vedete in foto è stata ottenuta moltiplicando per 10, ho usato quindi 200 grammi di cinòrrodi freschi con un litro di solvente. Potete assumerla ogni giorno in inverno, due o tre cucchiaini diluiti in un bicchiere d’acqua o altra bevanda non calda, come prevenzione contro i malanni di stagione, e in generale tutto l’anno come integratore di vitamina C e antiossidanti, come tonico, stimolante del sistema immunitario e per tutte altre proprietà che trovate sempre nel post dell’anno scorso.
Mi sono un po’ dilungata, ma quando un argomento mi appassiona non posso farne a meno…ed è solo l’inizio! Ho decretato che questo mese di dicembre, su GranoSalis, sarà votato all’autoproduzione, quindi restate connessi…

// Aggiornamento novembre 2015 //:

Mea culpa, era la mia prima esperienza con la tintura madre…studiando meglio ho scoperto che la preparazione è diversa a seconda che la pianta sia fresca o essiccata. Le proporzioni pianta-solvente qui descritte sono in realtà adatte per la rosa canina secca, se volete capire come preparare una tintura da cinórrodi freschi andate a leggere la procedura su questa pagina, in cui, dopo diverse prove ed errori, l’ho preparata con la Ballota nigra.

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17 Risposte a Tintura madre di rosa canina – Autoproduzione di Dicembre parte prima

  1. MARI ha detto:

    Ma sei una bravissima e appassionata erborista in erba! Mia madre quando aveva l’erboristeria faceva spesso di queste procedure: lente e precise per ricavare elisir profumati e preziosissimi per la salute!
    Purtroppo io non ho preso da lei… non ho un filo di pazienza! ;-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ahahah, Mari, è un classico! Neanch’io ho preso da mia madre, che in cucina non ci sa fare granchè e di pazienza manuale ne ha ben poca…di certo ho ereditato altre cose, ma in qualche modo bisogna sempre differenziarsi :-)
      Grazie dei tuoi complimenti, mi sono fatta un bel mazzo per preparare questa tintura e scrivere questo post, quindi li apprezzo molto!

      • stefania ha detto:

        grazie per la condivisione ti auguro tutto il bene e la comprensione vera anche del male perchè male e bene sono la stessa cosa e quando potremo accettarlo la felicità sarà più vicina.. da una donna in cammino!!! bAci

  2. Martina ha detto:

    Tutto va ben oltre ogni aspettativa … ufficialmente sei salita nel podio dei miti :)
    Ora (e mi devi scusare per questa intrusione) però ti chiedo un favore. Restando in tema autoproduzione, avevo intenzione di acquistare un essicatore e, avendo capito che tu ne possiedi uno, ti chiedevo di darmi gentilemente due consigli su dove trovarlo. Ho visto varie cose su diversi siti, ma siccome sono molto diffidente preferirei avere qualche dritta. Se poi arriva da te, direi che mi fido quasi ciecamente!!!
    Ancora super complimenti per il gran lavoro e grazie in anticipo.

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Martina cara, lo ripeto, so che tu puoi capirmi, quindi apprezzo moltissimo questo tuo commento :-)
      L’essiccatore ti serve urgente? Sennò come minimo mi devi aspettare due-tre mesi, quando andrò online con il mio altro progetto e li venderò io direttamente! In ogni caso posso anticiparti che li trovo tutti piuttosto validi quelli che si trovano in commercio, a patto che siano a corrente d’aria orizzontale e non verticale…l’essiccazione è molto più uniforme e affidabile. Quelli verticali, per intenderci, hanno forma tonda e sono più compatti, gli orizzontali sono cubici o rettangolari e un po’ più grandi. Comunque se vuoi scrivimi in privato su [email protected] che cerco di darti qualche informazione in più!
      A presto Martina e buon inizio settimana :-)

  3. Daria ha detto:

    Sono anni che quando vedo le bacche di rosa canina mi ripropongo di raccoglierle… poi mi ritrovo senza contenitori in cui metterle o vedo che si trovano in luoghi inaccessibili… purtroppo dalle mie parti non sono così frequenti, mentre le trovo in montagna… Alla prossima passeggiata mi devo ricordare di portare forbice e sacchetto!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Daria! Più che forbice, ti consiglio guanti, meglio se aderenti. Le bacche si staccano dai rami molto facilmente, non serve tagliare, ma un paio di guanti possono tenerti al riparo dalle spine, anche se sinceramente non li trovo essenziali, io quest’anno ne ho raccolta parecchia a mani nude e senza problemi. Se prendi coraggio (un po’ ce ne vuole!) e avrai bisogno di consigli sono qui :-)

  4. Ivy ha detto:

    Ciao Claudia, questo è un post degno di studio e approfondimento :-). Da piccola, mangiavo tantissimo la rosa canina, sia come sciroppo, sia come marmellate oppure anche essiccate, e nelle tisane (come faccio ora). E’ un frutto selvatico ricco di vitamina C e quasi me ne ero dimenticata come era acerbo e pelloso ;-) crudo – da ragazzina organizzavo spedizioni con gli amichetti nei cespugli delle rose canine, vicino a casa di mia nonna….

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Ivy! Per me invece la rosa canina è una scoperta recentissima, che la campagna da bambina la frequentavo solo d’estate…e sotto casa di nonna a Roma il massimo che potevo raccogliere erano i pinoli (e quanti ne ho raccolti!)

  5. ersie ha detto:

    Ottimo, ti ringrazio moltissimo :)

  6. […] Aspettate un mesetto prima di consumare, poi, anche se non lo bevete subito, per lo meno apritelo ogni tanto :-) Il liquore avrà una gradazione di circa 35°. Se vi interessa particolarmente la rosa canina vi rimando ai post che ho scritto negli anni passati sul mio blog che trovate qui e qui. […]

  7. Laura ElleBi ha detto:

    Ciao, che tipo di acqua usi per la tintura? E se la voglio fare per uso cosmetico va bene l’ acqua demineralizzata?
    Grazie

  8. Letizia ha detto:

    Io voglio vivere con te… mi ti sposerei!:))) grazie con le lacrime agli occhi ( non è facile spiegarti perché ma ti sento nella carne.. sorella gemella)

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