Tarka Dahl e Sovranità Alimentare.

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Questa ricetta indiana capita a fagiolo. É coincisa perfettamente (quando l’ho mangiata, mica ora che scrivo…avete ancora mica scoperto come allungare le giornate? No eh?) col passaggio in Italia di Vandana Shiva, persona che gode della mia piena stima per la battaglia che porta avanti incessantemente per la sovranità alimentare e la libera circolazione delle sementi, contro chi vuole brevettare la vita e toglierci una parte di libertà tra le più importanti, che è alla base della sopravvivenza mondiale e della dignità umana. Questa battaglia è più attuale che mai, anche qui da noi: mentre la Monsanto sta cercando di ottenere nuovi brevetti su comuni varietà di verdura e frutta (andate qui e firmate, ci vuole un attimo), l’Europa ha ormai aperto da diverso tempo alla coltivazione di OGM, affermando che non c’è sovranità nazionale che tenga, se è legge per l’Europa è legge per ogni stato membro, che se decide di opporsi viene condannato a pesanti sanzioni. C’è pure chi ha già iniziato a farsi arrivare i semi dalla Monsanto, inneggiando alla libertà di poter coltivare ciò che si vuole a casa propria, ma fortunatamente c’è anche chi sta dicendo no a gran forza a questa assurda imposizione e pare che il governo italiano stia cercando di far valere il suo diritto a opporsi agli OGM. Come andrà a finire non lo so, io le speranze non le perdo mai, certo è che a svendere la propria sovranità nazionale capita anche questo…
In realtà il discorso va ben oltre l’indipendenza delle singole nazioni, posso anche essere contenta se il mio paese può non contribuire all’immorale meccanismo di brevettazione della vita, ma finché altrove questo continua a succedere non c’è vittoria.
Concordo con ciò che afferma Vandana Shiva: « Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo alle leggi della biosfera. La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. Come ci ha ricordato Gandhi: “La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”».
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Il Dahl è un piatto che si prepara con dei legumi tipicamente indiani, una via di mezzo tra lenticchie e ceci. Dove trovarli? Buona fortuna! Io quando passo per Roma faccio sempre una scappata al mercato di Piazza Vittorio, altrimenti cercate nella vostra zona un alimentari indiano. Certo che se abitate in piena contadinolandia come me sarà difficile, in quel caso potete usare le lenticchie rosse e avrete comunque un ottimo risultato. il Tarka non è altro che la miscela di spezie e aromi che si unisce ai legumi prima di servire.

// Tarka Dahl //

°° Ingredienti °°

  • 300 grammi di quelle lenticchie indiane di cui sopra
  • 1 cipolla grande
  • 3 centimetri di radice di zenzero grattugiato, o un cucchiaino di zenzero in polvere
  • 2 cucchiai di polpa di pomodoro (o in stagione due pomodori medi)
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo in grani
  • 1 cucchiaino di senape in grani
  • olio e.v.o.
  • sale
Sciacquate le lenticchie e lasciatele a bagno per una mezza giornata, poi scolatele, risciacquatele e mettetele a cuocere in un pentolino con acqua fino a coprirle, aggiungendo anche mezza cipolla affettata molto sottile e se volete un paio di centimetri di alga Kombu tagliata a pezzetti, che rende i legumi più digeribili. Lasciate cuocere dai 20 ai 40 minuti, le lenticchie dovranno disfarsi fino a diventare cremose. Aggiungete acqua se serve, ma non dovrebbe servire, e salate solo verso fine cottura.
A parte preparate il Tarka: tritate finemente l’altra mezza cipolla e fatela appassire con un pizzico di sale in un padellino con un po’ d’olio. Mettete tutte le spezie in un mortaio (tranne lo zenzero, se è fresco: in questo caso aggiungetelo poi direttamente in padella) e pestatele bene, poi unitele alla cipolla insieme al pomodoro tagliato a pezzettini e lasciate cuocere 5 minuti, o fino a che l’acqua di vegetazione dei pomodori non sia evaporata.
Unite il tarka alle lenticchie e mescolate bene, lasciate cuocere ancora due-tre minuti e ci siamo.

L’ideale è accompagnare il dahl con del riso basmati integrale, mischiati insieme sono una meraviglia. Il tutto è ancora più godurioso se preparate pure dei Chapati. Sì, ok, ve la dò la ricetta dei chapati…la metto nella lista delle millemila cose da fare, ok?
Per la ricetta mi sono ispirata a quella di Food for the soul, grazie Stefania!

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11 Risposte a Tarka Dahl e Sovranità Alimentare.

  1. Manuela ha detto:

    L’avidità di alcune persone mi annebbia la vista…è incredibile quanta ottusità ci sia in questa battaglia contro una libertà che dovrebbe essere scontata.

    Bellissimo post,e la ricetta mi intriga parecchio :

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      A quanto pare di libertà scontate ce ne sono sempre meno, non c’è limite alla follia…ma nemmeno alle possibilità di crescita della consapevolezza umana, continuo a sperare che un giorno avrà la meglio.
      Grazie per il tuo commento, la ricetta vale la pena, provala!

      • rossella ha detto:

        Ciao Claudia, sono felice di avere trovate te e il tuo blog. TI ho nominato e linkato nei miei ultimi 2 articoli.

        • Claudia_GranoSalis ha detto:

          Rossella! Mi hai preceduta, volevo scriverti proprio in serata per ringraziarti delle tue citazioni, che ho già potuto vedere tramite pingback (ancora non ho capito cosa sono ‘sti pingback, ma chi mi ha fatto il sito li ha sapientemente inseriti…). Grazie, fa piacere anche a me aver scoperto il tuo blog, teniamoci in contatto :-)

  2. Myriam ha detto:

    Bello il tuo commento sui semi, mentre arrivava la tua ricetta io firmavo la petizione contro la Monsanto; bella tempistica! La ricetta intriga molto anche se non amo molto i legumi. Ciao

  3. Martina ha detto:

    “E’ il mercato bellezza!” frase sempre più tristemente vera a cui però non mi stanco mai di oppormi, e sono contenta di avere a fianco tante persone come te!!!
    E a proposito di lenticchie … proprio ieri sera ne ho fatto una bella zuppa speziata!!! Sai erano quelle umbre di Castelluccio (prese in loco :) ) verdi e piccine … buone!!! Per la prossima volta sostituzione con le rosse, aggiunta di senape e … mi posso godere il tuo Dahl!
    Felice di rileggerti :)
    A presto!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Martina, felice io di rivederti qui e di leggere le tue parole riguardo al discorso introduttivo di questa ricetta, molto più degno di attenzione della ricetta stessa, per quanto anche il Dahl…insomma merita!
      Tieni presente che se usi le lenticchie rosse, e non queste specie di ceci spezzati indiani che ho usato io in questa ricetta, la cottura sarà certamente più breve.
      Buona serata!

  4. Ale ha detto:

    Splendida ricetta e splendido blog!!!! Una vera scoperta.

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