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Una ricetta dal mio libro…non da mangiare, ma da spalmare :)


Stamattina ho puntato la sveglia alle 8.30: tardi, rispetto a tutto ciò che avrei da fare, ma sentivo il bisogno di riposare, tanto. La sveglia ha suonato, ma io mi sono alzata alle 10, maledicendomi un po’ e perdonandomi dopo un minuto netto. Fuori piove ancora, inaspettatamente, e la cosa non mi disturba affatto. read more

Scorzette d’arancia candite, col cioccolato


Le grandi querce sono le ultime a cedere le loro foglie al vento e alla terra. Sui rami si intravedono, nel giallo, ancora delle macchie verdi, quasi non volessero lasciar andare il vigore della giovinezza. Ma le gelate persistenti del mattino e gli agrumi che abbondano sulla tavola parlano chiaro: l’inverno è alle porte, anche le querce presto si spoglieranno del superfluo. Sarebbe bello se riuscissimo a farlo anche noi.read more

Crema di zucca al miso e garam masala con lenticchie nere


Eccolo, l’autunno che aspettavo. La terra è finalmente zuppa, ben impregnata d’acqua, come ci si aspetterebbe che fosse in questa stagione. Ci ha messo davvero tanto ad arrivare, la pioggia, ma quando è arrivata l’ha fatto in modo perfetto: né troppa, né troppo poca, a tratti leggera, in altri momenti forte e prepotente, ma costante, persistente, un vero dono per la natura assetata da un’estate troppo lunga.read more

La cotognata di pere


Non è la prima volta che ricevo un regalo da chi partecipa ai miei corsi di riconoscimento erbe. Certo non capita con chi vedo per la prima volta, ma durante corsi in più incontri o con persone che si appassionano così tanto da venire a più appuntamenti tra la primavera e l’autunno sì, ed è sempre qualcosa che mi riempie il cuore di gratitudine. Uno perché non me l’aspetto assolutamente, due perché sono sempre doni azzeccatissimi per me, quasi sempre mangerecci, chevvelodicoaffare.read more

Tisana depurativa e drenante fatta in casa


Freddino eh? Sta arrivando il momento della copertina sul divano e delle tazze fumanti onnipresenti tra le mani? Per quanto mi riguarda sì, quando le minime iniziano a scendere sotto i 10 gradi è il momento di fare fuori le ultime melanzane ancora in frigo e darsi completamente all’autunno. Il cambio di stagione nell’armadio mi pare ancora un po’ prematuro, non che non ce ne sarebbe bisogno, ma se non arrivo in tremendo ritardo nel fare quest’operazione banale e nemmeno così impegnativa, non sono io. Abbiamo ordinato e accatastato la legna molto tardi quest’anno, giusto alla fine della settimana scorsa, ma appena in tempo per le necessità climatiche.read more

Conserva di giuggiola e mela


Era qualche anno che li osservavo, i giuggioli, in giro per i paesini delle Crete Senesi. Quello maestoso di Montisi, verso la fine del corso principale, che mi ha fatto notare la mia amica Graciela; quello di Asciano, ugualmente enorme e irraggiungibile, che sporge da un alto cortile all’angolo di Piazza del Grano; e poi quello che era sotto il Ponte del Garbo e che ora non c’è più, probabilmente caduto sotto il meno garbato taglio selvaggio sugli argini dello scorso autunno. Tutti fuori dalla mia portata, impossibile raccoglierne i frutti e poterli utilizzare in qualche modo. Fino a che l’anno passato non ne ho scoperto uno a casa di amici, decisamente più accessibile, ma era già troppo tardi, o ero fin troppo presa da altre cose per potermene occupare.read more

Fiori di zucca essiccati: due versioni


L’aria fresca portata da settembre permette finalmente di godere di più della campagna e di tornare a passeggiare anche in orari prima preclusi dal caldo eccezionale di quest’estate.
Qualche pioggia, ancora troppo sporadica, regala un po’ di sollievo alla terra, alle piante, agli animali selvatici, messi a dura prova dalla siccità prolungata, la peggiore da quando noi umani abbiamo iniziato a tenerne nota, nel lontano 1800. L’acqua caduta non è ancora abbastanza, e in ogni caso è già troppo tardi: molti alberi e arbusti sono già tinti di novembre, l’autunno quest’anno non avrà i suoi soliti, brillanti colori: lo spettacolo, in alcune zone del senese, delle colline interamente marroni, piene di alberi secchi, toglie il fiato e pesa sul cuore come un macigno.read more

Fiori di finocchietto selvatico sott’aceto


Il mio breve viaggio in terra pugliese l’ho trascorso in un piccolo paesello chiamato Giurdignano, ad appena una decina di chilometri da Otranto. Le nostre scarsissime finanze non ci hanno impedito di trascorrere lì una settimana, grazie a santo Airbnb: abbiamo trovato una casetta tutta per noi che ci è costata appena 22 euro al giorno. E bisogna ringraziare proprio le scarse finanze se anziché poter scegliere una sistemazione certo più bella e confortevole nel centro di Otranto, o di Gallipoli, o di Santa Maria di Leuca, siamo capitati proprio lì, un paese decisamente poco frequentato dal turismo di massa, dove poter stare in mezzo alla gente del posto. read more

Diario di un pollice nero che vuole diventare verde (e una tartare di melanzane)


Mi è capitato diverse volte, durante i miei corsi sul riconoscimento e l’utilizzo delle piante selvatiche, che qualcuno dei partecipanti, a tu per tu durante qualche pausa nel mezzo della passeggiata o del laboratorio, mi chiedesse come occuparsi di tal pianta ornamentale del suo giardino che stava deperendo o come fronteggiare il male oscuro che affliggeva i suoi amatissimi fagiolini. Oppure quali fossero i metodi migliori per coltivare, che so, i nasturzi o per far germinare i capperi. Probabilmente si dà per scontato che una persona che nutre un amore e un interesse così profondo per erbe e frutti spontanei sia anche un fenomeno nella coltivazione e cura delle orticole, degli alberi da frutto, di fiori e siepi ornamentali e di tutte le forme vegetali allevate dagli uomini a partire dagli albori dell’agricoltura.read more

Polvere di equiseto e ortica


Vi ricordate di quando vi ho parlato, tra le altre cose, del mio rapporto col sonno, del fatto che non mi bastino 8 ore? Ecco, non è mai stato così reale come in questo periodo. La pausa vacanziera deve avermi fatto particolarmente male da questo punto di vista: mi basta mollare la sveglia per un paio di settimane e già la nostra burrascosa amicizia viene compromessa, già inizio a non volerla più ascoltare, come fosse una madre petulante che ti dice cosa devi o non devi fare con quella sua vocetta squillante e fastidiosa. Due settimane contro un mese e mezzo di ripiglio, per riuscire a tornare ad un ritmo decente.read more