Mezzelune dolci alle albicocche

mezzelune
“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.”
(Haruki Murakami)

Mica facile, entrarci. La tendenza è quella di scappare altrove e trovare un posto sicuro dove rifugiarsi in attesa che il vento si calmi, per paura che quella forza incredibile capace di piegare e abbattere anche gli esseri più profondamente radicati a terra possa avere facilmente la meglio su di te, che sei così per aria. Ma il vento non si calma mai. Più scappi, più il vento soffia forte. Credo proprio che il signor Murakami ci abbia visto giusto.

Mentre il vento fuori continua a far volare le mie sedie da giardino e a sradicare cipressi, io sono chiusa in cucina a sperimentare e fotografare. Di quello che sto combinando ve ne parlerò più avanti, lo prometto, nel frattempo condivido una delle mie merende di questi ultimi giorni d’inverno. Giorni di attesa, in cui scruto i primi fusti fertili di equiseto spaccare la terra per farsi strada verso la luce e faccio il tifo a mille per la primavera.

// Mezzelune dolci alle albicocche //

°° Ingredienti °°

  • 150 grammi di farina di grano Abbondanza di tipo 1
  • mezzo cucchiaino di cremortartaro
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • un pizzico di sale
  • 30 grammi di sciroppo d’agave
  • 40 grammi di latte di farro
  • 30 grammi di olio di semi di girasole
  • marmellata di albicocche
  • zucchero a velo per guarnire (ma anche no)
Mettete la farina in una ciotola, aggiungete il cremortartaro setacciato e fate un buco a fontana al centro, in cui verserete gli ingredienti umidi: lo sciroppo d’agave, il latte di farro e l’olio di semi di girasole. Unite anche la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale e iniziate ad amalgamare il tutto. Impastate 5 minuti, poi avvolgete la frolla ottenuta in un foglio di pellicola per alimenti e fatela riposare in frigo per almeno mezz’ora.
Riprendete l’impasto e stendetelo su un foglio di carta da forno fino a ottenere una sfoglia di circa 3 millimetri di spessore. Con un coppapasta, un grosso bicchiere o una ciotolina, ritagliate dei cerchi, mettete al centro di ognuno un cucchiaino di marmellata e poi chiudeteli a formare delle mezzelune. Sigillate bene i bordi con i rebbi di una forchetta, poi disponetele sulla leccarda ricoperta di carta da forno.
Ricompattate i resti d’impasto, stendetelo di nuovo e ricavate altre mezzelune, fino a esaurirlo. Bucherellate la superficie di ogni mezzaluna con uno stuzzicadenti e infornatele in forno già caldo a 200° per circa 10-15 minuti, fino a che non le vedrete delicatamente dorate. Lasciatele raffreddare, poi, se volete, decoratele con lo zucchero a velo. Ve lo dico, io l’ho aggiunto solo perché mi piaceva l’effetto fotografico, ma è assolutamente superfluo!

Questa ricetta è stata elaborata per Casa di Vita

Ti è piaciuto questo post? Condividilo!

12 Risposte a Mezzelune dolci alle albicocche

  1. ricettevegolose ha detto:

    Meravigliose queste dolci mezzelune :)

  2. Martina ha detto:

    Il vento è una cosa preziosa, nonostante tutto! Il vento è la voce dell’aria, il suo movimento e mutamento. Il segreto (per non farsi travolgere) è saperlo ascoltare, capire, assecondaree seguire … anche se sul momento ti potrà sembrare che quei suoni altro non possano avere che un significato negativo.
    Poi, improvvisamente, tutto si placa e, mentre cerchi di riordinare il caos che ti circonda, alzi gli occhi e ti rendi conto (beffardamente) che mai giornata è stata più limpida e viva!
    ps: fosse realmente possibile in questo istante mi mettrei a far colazione con te, un assaggio di queste mezze lune e poi via a cercare la primavera … forse, forse anche per me ( donna che ama l’autunno e l’inverno) è arrivato il momento che arrivi :)

    • Claudia ha detto:

      Col vento ho un rapporto di amore-odio. In realtà adoro sentirlo soffiare forte mentre sono dentro casa o quando mi metto a dormire, e anche sentirmelo addosso. Ma se dura troppo inizia a rendermi nervosa…
      Comunque, il vento non c’è più e al suo posto ci sono proprio quelle giornate limpide che dicevi :-)

  3. Laura ha detto:

    Claudia bella!!!ho lasciato gli occhi su queste mezze lune e ho aspettato pazientemente il tempo di riuscire a scriverti :-D finalmente eccomi qua!Mi piace questa frolla non sai quanto io che sono sempre così restia a utilizzare il burro!Non vedo l’ora di sperimentare intanto ti abbraccio e mi raccomando non dare retta al vento, che sa solo mettere in disordine :D non farti trascinare ;-D

    • Claudia ha detto:

      Laura cara, ciao!! Spero di trovare anche io il tempo per ripassare a trovarti con calma, in queste ultime settimane pare che il vento si sia portato via pure diverse ore del giorno…
      Sono certa che ti piaceranno queste mezzalune, provale e mi dirai :-)
      Ti abbraccio anche io a presto!

  4. Grazia Cacciola ha detto:

    Che meraviglia!! Voglio provare anche la tua frolla, la mia metà va matta per le frolle con marmellata di albicocche, in qualsiasi forma, ma visto il numero di ingredienti diversi dalla mia solita ricetta, mi viene proprio voglia di sperimentare questi nuovi connubi :)

    un abbraccio e buon fine settimana! :)

  5. desire ha detto:

    ma hai copiato dalla rivista casadivita!

    • Claudia ha detto:

      Desire, guarda l’autrice della ricetta sul sito Casa di Vita. Si chiama Claudia Renzi. Sono io :-) L’ho scritto anche qui in questo post, in fondo alla ricetta, che è stata elaborata per Casa di Vita, l’ho fatta per loro e poi riproposta qui.

  6. haru ha detto:

    mi sa che questo vento è la Tramontana, quella Tramontana appariscente che è passata anche sulle mie pagine (alla fine riesce sempre a farsi notare!). il segreto del vento l’hai già colto citando Murakami ma aggiungo qualcosa, che sono fatta d’aria: sono proprio i radicati a terra quelli su cui ha la meglio. se ti arrendi al suo movimento contrastarlo smette di essere un’opzione: non esercitare una forza, prendi invece in prestito la sua forza. quando soffia il vento, diventa aria!

    P.S. il vento e un dolcetto: questo articolo lo prendo sul personale. ;)

    • Claudia ha detto:

      Sì, direi che puoi assolutamente prenderlo sul personale ;)
      Pur non conoscendoti direttamente, sei una di quelle persone che collego ai fenomeni atmosferici forti, violenti, incontrastabili, come la neve che ricopre ogni cosa o il vento che spazza via tutto quello che incontra. Non perchè tu mi sembri un tipo impetuoso e violento (anzi, sai cogliere come pochi la bellezza delle piccole cose), ma perchè sai apprezzare tutto questo senza fare resistenza, appunto. Quindi grazie del consiglio, se sei proprio tu a darmelo non posso che fidarmi!

Leave a reply