Marcello, Lucy e una fortunata combinazione di avanzi

marcello
Come ho potuto impiegare così tanto tempo a parlarvi di loro, una risorsa così importante per me, per la mia cucina e per le pagine di questo blog. Vi presento finalmente i miei spacciatori di verdura fresca, Marcello e Lucy.
Una delle cose per cui benedico il trovarmi a vivere in un posto a misura d’uomo e con una percentuale di campagna di moooolto superiore alla metropoli in cui abitavo è che è più facile trovare aziende agricole come quella di cui vi sto parlando, dove è possibile avere un contatto diretto con i produttori e fare la spesa direttamente davanti ai campi coltivati, in molti casi cogliendo il proprio cibo appena un attimo prima di infilarlo nel portabagagli.
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Non che non sia possibile anche in grandi città, ma è un po’ più complicato, soprattutto se non si vive proprio in periferia spinta e se il grado di urbanizzazione e industrializzazione delle campagne limitrofe è molto elevato. Per fortuna anche nelle metropoli la spesa bio e a chilometri zero sta diventando possibile, grazie a mercati contadini locali, Gruppi d’Acquisto Solidali e servizi di spesa a domicilio dal produttore al consumatore: ce ne sono sempre di più, da Roma, a Milano, a Firenze, Bari, Torino e molte altre. Se cercate bene in internet potreste trovarne uno (o magari più di uno!) che serve la vostra provincia.
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L’azienda agricola Braconi Marcello ha aperto solo nel 2003, poco più di dieci anni fa. Credevo, vista la passione che mette nel suo lavoro, che Marcello avesse sempre fatto questo nella vita, che magari l’azienda l’avesse ereditata dal padre, che a sua volta l’aveva ereditata da suo padre eccetera eccetera. Invece no, Marcello era un bravo carrozziere, che appena staccava dal lavoro e in generale appena poteva, aiutava suo padre nei campi, che coltivavano non per guadagno ma per produrre buon cibo per la famiglia. Un po’ è stata la voglia di dedicarsi completamente a questa passione, un po’ anche la voglia di avere un’attività propria invece di stare sotto padrone, a un certo punto Marcello, insieme alla moglie Lucy, solare brasiliana trapiantata in Italia, ha iniziato la sua piccola attività, un pezzetto per volta, rendendola sempre più grande.
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E visto che la terra l’ha sempre rispettata e che quello che coltiva poi finisce non solo nel piatto di chi si serve da lui, ma anche in quelli dei loro figli e della loro famiglia, non si è mai sognato di usare zozzerie chimiche di ogni sorta. Quindi le fragole (dolcissime e di uno splendido colore rosso vivo!) crescono tra le erbacce, che in altri casi si cerca di non far proliferare con metodi alternativi, la concimazione è organica, l’insalata va lavata bene perché dentro ci trovi le lumachine. L’azienda non è certificata bio, ma non sento il bisogno che lo sia: incontro Marcello e Lucy quasi tutte le settimane da oltre due anni e so che posso fidarmi di loro. Il periodo a cavallo tra la primavera e l’estate, col suo clima meraviglioso e l’abbondanza della terra, è quello in cui le mie visite da loro si prolungano di più, anche perché Lucy mi fa scompisciare dalle risate certe volte e cogliere la rucola o le fragole con lei è una gioia :-)
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Se abitate in zona Crete senesi/Valdichiana e volete conoscere Marcello e Lucy e il loro lavoro, non ho siti internet da darvi o indirizzi mail…li troverete sulla Strada Provinciale 19, quella che collega Sinalunga a Lucignano, all’altezza della strada che sale alla frazione Croce. Proprio lì davanti vedrete i campi e il baracchino dell’azienda agricola, c’è anche un cartello sull’ingresso dalla strada, ma senza clamori.
Con parte degli ottimi cavoli e la bietola, il cavolo nero, la zucca, le patate presi proprio da loro questa settimana ho preparato la ricetta di cui vi parlo oggi.
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Su Facebook la scorsa settimana ho dichiarato esplicitamente che mi sarebbe stato difficile a gennaio pubblicare altro che non fosse una zuppa o una crema calda, ma tutti hanno risposto che la cosa non dispiaceva affatto, quindi…ve la siete cercata! :-)
Questo piatto nasce da una fortunata combinazione di avanzi a cavallo di capodanno. Talmente mi è piaciuto quel casuale mischione che ho voluto ripeterlo e farlo vedere anche a voi. La base fondamentale è una ricetta che ho trovato sul Pasto Nudo (questo è anche il mese delle citazioni dal pasto nudo, a quanto pare!), una buonissima “zuppa” di lenticchie sapientemente speziata. Metto le virgolette perché quella che izn ha presentato come una zuppa a me suona più un contorno, seguendo la ricetta ho ottenuto una preparazione abbastanza asciutta, più adatta ad essere messa in un piatto accanto a un’insalata che a stare in una scodella come primo piatto. Fatto sta che di queste lenticchie la prima volta ne ho preparate in abbondanza, cosa che consiglio di fare anche a voi perché vale la pena assaggiarle da sole prima di unirle al mischione, e poi negli stessi giorni ho preparato una zuppa semplicissima svuotafrigo, solo un trito di cipolla, cavolo nero, zucca e patate. Insomma, avevo questi avanzi in frigo, uno dal sapore deciso e intenso, l’altro molto delicato e semplice: voi che avreste fatto?

// Zuppa di verdure e lenticchie speziate //

°° Ingredienti °°

Per le lenticchie:

  • 210 grammi di lenticchie non ammollate
  • 2 carote
  • 1 grosso gambo di sedano
  • 1 cipolla grande
  • 2 spicchi d’aglio
  • un mazzetto di prezzemolo (userete gambi e foglie)
  • 1 piccolo peperoncino
  • 4 foglie di alloro
  • un cucchiaino abbondante di curry
  • un cucchiaino abbondante di semi di finocchio
  • un cucchiaino abbondante di semi di cumino
  • una macinata generosa di pepe nero
  • una grattugiata di noce moscata
  • un bicchiere riempito per 3/4 di vino bianco secco
  • olio e.v.d’oliva
  • sale marino integrale

Per la zuppa:

  • 1 mazzetto di cavolo nero
  • qualche foglia di cavolfiore
  • 1 mazzetto di bietola
  • un paio di patate grandi
  • 1 pezzo di zucca, stesso peso delle patate
  • mezza cipolla grande
  • olio e.v.o.
  • sale quanto basta
Gli ingredienti della zuppa non sono gli stessi che vi ho detto alla fine dell’introduzione: il principio è preparare una zuppa di verdure molto semplice con quello che avete in frigo, basta che ci siano patate e almeno due verdure a foglia. Io questa settimana oltre agli ingredienti della scorsa volta avevo dei bellissimi cavolfiori avvolti da grandi foglie che non mi sognavo proprio di buttare via, oltre a un mazzetto di bietola. Per quanto riguarda le lenticchie ho usato una varietà locale dal colore molto chiaro, ma devo ammettere che quelle umbre, usate la volta scorsa, vincono, sono più saporite.
Iniziate a preparare le lenticchie, che devono cuocere un po’, anche un’ora. Scaldate una pentola d’acqua e nel frattempo in un’altra pentola dal fondo spesso fate imbiondire 1 minuto la cipolla e l’aglio tritati. Aggiungete anche foglie e gambi di prezzemolo, sedano e carota, anch’essi tritati finemente e mescolate. Unite anche tutte le spezie, le foglie di alloro e il peperoncino sbriciolato, poi aggiungete un pizzico di sale, coprite col coperchio e lasciate stufare a fuoco medio 5 minuti. Piccolo appunto: nella ricetta originale c’è anche una bacca di cardamomo, usatela se vi va e se ce l’avete.
Aggiungete le lenticchie e fatele tostare un minuto mescolando a fiamma alta, poi versate il vino bianco e lasciatelo sfumare. A questo punto versate acqua bollente fino a coprire abbondantemente le lenticchie e lasciate cuocere a fuoco medio con il coperchio per 40-60 minuti, a seconda della varietà di lenticchie scelte. Quasi sicuramente dovrete aggiungere altra acqua durante la cottura, man mano che i legumi l’assorbiranno: tenete d’occhio la pentola girando di tanto in tanto per evitare che il tutto di attacchi e si bruci. Salate verso fine cottura e tenete la preparazione abbastanza asciutta, ma non troppo (togliete le foglie di alloro alla fine, che poi rompono le scatole). Se volete mangiarle così come sono, un filo d’olio e sono pronte!
La zuppa è semplicissima: Fate imbiondire la cipolla affettata in una pentola con poco olio, unite tutte le verdure lavate e tagliate a pezzi medio-piccoli e coprite con acqua, che salerete una volta arrivata a bollore. Eliminate la costa centrale dalle foglie di cavolo nero e da quelle di cavolfiore, troppo coriacea. Lasciate cuocere finché le patate saranno morbide, circa 20 minuti.
La felice unione è quanto di più semplice da realizzare: versate le lenticchie nella zuppa, scaldate un po’, mescolate bene e servite con un filo d’olio a crudo. Se preparate ognuna delle due ricette in abbondanza potrete mangiarle sia singolarmente sia messe insieme.
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8 Risposte a Marcello, Lucy e una fortunata combinazione di avanzi

  1. Francesca P. ha detto:

    Quanto mi piacciono i rapporti “di fiducia” che nascono con contadini e agricoltori, di cui conosci il nome e la genuinità dei prodotti… fare la spesa diventa quasi un appuntamento tra amici a cui sta a cuore quello che porti in tavola… e poi è bello scoprire un nuovo arrivo che non si è mai provato o ascoltare un consiglio su una ricetta o su un ingrediente segreto da aggiungere… Nelle grandi città non è facile, è vero, ma frequentare da anni lo stesso mercato permette anche a me di “andare sul sicuro” e di avere i miei banchi preferiti… magari ti ci porto a fare un giretto, quando torni! :-) E se ti invito a pranzo non ho dubbi su cosa preparare… zuppa, zuppa e ancora zuppa!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Volentieri Francesca, per entrambe le cose!
      Ogni scelta di vita ha i suoi pro e contro…se devo dire la verità, anche il mercato giornaliero sotto casa è una cosa bellissima, ed è una cosa che mi manca. Poi Roma ha un’abbondanza di mercati rionali davvero invidiabile, che non ho mai ritrovato in altre città in cui ho vissuto. Nel mio quartiere, quando ci abitavo, ne avevo ben 3 nell’arco di 1 chilometro scarso di strada, di cui uno proprio girato l’angolo. Però Marcello e Lucy…sono il miglior mercato mai conosciuto per me! Mi devo fare 20 chilometri per arrivarci, ma ne vale la pena!
      Baci :-)

  2. MARI ha detto:

    Ho avanzato delle lenticchie lessate dal pasticcio della domenica: indovina cosa mi preparo questa sera? :-D

  3. haru ha detto:

    Claudia, lo so che la tua vita ha anche tanti contro, però io un po’ ti invido. E non sono di quelle che abita in un mare di cemento: ho la campagna alle spalle e un mercato contandino a 10′ in centro città in cui adoro bazzicare. Vivo in un luogo a misura d’uomo, insomma. Però l’inquinamento c’è, e quando scappo in montagna me ne accorgo subito. Inoltre amo molto la solitudine. So anche che noi esseri umani siamo sempre capaci di lamentarci, e che probabilmente alla lunga avrei nostalgia degli affollamenti, ma il tuo stile di vita vorrei tanto provarlo. Marcello e Lucy sono adorabili, la loro frutta e verdura stupenda (perché si vede): grazie per avermeli fatti conoscere. Mi commuove che ci siano persone che scelgono di prendersi cura di ciò che ingeriamo perché gli piace, mi fa sperare. Il cibo dovrebbe passare dall’inizio alla fine attraverso rapporti umani, in qualsiasi sua forma. E dopo il cibo, qualsiasi altra cosa.

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Haru!
      Che bel commento che hai scritto, è proprio così che anch’io vedo il cibo e per quanto sia difficile ripristinare il contatto diretto tra chi produce e chi consuma, qualcosa comunque si muove…
      Ti auguro tanto di poter sperimentare tutti gli stili di vita che vuoi e trovare la tua dimensione, quella perfetta per te, o quasi…la perfezione non credo esista, ma credo che per ognuno ci sia una dimensione che ci si avvicina molto, io è lì che cerco di andare :-)

  4. Grazia ha detto:

    Sono felice che Marcello e Lucy siano ormai molto conosciuti, io li ho scoperti nel 2007, appena approdata in Toscana, vivo attualmente in una frazione di Sinalunga, e sono stata loro affezionata cliente per qualche anno. Poi anche noi abbiamo deciso di avviare il nostro piccolo orto e da allora faccio loro visita occasionalmente, quando non dispongo delle mie verdure.. Una conoscenza preziosa, ancorpiù quella di mamma Maria, la mamma di Marcello, che aveva per noi sempre consigli preziosi! Bei ricordi.
    A presto,
    Grazia.

    • Claudia ha detto:

      Conoscenze preziosissime, sì :) Con mamma Maria ho avuto poco a che fare, l’ho incrociata solo qualche volta, ma continuo ad andare ai loro campi tuttora. Credo che anche io potrò andarci meno di frequente solo se riuscirò mai ad avviare il mio orto…o se mi trasferirò troppo lontano! La scorsa settimana ho raccolto anche un bel po’ di erbacce che poi uso in cucina, ne hanno una gran varietà nei loro campi :)
      Grazie della condivisione, a presto!

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