La Fierucola e gli gnocchi di barbabietole rosse

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Ci sono cose che non mi spiego. Più ci ripenso e più non me le spiego. Una di queste è: come ho potuto vivere un anno a Lucca e più di 4 anni a Siena e non essere mai andata finora a farmi un giro alla Fierucola in Piazza Santo Spirito a Firenze? Perchè è un evento che accade di rado? Eh no, questa scusa non regge, la Fierucola c’è la terza domenica di ogni santo mese dell’anno. Perchè è troppo lontano? E dai, no, neanche questa regge, Firenze dista da casa mia circa un’ora e venti, se vado in macchina, quando abitavo a Lucca anche un po’ meno. E la domenica non è nemmeno attiva la ztl e non c’è manco traffico. Perchè non è poi così interessante? Questa regge ancora meno: quando finalmente mi sono decisa ad andare domenica scorsa, ed ero da sola, ho passato più di 3 ore tra i banchi senza nemmeno accorgermene. Semplicemente la Fierucola è uno di quegli appuntamenti per me imperdibili nella zona in cui vivo che ho rimandato davvero troppo a lungo, ma come si dice? Meglio tardi che mai. E quindi eccomi qui a raccontarvi com’è andata.
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Per chi non sapesse minimamente di cosa sto parlando, la Fierucola è un mercato di piccoli produttori e artigiani nato nel 1984, ben 32 anni fa. È nato ispirandosi ad un mercato tradizionale che si è tenuto in Piazza Santa Annunziata (dove ancora di svolgono appuntamenti speciali durante l’anno, come la fierucola del pane o quella dei pastori) fino agli inizi del 1800: i contadini scendevano dalle campagne alla vigilia della nascita di Maria, il 7 settembre (in epoca precristiana quei giorni erano dedicati alla celebrazione della dea Demetra, legata all’agricoltura e ai raccolti), passavano la notte nella chiesa e la mattina dopo davano vita a una fiera in cui scambiavano e vendevano i frutti della loro terra e del loro lavoro.
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Cito direttamente dalla pagina dedicata alla storia della Fierucola sul sito della Fierucola stessa, in cui vi invito a fare un giro:

“I fiorentini non persero occasione per ridicolizzare i contadini: le contadine che vendevano alla Fiera venivano chiamate “Fierucolone”, cioè donne buffe senza grazia in una fiera che non valeva niente (Fierucola). Le fiaccole che scendevano dalle campagne la notte del 7 settembre venivano scimmiottate dai cittadini con lampioncini di carta a forma di gonne contadine, chiamati “Rificolone” sempre per prendere in giro i costumi delle donne di campagna che non si volevano sottomettere alle mode “coi fiocchi” della città. Questo è il senso del ritornello “ Ona, ona, ona! Quant’è bella la Rificolona! La mia l’è con i fiocchi! La tua l’è coi pidocchi!” Eppure non mancavano i pidocchi fra i fiocchi della città! I contadini stettero al gioco per secoli, ribattendo con arguzia e poesie improvvisate di cui erano maestri.”

Fino a quando l’industrializzazione iniziò ad avere il sopravvento e i contadini iniziarono a prendere sul serio le prese in giro dei fiorentini. La Fierucola, pian piano, è decaduta fino a scomparire e “invece di festeggiare, con la nascita di Maria, la nascita di ogni donna e la terra, i fiorentini cominciarono ad andare in giro come dei bischeri festeggiando soltanto dei lampioncini di carta.”
Questo fino a quando, finalmente, tante persone in Italia e nel mondo hanno iniziato a prendere consapevolezza dei danni che una certa industrializzazione basata sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse e sull’alienazione dell’individuo stavano creando alla nostra terra e alla nostra società. La ri-nascita della Fierucola fa parte delle tante iniziative dal basso che dagli anni ’60 hanno tentato di risvegliare questa consapevolezza anche in altre persone, mettendo l’accento in questo caso sull’importanza dell’integrità, della qualità e della salubrità di ciò che mangiamo, della provenienza soprattutto locale del nostro cibo, sull’importanza della lavorazione artigianale e del lavoro stesso delle persone. E per quanto l’industria stia cercando di impossessarsi di questi valori per farne strumenti di consenso (vedi il bel mugnaio che impasta i cornetti col lievito madre e le uova della sua amica gallina, salvo poi stampare sulla confezione della pasta che non è il caso di dar da mangiare quella roba a bambini al di sotto dei 3 anni, che la farina, la stessa dei cornetti, è contaminata da troppi pesticidi e micotossine; o i sorridenti artigiani della qualità di Poltrone e Sofà, che esistono solo sugli schermi delle tv), non tutti per fortuna ci cascano.
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La Fierucola è diventata un’istituzione tra i mercati contadini, forse grazie anche alla longevità di quest’esperienza. Ci tenevo ad andare ora, prima che la primavera mi travolgesse con le sue mille attività, per non perdermi uno degli appuntamenti che mi incuriosivano di più, la Fierucolina dei semi. Se date un’occhio al calendario vedrete che i mercati di Piazza Santa Annunziata sono meno numerosi e sono denominati Fierucole e che quelli di Piazza Santo Spirito ci sono invece ogni mese, sono denominati Fierucoline e hanno un nome diverso a seconda del mese dell’anno e delle attività prevalenti collegare alla terra. Quindi a luglio, ad esempio, c’è la Fierucolina del grano, in coincidenza con le mietiture, a novembre dell’olio novo, a febbraio, tempo di ricominciare a curarsi dell’orto per la primavera, la Fierucolina dei semi. In quest’occasione i produttori portano i semi che hanno selezionato tra le loro colture, per scambiarli con altri o per venderli. Nonostante il mio pollice nero che ben conoscete e l’assenza di un terreno mio da poter coltivare (chissà con quali tremendi risultati), gli scambi di semi mi affascinano moltissimo, forse perché riconosco quanto siano importanti. E perché i semi hanno una loro simbologia, estremamente poetica.
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La giornata quella domenica era un po’ grigia, ma la piazza, per contrasto, era incredibilmente colorata. Verdure di stagione, erbe di campo, agrumi, intrugli naturali per fertilizzare la terra, vasi di erbe aromatiche e officinali. Erboristi, trasformatori, artisti e ricercatori, tutti concentrati nella piazza rettangolare piena di persone, curiosi e abitué.
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E poi il profumo del pane e dei prodotti da forno, e quello dei necci, preparati al momento da una contadina silenziosa e sorridente con la sua farina di castagne, con un giovane ragazzo a cuocere l’impasto sulle piastre di ghisa e la ricotta di un produttore vicino per farcire.
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E ancora gli artigiani, del legno, della lana, dei metalli, i cestaioli e i saponai, i ceramisti e i tessitori. Un mercato in piena regola, un luogo di scambio e di conoscenza, di socializzazione e di incontro.
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Ho ritrovato Dario, con i suoi vasetti di miso e di salse fermentate, ho chiacchierato a lungo con degli erboristi delle mie zone, che spero di andare a trovare presto, ho incontrato il mitico Giovanni Cerrano, che coltiva grani antichi a Colle Val d’Elsa, li macina, li impasta con il suo lievito madre e li inforna nel suo forno a legna dando vita al pane più buono della provincia di Siena, che ho la fortuna di distribuire tutti i giovedì a chi lo ordina (me compresa) in bottega dove lavoro. Ho rivisto Duccio Fontani con il suo carretto coloratissimo pieno dei suoi vasetti di erbe aromatiche, che anche conto di andare a trovare prestissimo a Castellina in Chianti, e rincontrato Sofia, conosciuta un paio di anni fa a un corso di distillazione in Romagna con il bravissimo Massimo Corbara, che si occupa insieme al suo compagno Paolo di Piante Innovative e coltiva canapa vicino San Gimignano, per ricavarne un ottimo olio essenziale (e sì, già siamo d’accordo per rivederci io e e lei, presto ve ne racconterò meglio…)
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Me ne sono tornata a casa con una borsa piena di buonissimi avocado, di nocciole e, finalmente, di barbabietole rosse. Mi pareva impossibile riuscire a trovarle quest’anno, e avevo quasi rinunciato a sperimentare questo piatto di cui vi parlo oggi, e invece eccole là: in uno dei primi banchi della piazza, vicino alla statua di Cosimo Ridolfi (chissà perchè un così illustre agronomo dà le spalle a una piazza così ricca?), protette da grandi mazzi di cavolo nero.
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Volevo tanto provare a farci gli gnocchi, e non mi hanno delusa: oltre ad essere ottimi, sono un vero inno alla vitalità della natura, ai suoi colori splendidi e alla sua grande varietà. C’entra poco con tutto questo post e il perchè lo sappiamo solo noi, ma ho voglia di dedicarli a Martina, alla sua Firenze e alle nostre coincidenze.

E per concludere, se siete in Toscana, ma anche in Romagna o in generale abbastanza vicini a Firenze, e non siete mai andati alla Fierucola, non fate come me che ho aspettato così tanto, è davvero un bel posto in cui passare la domenica e si trovano un sacco di cose interessanti. E se siete lontani ma dovete programmare un giro a Firenze, magari fatelo a cavallo della terza domenica del mese, ne vale la pena.
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Vi lascio a questi gnocchi colorati e deliziosi, suggerendovi un condimento molto semplice che però potete variare come volete. A dire il vero avevo progettato tutt’altro, ma poi l’ho cambiato per esigenze estetiche, di cui non potrà fregarvi di meno se non dovete mettervi come dei cretini a fotografare il piatto mentre gli gnocchi si freddano, quindi se volete ve lo suggerisco qui in separata sede: un pesto a base di foglie di barbabietola. In particolare ho preso un centinaio di grammi di foglie ben lavate e asciutte e le ho frullate con mezzo bicchiere abbondante di olio, una manciata di nocciole, un grosso spicchio d’aglio e un pizzico di sale. Il fatto è che il colore non è bellissimo, è un verde molto scuro tendente al marroncino/rossiccio. Ma non è male per niente! E sullo gnocco sta benissimo. In alternativa le foglie potete lessarle e condirle con olio, sale e limone e fare gli gnocchi così:

// Gnocchi di patate e barbabietole rosse //

°° Ingredienti °°

  • 600 grammi di patate, meglio rosse o bianche
  • 200 grammi di barbabietole rosse
  • 150-200 grammi di farina semintegrale di grano tenero (ma dipende dall’umidità dell’impasto)
  • uno spicchio d’aglio grande o due piccoli
  • una manciata di foglie di salvia fresche o secche
  • un cucchiaio di semi di papavero
  • due cucchiai di nocciole sgusciate
  • olio e.v.d’oliva
  • sale marino integrale
Pelate le barbabietole, tagliatele a tocchettini piccoli e cuocetele a vapore fino a che saranno morbide (circa 10-15 minuti). Conservate l’acqua che resta sul fondo della pentola. A parte cuocete sempre a vapore le patate, pelate e tagliate a tocchettini.
Schiacciate le patate e frullate le barbabietole, poi unitele insieme in una ciotola. Aggiungete un po’ di farina e iniziate a impastare, continuando ad aggiungerne fino ad ottenere un impasto compatto ma morbido. Meno farina aggiungete, più buoni saranno gli gnocchi, ma dipende dall’umidità della patate.
Dividete l’impasto in pezzi e arrotolateli sulla spianatoia formando dei lunghi cordoncini (qualche foto la trovate qui, nella mia ricetta degli gnocchi classici) da tagliare poi a tocchettini. Potete scegliere se lavorare ulteriormente gli gnocchi con un rigagnocchi o chi per esso, o se lasciarli non lavorati: io in questo caso ho scelto così, ho solo arrotondato i tocchetti e li ho messi su un vassoio di carta infarinato.
Preparate il condimento: tritate le nocciole con un piccolo mixer e scaldate abbondante olio in una padella. Fateci imbiondire lo spicchio d’aglio, insieme alle foglie di salvia, poi eliminate l’aglio e aggiungete semi di papavero e nocciole tritate. Lasciate ancora sul fuoco per 30 secondi, poi spegnete.
Portate a bollore una grossa pentola d’acqua, salatela e tuffateci dentro gli gnocchi: date una girata con un mestolo di legno e quando li vedrete tornare a galla scolateli con una schiumarola. Unite gli gnocchi al condimento e servite subito.
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23 Risposte a La Fierucola e gli gnocchi di barbabietole rosse

  1. Manuela ha detto:

    Quasi, quasi mi do una pacca sulla spalla, per essere riuscita a non perdermi il post della settimana ;)…a me le fiere e i mercati mettono un’allegria e un senso di vita che non mi spiego, o meglio, forse l’hai spiegato bene tu, con questi colori e queste parole.
    Sono stata circa un mese fa a uno scambio di semi, in Liguria, mi son fatta i chilometri,ma ti assicuro che l’aria respirata era molto simile: gente di ogni fascia d’età, ognuno con qualcosa da dire e da condividere, insomma, una gioia da vedere!
    Sugli gnocchi potrei dire tanto,ma forse ti svelerei troppi dettagli del mio prossimo post :D (comunque sono davvero da acquolina!!)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Esatto, allegria e senso di vita, sono le parole giuste che come sempre riesci a trovare meglio di me, che oggi ho parlato più per immagini (ma vista la fatica di parlare per immagini la prossima volta vedo di ributtarmi sulle parole: processare 26 foto per un post non è umano!). E capisco bene il percorrere i chilometri per entrare a contatto con quel tipo di energia così bella che eventi come questi sanno dare.
      A questo punto aspetto solo che tu prema il tasto “pubblica”, sono curiosissima!!
      Un abbraccio Manu

  2. Martina ha detto:

    Le poche volte che son tornata a Firenze ho sempre cercato di intercettare quel fine settimana, ma per mille motivi non sono mai riuscita. Quindi sai bene che con questo post mi hai fatto un regalo enorme vero?! Un giro a distanza tra le bancarelle del mercato del mio cuore … spesso durante le belle giornata arrivavamo li in tarda mattinata, giri su giri, aspetta amici sulle scalinate della chiesa, qualcosa da mangiare preso ovviamente tra le buone cose in bella mostra, e via così ad aspettare la sera!
    Sarebbe bello organizzare una futura spedizione insieme … magari fosse la volta buona!!!
    Spero, incrocio le dita, mi riguardo per la centesima volta queste foto magiche ( soprattutto quella della signora dei necci :) ) e ti frego pure una cucchiaiata di questi gnocchi perfetti!!!
    Un abbraccio forte streghetta e grazie mille

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      I necci erano buonissimi, non potevo lasciarmeli scappare! E quanto sia bello quel mercato lo sai ancor meglio di me, tu che hai vissuto Firenze così tanto…
      Organizzare una spedizione insieme sarebbe bellissimo! Magari quest’estate o in autunno, cerchiamo di farcela, sarebbe una bellissima occasione per incontrarci! E intanto un grande abbraccio anche a te :)

  3. Francesca P. ha detto:

    Facciamo che il prossimo anno mi avvisi per tempo e corro anche io? :-) Perchè ormai questi sono i luoghi e gli eventi che mi attirano di più, dove so che posso stare anche 20 minuti davanti a un banco solo ad osservare, ascoltare e fare foto, con la testa contenta che si gira ovunque! Ma senti, il porro francese come sarà? Chissà come mai l’occhio mi è caduto proprio lì, ehehe!
    Questa volta sei stata tu a celebrare al meglio i colori e il piatto di gnocchi è bellissimo, un vero antidoto naturale per l’umore nei giorni piovosi come oggi! Felice che la barbabietola ci abbia unito questa settimana, iniziando dalla mia colazione e proseguendo idealmente con il tuo pranzo!
    ps: falli più spesso i reportage dai mercati, ci sei portata! ;-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Sì, la prossima visita sarà una spedizione collettiva, per forza! Ma lo sai che anche a me, su quella foto, cade subito l’occhio lì? Sarà che i porri li adoro, una di quelle verdure che a casa dei miei non è mai entrata e ho adottato subito nella mia vita indipendente non appena li ho scoperti, proprio nel periodo in cui ho vissuto a Parigi, tra l’altro!
      Sì, sapevo già, come ti avevo accennato, che la barbabietola ci avrebbe unite questa settimana. Ho dato solo un’occhiata fugace al tuo bellissimo dolce da colazione, ma voglio tornare con molta calma, che il post è uno di quelli importanti :)
      P.S: Ma grazie, mi fa piacere che tu me lo dica! In effetti li adoro, ma come dicevo a Manuela poco sopra, un post con tutte queste foto non credo lo farò mai più, ci sono stata a lavorare tutta la domenica! Le ultime parole famose, poi come al solito lo so che mi lascio trasportare…

  4. Daria ha detto:

    Bellissimo evento che non conoscevo! Penso che ci passerei le giornate… i semi poi, una meraviglia!
    Anche gli gnocchi con la barbabietola non li ho mai provati… a questi posso rimediare in breve! ;-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Daria, peccato tu sia un po’ lontanuccia, ma come dicevo anche nel post, si può sempre pensare di includere la giornata in un bel weekend fuori porta in terra fiorentina, che coincida proprio con la terza domenica del mese! Quest’appuntamento dei semi poi, a te che coltivi un così bell’orto, piacerebbe moltissimo. Per ora però puoi sopperire con gli gnocchi :)

      • Emanuela ha detto:

        ehiiiiiiiiiiiiiiii Claudeeeeeeeee
        ma è la terza domenica di ogni meseeee?
        deeeeeeeeeeeeeeoooooooooooo che roba son sti mercatiiiiiiiii fantasticiiiiiiii, no, perché io non ci metto molto a saltar su e viaaaaaaaaa…. partire all’avventura far tre orette andare e tre a tornare carica di cose buone da mangiare!
        ok ok ok, mi calmo.. comunque le barbabietole rosse son troppo buone! mi sa che li faccio proprio sai?
        manu manu

  5. clibi ha detto:

    Con le tue bellissime foto mi hai catapultato al centro della “Fierucola”, ti ringrazio, magnifici i tuoi gnocchi

  6. haru ha detto:

    Ma wow. Questo va aggiunto alla lista dei colori illegali, accanto a “succo d’arancia”, “succo di lampone” e “croco”: questi gnocchetti sono spaventosamente belli. Fammi indovinare: eri a Firenze per la Fierucola quando ti ho detto delle tisane? Che bella coincidenza sarebbe! Mi piacerebbe tantissimo avere un’evento così incantevole (e antico!) un po’ più vicino, in modo da poterci andare in una giornata pigra e senza la compulsione che viene all’acquisto quando l’esperienza è solo di una volta. Ma magari a cercare come fai tu, chissà che non trovi qualcosa! Qua gli eventi che propongono tipicità e specialità e storia e ricerca sono spesso annuali, invece vorrei tanto che tornassero a far parte della quotidianità. Grazie per aver condiviso questo angolo di bellezza: bramo tra le altre cose i fascinosissimi semi, lo scrub e il limone saponificato (con quella confezione in carta da pacchi stampata di giallo brillante!), e lo dico da persona che prova poco se non niente ardore per i prodotti cosmetici.

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      E tu quindi mi staresti dicendo che non hai ricevuto il mio messaggio in risposta al tuo? Che ti ho scritto la mattina dopo averlo ricevuto, esattamente mentre camminavo verso la Fierucola, dicendoti che bella coincidenza fosse aver ricevuto il tuo messaggio proprio alla vigilia del mio ritorno a Firenze, dove ci siamo incontrate? Vabbè, maledette siano le telecomunicazioni allora. La coincidenza c’è stata eccome! E ti sarebbe piaciuto da matti girare per questo mercato. E sì, sarebbe il caso che questi appuntamenti tornassero ad essere una consuetudine e non un evento occasionale e infiocchettato, in tutte le nostre regioni. La cosa bella della Fierucola è anche quella, ho notato un sacco di fiorentini che tornavano a casa con le borse piene di verdure e tanti che interagivano con i produttori lasciando intendere che quel mercato fosse per loro un appuntamento fisso.
      Grazie a te per essere passata a salutarmi, sappi che ti scriverò presto, ho bisogno di una consulenza nipponica!
      P.S: Sul poco ardore per i prodotti cosmetici sfondi una porta aperta con me, che non mi trucco da quando avevo forse 17 anni e ho abbandonato anche la crema viso in favore di un mix di oli fatto da me…ma quel banco me lo sarei portata a casa tutto intero!

      • haru ha detto:

        No, l’ho ricevuto! Ma mentre scrivevo non sono andata a controllare le date e quindi non potevo esserne sicura. Forse volevo avere la tua conferma! :) Comunqe si, mi sarebbe piaciuto davvero tanto. :'(

        P.S. Il trucco è di fatto un travestimento, a vari livelli, e averne la consapevolezza è già di per sé un atto politico. Io da anni porto ormai solo il mascara, e nemmeno sempre: non so se mi piaccio di più in ragione di questo o se mi trucco meno perché mi accetto di più, ma in ogni caso ne sono molto contenta. In generale, preferisco vedere le infinite variazioni dei visi puliti che l’uniformità di quelli coperti. <3

        • Claudia ha detto:

          Sul P.S: con me sfondi una porta aperta :)
          E già che ci siamo, la consulenza nipponica è miseramente saltata, tempo e testa maledetta…volevo suggerimenti su cosa farmi portare dal Giappone visto che i miei sarebbero partiti di lì a poco, ma credo siano sul volo di ritorno esattamente ORA. Vabbè…

  7. cristina ha detto:

    cara Claudia c’ero anche io il pomeriggio alla Fierucola dei semi.. e sono stata immersa tra i banchi .. ad ammirare le meraviglie dei prodotti della terra e degli artigiani, sbirciare tra i semi piu disparati.. che tu hai fantasticamente riportato… con il tuo racconto e le tue foto
    un salutone
    Cristina

    • Claudia ha detto:

      Cristina, ciao!!! Scusa il terribile ritardo, ultimamente mi perdo i commenti, mannaggia…
      Pensa, c’eri anche tu, non ci siamo incrociate per un pelo allora. Grazie per aver condiviso anche tu le tue impressioni, un saluto e un abbraccio!

  8. Peanut ha detto:

    Claudiaaa!!! la prossima volta che vieni alla fierucola avvisami così ci incontriamo! Io vado quasi tutti i mesi! (Certo sono più avvantaggiata di te eh:D)
    Gli gnocchetti sono adorabili :3
    Un bacione!

    • Claudia ha detto:

      Tu sei avvantaggiata sì, maledizione! Ma anche qui i bei mercati non mancano, non posso lamentarmi troppo :) Speriamo di risalire alla fierucola presto, se capita ti scrivo! Un bacione a te e grazie.

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