Il Signore delle Erbe e un’insalata di spinaci

insalata_spinaci_1
Se c’è una cosa che qui in Toscana non manca, sono le occasioni per mangiare e bere. Feste, sagre, manifestazioni di piazza, spesso addirittura le gite escursionistiche ruotano intorno a qualche evento gastronomico.
Qui nella mia zona ce ne sono diversi, dalla primavera all’autunno, e probabilmente il culmine è proprio Crete d’Autunno, che si tiene nel mese di novembre per celebrare diversi prodotti del territorio, tra cui spicca il tartufo bianco delle crete, tipico di queste terre argillose, una prelibatezza rara e decisamente troppo costosa, ma un po’ più abbordabile quest’anno, che a quanto pare è stato pessimo per funghi e olive ma superbo per questi tesori sotterranei. Io, chevvelodicoafare, adoro il suo sapore, e una mangiata me la sono regalata proprio domenica. Però non è di questo che vi voglio raccontare, ma di uno degli eventi organizzati all’interno della manifestazione, a cui la vostra affezionatissima proprio non poteva mancare. Quando si parla di erbe non mi tiro mai indietro, e quando ho letto sul programma che ci sarebbe stata un’uscita con un uomo più che ottantenne che qui chiamano “Il Signore delle Erbe”, vi pare che me lo sarei perso? Bravi, la risposta è no, e infatti ieri mattina ero lì puntuale all’appuntamento con Carlo De Francesco, una persona deliziosa, disponibilissima e appassionata.
carlo_1
Apro una parentesi: lo sapete che sono un’autodidatta nell’ambito erboristico, non tanto per scelta ma per necessità. Credo di essermi fatta una certa esperienza nel riconoscimento delle piante, che mi sento anche pronta a trasmettere ad altri (aspettatevi qualche iniziativa interessante in primavera :-)), ma non ne ho mai abbastanza, e credo sarà ancora così tra 20 anni, quando magari i miei studi saranno progrediti moltissimo. Mi è sempre piaciuto imparare dagli altri, e vi confesso che da quando sono qui ho cercato molto una qualche signora del posto che mi portasse a passeggiare per campi indicandomi le erbe utilizzate da generazioni nella sua famiglia, accompagnando il tutto con racconti d’altri tempi. Ahimè, non l’ho mai trovata: ho chiesto a Marina, quando abbiamo preparato insieme la Ribollita, ma lei di erbe ha detto di non saperne molto. Una conoscente poi mi disse che sua nonna era esperta, che addirittura preparava degli unguenti segreti di cui, in punto di morte, si passava la ricetta di madre in figlia, ma la signora è molto anziana, l’uscita non si è concretizzata e io non ho voluto insistere. Alla fine, finalmente, ho trovato il mio Signore delle Erbe! Ecco, non è proprio qui dietro casa, ma in Val d’Orcia, altro posto splendido dove è sempre bello avere qualche scusa per tornare. Tra le tante, ci sarà una visita in primavera allo splendido giardino del signor Carlo :-)
carlo_2
Tornando a ieri, il Signore delle Erbe ci ha guidato nel riconoscimento delle piante in un piccolo giardino di San Giovanni d’Asso, luogo in cui si teneva la manifestazione e la mostra mercato del tartufo. E’ stato molto bello e affascinante: ho ritrovato i miei stessi gesti nel vedere le sue mani segnate sfogliare i librini formato tascabile pieni di immagini e descrizioni, così simili ai primi due che ho comprato in un vecchio mercatino a Lucca e che ho sfogliato migliaia di volte, ma non così tante ancora da sporcare di terra gli angoli delle pagine in modo così evidente. Ed è stato interessante, perché ho potuto approfondire la conoscenza di alcune erbe, soprattutto per uso alimentare, delle piante che ero certa si potessero mangiare, ma di cui non avevo una conoscenza così precisa. E visto che io, in mancanza di questa conoscenza, non mi azzardo a cogliere, utilizzare e consigliare alcunché (il che vuol dire che di me potete fidarvi, perché sono davvero paranoica!), sono stata felicissima di aggiungere altre foglioline verdi nel mio erbario virtuale (cioè quello che ho qui nella mia testa).
carlo_3
Il signor Carlo ha imparato a riconoscere le piante grazie a suo nonno, che quando da bambino lo portava nei boschi a caccia di funghi, di cui anche lui è un grandissimo conoscitore, sulla strada gli indicava anche le erbe utilizzate tradizionalmente in cucina. Mi piace molto imparare anche da chi non ha una formazione erboristica o botanica, ma popolare, che ha imparato per tradizione a riconoscere, raccogliere e cucinare “gli erbi”, così li chiamano in Toscana, tutte quelle erbette di campo che entravano a far parte di zuppe, insalate, risotti, e tanti altri piatti.
carlo
Credo che mia nonna ne conoscesse diverse, ma non ho ricordi di insegnamenti di questo tipo nelle mie estati molisane. Di mangiate sì, ricordo benissimo le frittate con la mentuccia o la cicorietta ripassata in padella o i piatti a base di borragine…so anche da mia madre che raccoglieva la malva, ma non ricordo di averla assaggiata da bambina. Come direbbe il mio lui, è proprio vero che penso sempre a mangiare, probabilmente è per questo che spesso mi ricordo meglio il cibo rispetto ad altre cose!

Tornando all’evento, dopo la passeggiata c’è stata una dimostrazione culinaria sull’uso delle erbe in cucina tenuta da Luisa Battistini, abile cuoca del ristorante La Taverna del Pian delle Mura di Vivo d’Orcia, luogo in cui mi piacerebbe approdare per un lungo pranzo il prima possibile, ma preferibilmente in primavera, per assaporare a pieno tutto il sapore e la varietà delle erbe spontanee locali di cui Luisa fa largo uso nei suoi piatti.
luisa_battistini_1
La filosofia del ristorante mi piace molto. Oltre ad utilizzare ingredienti biologici e farine di grani antichi per la loro pasta fatta in casa, la cucina è incentrata sull’utilizzo delle erbe spontanee della zona, di prodotti locali e delle eccellenze del territorio, tanto da meritare da quattro anni la chiocciola d’oro di Slow Food. E, a sentir parlare Luisa, direi che se la merita veramente: quest’anno, come dicevo a inizio post, la stagione non è stata affatto buona per i funghi in queste zone; beh, in questi casi il ristorante sceglie di non averne nel menù per quell’anno, o di averne in sporadiche occasioni in cui qualche fungo spunta fuori. La filosofia è: “se non ci sono i nostri funghi, allora preferisco cucinare altro, piuttosto che farli arrivare da chissà dove”. Insomma, non so a voi, ma a me basta questo per farmi venire la voglia di andare.
Luisa ha preparato un’ottima acquacotta utilizzando foglie di borragine e di bietola selvatica (una pianta quest’ultima che ho trovato e raccolto ultimamente anche vicino casa mia, fino a che qualche giorno fa non sono tornate le pecore dai pascoli più alti e l’hanno completamente rasa al suolo :-) E le capisco, era buonissima!)
Insomma, ecco un’altra buona scusa per tornare in Val d’Orcia questa primavera…
erbe_cucina
Ecco, a concludere degnamente questo post ci sarebbe stato gran bene un bel piatto a base di erbette oppure di tartufo, tanto per ricollegarci all’introduzione…macchevvidevodire, vi scrivo mentre sono in treno, in viaggio verso Roma, una delle toccate e fuga che sto facendo da un paio di mesi e che andranno avanti fino a luglio, sempre a causa delle erbe (vi svelo un segreto: sto uscendo dall’autodidattismo!)…proprio non ho fatto in tempo! Vi lascio invece quest’insalatina autunnale, assolutamente degna di attenzione: gli spinaci crudi qui sono i grandi protagonisti, accompagnati dalle noci, due meravigliose materie prime di stagione che personalmente adoro. Funghetti e cavolo rosso aggiungono colore, sapore e croccantezza e l’alga dulse, la più ricca di ferro tra le alghe e la più adatta per il consumo a crudo, aggiunge tante vitamine e sali minerali.

Ah, dimenticavo di darvi una notizia, soprattutto a voi appassionati di erbe spontanee: questa settimana ho iniziato una bella collaborazione con Il Pasto Nudo, per cui terrò una rubrica proprio sulle nostre amate erbacce. La presentazione la trovate qui, io ne sono contentissima e se vi interessa uscirà presto il primo articolo che riguarderà una delle mie piante preferite, che qui su granosalis abbiamo già visto qualche volta…curiosi? :-)

// Insalata di spinaci e noci //

°° Ingredienti °°

  • qualche mazzetto di spinaci freschi
  • 5-6 funghi champignon
  • due manciate di noci (non sbiancate e preferibilmente italiane)
  • uno spicchio di cavolo cappuccio rosso
  • 5-6 centimetri di alga dulse
  • il succo di un limone piccolo o di mezzo grande
  • olio e.v.d’oliva
  • qualche goccia di aceto balsamico
  • sale marino integrale
Per prima cosa mettete a mollo l’alga dulse in acqua. Lavate bene gli spinaci e asciugateli con una centrifuga da insalata, poi tagliuzzateli con le mani dentro un’insalatiera. Sgusciate le noci e spezzettatele grossolanamente unendole agli spinaci.
Affettate finemente il cavolo cappuccio e i funghi champignon e uniteli al resto degli ingredienti. Strizzate l’alga dulse, tritatela e aggiungetela all’insalata insieme a olio, sale, succo di limone e aceto balsamico. Mescolate bene e servite subito.
Ti è piaciuto questo post? Condividilo!

8 Risposte a Il Signore delle Erbe e un’insalata di spinaci

  1. Martina ha detto:

    Solo alla vista di quella barba bianca e quei campi verdi nello sfondo della foto, sono corsa a leggerti. Mi sembra di vederti, lì concentrata sui dettagli, sulle foglie e sulla terra.
    Alla mia veneranda età ormai al Sgnor Babbo Natale non si può proprio più credere, ma questo signore ne offre una versione tutta alternativa, o almeno per me, il mio Signore delle Erabe Natale; e tu, il degno folletto aiutante :)
    ps: magari in primavare in una delle tue tante gite mi accodo, e se sono fiori ….

  2. Claudia_GranoSalis ha detto:

    Uuuuuh, Martina, sono certa che questo evento sarebbe piaciuto moltissimo anche a te! E che avresti adorato il signor Carlo!
    Io sì, ero lì proprio come un folletto curioso, con la mia macchina fotografica e il mio blocchetto degli appunti, in piena modalità assorbimento informazioni.
    Riguardo alla prossima primavera…e famoli fiorì questi fiori! Io ti aspetto :-)

  3. Francesca P. ha detto:

    Il signore delle erbe ha la saggezza della natura già nel viso, sembra un bravo e dolce nonno che racconta alle nipotine storie verdi e sane che cominciano con “C’era una volta nell’orto”… quasi quasi lo invito al bistrot e tu mi porti qualche erba per delle ricette, saresti una guest star preziosa nella mia cucina! :-)
    Come verrei con te in campagna, come ben sai, andrei volentieri anche a sagre e ogni evento gastronomico interessante… avrei tanto da assaggiare e imparare!
    Complimenti per la collaborazione, sono proprio felice perchè aggiungi alla lista cosebellechemipiacciono un altro punto! ;-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Me lo immagino nel tuo bistrot, sono certa che catturerebbe l’attenzione di tutti i commensali, che a fine serata si ritroverebbero tutti intorno al suo tavolo ad ascoltare qualche racconto.
      E sono certa che le manifestazioni che ci sono qui in giro ti piacerebbero molto…se ami i mercatini non puoi non amare le feste di paese!

  4. Daria ha detto:

    Belissimo evento, mi sarebbe piaciuto moltissimo, immagino il piacere di ascoltare parlare “Il signore delle erbe”. Anch’io come te sono autodidatta, a parte il grande contributo di mia madre che mi ha dato le basi portandomi a raccogliere erbe fin da piccolissima e abituandomi ad averle spesso in tavola. Per questo ci tengo molto al passaggio generazionale di queste informazioni.
    La tua insalatina in ogni caso è ottima!

  5. MARI ha detto:

    Che bellezza questo piattino, cara Claudia!!! …i colori ti invitano all’assaggio!!!
    Che fortuna poter ascoltare le parole e acquisire gli insegnamenti di questo signore espertissimo in erbe spontanee!! …io con i nomi sono un disastro, non mi rimane a mente nulla, ma in compenso ho una buona memoria visiva…se mai riuscissi ad azzeccare un erbetta giusta… :-D

Leave a reply