Insalata invernale in agrodolce e nuove emozionanti scoperte

insalata_agrodolce
Oggi, mentre inizio a scrivere la bozza di questo post che pubblicherò la settimana prossima, è il 14 febbraio e io sono appena andata in posta a pagare una bolletta in bici. Senza giacca. Sì, a febbraio. Questo è in assoluto l’inverno più caldo che io mi ricordi di aver vissuto durante i miei 31 anni, non so se qualcuno con più stagioni sulle spalle può dirmi se ricorda qualcosa di simile…mi sembra parecchio strano e un po’ mi preoccupa, che l’equilibrio di questo ecosistema ce l’ho a cuore e credo dovrebbero avercelo tutti, visto che ne dipendiamo più strettamente di quanto questo mondo sempre più tecnologico voglia farci credere. Temo anche un po’ la stagione calda che verrà, ho l’impressione che gli insetti prenderanno il sopravvento su di noi…non ne ho mai visti così tanti in giro a febbraio, figuriamoci cosa sarà giugno. Però non posso fare a meno di godere di questo inaspettato sole primaverile che sta illuminando queste giornate, dopo due settimane di diluvi universali. Mi cambia completamente l’umore, mi rasserena (nonostante i mille pensieri che ho nella testa), mi dà gioia e ottimismo. E soprattutto mi ha permesso di scoprire fin da ora di essere circondata da piante di calendula.
calendula
Sì, perché la calendula di suo fiorirebbe principalmente in aprile, ma qui è già pieno di fiori gialli appena sbocciati, che non so proprio come abbiano fatto a sfuggirmi negli anni precedenti. Mi sono emozionata quando l’ho scoperta, non so se potete capirmi. Ogni volta che imparo a riconoscere una nuova pianta selvatica commestibile o terapeutica, sono felice come una bambina. E ogni nuova pianta che scopro è uno stimolo a sperimentare cose sempre nuove e diverse per utilizzarla, mi fa venire nuove idee, nuova voglia di conoscere e mettere a frutto le conoscenze. Ogni nuova pianta accresce questa mia passione per le erbe e il loro potere curativo, che cammina a braccetto con quella della cucina naturale, della trasformazione del cibo, dei rapporti tra alimentazione e salute, delle incredibili proprietà delle materie prime che la natura offre in abbondanza.
Passerei la vita a studiare e mettere in pratica queste cose, sapete? Citando Bobo Rondelli

Maledetto, vile, sporco denaro
che se non fossi un mio pensiero
potrei vedermi di quanto amore
di quello vero, io ne sia pieno.

Mi tocca fare i conti con questo compromesso che da tempo immemore affligge l’uomo, salvo vincita milionaria al superenalotto. La mia passione avanzerà piano piano, ma di certo resterà viva e intensa. Il primo raccolto di fiori di calendula è già ad essiccare (e non sarà per me ma per una persona speciale, chissà se sta leggendo queste righe?), presto vi parlerò meglio di questa piantina dalle mille virtù (AGGIORNAMENTO: il post sulla calendula è qui), ma intanto metto qualche fiore e foglia nell’insalata e condisco il tutto con una salsina agrodolce molto buona, che dà un gusto insolito al piatto e lo rende molto particolare. Le verdure crude e le foglie verdi dovrebbero sempre abbondare nei pasti principali, e le insalate sono il modo più classico di consumarle. Basterà variare spesso gli ingredienti e i condimenti e non vi stuferete mai…o almeno questa è la mia esperienza!

// Insalata invernale in agrodolce //

°° Ingredienti °°

  • abbondante insalata mista a piacere, per me lattuga, gentilina rossa e rucola
  • un finocchio piccolo o mezzo grande
  • uno spicchio di cavolo cappuccio rosso
  • 7-8 funghi champignon
  • fiori e foglie di calendula, se li trovate, oppure di pratolina o tarassaco
  • 3 cucchiai d’olio
  • 3 cucchiai di aceto di mele
  • 1 cucchiaio di miele o di succo d’agave per una versione completamente vegan
  • sale marino integrale quanto basta
Lavate bene l’insalata e asciugatela con una centrifuga, poi tagliatela e mettetela in un’insalatiera capiente. Eliminate i gambi dal finocchio e dividetelo in 4 spicchi, poi affettate molto finemente ogni spicchio. Stessa sorte per il cavolo cappuccio, va affettato il più sottile possibile: se avete una mandolina potete affettare gli ortaggi con quella. Lavate le fettine di finocchio e di cavolo e asciugate anche loro con la centrifuga, poi unitele all’insalata.
Pulite con un panno umido i funghi e tagliateli a fettine sottili, poi aggiungeteli all’insalata. Sciaquate anche le foglie di calendula ma non i fiori, che sono molto delicati, e unite anche quelli. Preparate la salsina emulsionando l’olio, l’aceto di mele, il miele o il succo d’agave e il sale, poi versatela sull’insalata e mischiate. Potete aggiungere, se volete, qualche semino a piacere tipo sesamo o zucca e un po’ di alga dulse…io me ne sono dimenticata!
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11 Risposte a Insalata invernale in agrodolce e nuove emozionanti scoperte

  1. La Balenavolante ha detto:

    Ciao Claudia! Oggi a pranzo sto sperimentando la tua ricetta delle puntarelle.. sappilo! Intanto leggendoti mi sono ritrovata molto.. sui fiori commestibili, li metterei ovunque, vista anche la mia indole flower power.. e questa con la calendula mi è piaciuta molto!!
    Stamattina su un muro qua fuori ho letto una frase: ‘Vita lieta, senza moneta’.. l’ha scritta Melina Riccio, la poetessa/artista che vive qua di fianco. Beh, il dilemma è anche mio, ora più che mai, ma lo stato vitale è alto perchè ho le tasche piene zeppe di sogni.. e questo mi fa vivere bene più di ogni altra cosa! Ancora non so cosa voglio fare da grande, nè dove voglio vivere esattamente..però non è questo che conta, almeno per me. Quando mi chiedono cosa voglio fare da grande, l’unica cosa che so per certo è che voglio essere felice! A prescindere! Grazie per la riflessione! un bacio a presto!

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Lucy! Bello sapere che stai sperimentando una mia ricetta, mi fai sapere che ne pensi poi?
      Condivido praticamente tutto di quello che dici, e di sogni potrei riempirci i cassetti della reggia di Versailles…grazie a te delle tue condivisioni e un bacione :-)

      • Claudia_GranoSalis ha detto:

        P.S: Sto leggendo la biografia di Melina Riccio…che vita! Ma la conosci di persona?

        • La Balenavolante ha detto:

          Eccomi! Allora la ricetta delle puntarelle è venuta bene, in realtà non le avevo mai provate quindi non ho un grande metro di paragone.. ma si sono arricciate e la salsina le ha valorizzate moltissimo! Ora ho solo un’alitazza di aglio che la metà basta.. però le ha mangiate anche il mio compagno e i pelosi non sembrano farci caso..

          Sì, Melina gira con un copricapo d’alloro, come gli antichi poeti.. e in più indossa un mantello stile super eroe.. impossibile non vederla! Una sera mentre ero fuori con Medora mi ha regalato una sua opera, che abbiamo appeso in casa.. è fantastico parlare con lei, è una vera visionaria!!

          • Claudia_GranoSalis ha detto:

            Contenta per le puntarelle! E chiaramente sì, tutti i commensali devono mangiarne, pena l’isolamento dei golosi per odori molesti :-)
            Ho molta ammirazione per quelle persone che, ognuna a suo modo, hanno il coraggio di seguire la propria vocazione e il proprio sentire senza preoccuparsi minimamente dello status quo, anche se seguire la propria “follia” li rende strani agli occhi della gente. Che bel vicinato che ti ritrovi!

  2. Francesca P. ha detto:

    Claudia, vai a leggere il mio ultimo post… più allineate di così in tema primavera! ;-) A me però mancano le calendule, che meraviglia, io adoro mangiare fiori! Capisco l’emozione di trovarle adesso, figurati che io voglio provare le violette commestibili in insalata… :-) Verdura cruda servita in ciotole grandi non manca mai qui, è una sana abitudine che mi ha trasmesso mia madre, mio padre collaziona scodelle e lo abbiamo sempre preso in giro per le dosi da capra che mastica… :-)

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Beh, sì, direi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda! E quanto tempo ci ho passato a Villa Ada, soprattutto da adolescente, nei sabati pomeriggio primaverili e quando di entrare a scuola non se ne parlava proprio…tempo fa, ero già ormai campagnola, ci sono capitata per caso col mio compagno durante un passaggio nella capitale e ci siamo tutti e due accorti di quanto, pur stando a stretto contatto con la natura, ci mancasse il verde “addomesticato”, quell’erba morbida su cui sdraiarsi senza essere tormentati dagli insetti, quel terreno gentile su cui camminare sicuri anche a piedi scalzi, dove la primavera è più godibile che mai.

      Certo qui la bella stagione offre ben altri privilegi, e le violette le ho messe nell’insalata del mio post di benvenuto alla primavera dello scorso anno, insieme a tanti altri regali della terra: http://granosalis.org/misticanza-di-foglie-e-fiori-di-pratolina-tarassaco-pimpinella-piantaggine-e-violetta/

      Spero ne troverai quest’anno e che potrai preparare una bella insalatona per le capre di famiglia :-)

      • Francesca P. ha detto:

        Anche io ti ho risposto di là da me… :-) E te lo prometto, andremo insieme a fare una capatina (non caponata, ahah) a Villa Ada, così ci vengono gli occhi lucidi ricordando e torniamo un po’ indietro nel tempo, con la consapevolezza di ciò che siamo (e abbiamo) ora… sembra passata un’eternità da quei pomeriggi…

  3. giovanna ha detto:

    mi piace molto leggere di erbe spontanee…una bella passione che tramite il web si puo’ arricchire…peccato abitare in una citta’ come milano!! prima o poi devo fare un salto nelle colline senesi!! buona giornata ;)

    • Claudia ha detto:

      Qui certo le erbe spontanee prosperano, ma puoi divertirti a studiarle anche a Milano…l’hai letto questo mio post? http://granosalis.org/piccola-guida-alla-raccolta-delle-erbe/
      Lì spiego, tra le altre cose, che spesso in città le erbacce crescono ancora più rigogliose che in campagna. Certo, non si possono raccogliere, ma conoscere sì! Ci sono dei bellissimi parchi anche a Milano dove puoi osservarle, ma anche semplicemente mentre cammini sui marciapiedi…Roma ad esempio è strapiena!
      Buonissima giornata anche a te Giovanna :)

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