Guest post: Italia, cibo e nostalgia

monocooc_in_the_wind
Oggi GranoSalis sperimenta e vi propone un guest post, che, per i profani, sarebbe un articolo che non ho scritto io ma che viene ospitato in questo mio spazio. Di solito queste cose si fanno tra blogger, ma in questo caso l’autrice è una studentessa in giornalismo e il post in questione lo scrive per un’esame previsto dal master che sta frequentando a Londra. Quando Gloria mi ha scritto per propormi questa cosa, un pochino ho titubato, non certo per gelosia di questo mio angolino di rete, quanto per il fatto che ci fosse un “secondo fine” nella scrittura dell’articolo. Ma poi, pensandoci, alla fine nel guest post c’è sempre un secondo fine, sia per chi pubblica, che può farsi conoscere da un pubblico più ampio e variegato, sia per chi ospita, che può aggiungere contenuto originale al proprio spazio. E poi, che vi devo dire, Gloria mi è piaciuta subito, mi seguiva già da un po’ e ha dimostrato un’interesse sincero per l’alimentazione naturale, per la terra, per tutto ciò che ruota intorno a questo blog. E in più mi sento solidale con lei, perché a Londra ci ho vissuto pure io e nonostante siano passati 12 anni ricordo bene il cibo pessimo e il preconfezionato imperante in ogni dove. La accompagno con un paio di scatti ispirati al suo racconto, non della sua terra ma della mia, per ora, Toscana, che ci riportano al verde vivo della primavera e al calore dorato del grano maturo e dei tramonti estivi. Terra, insomma. E qui lascio la parola a Gloria.
primavera_crete
Avete presente quel profumo intenso di terra che è possibile respirare a pieni polmoni quando passeggiate a stretto contatto con la natura? Ecco, quello è esattamente l’aroma che nella mia memoria personale mi riconduce agli aspetti più genuini della vita. Una sorta di esperienza proustiana, solo che invece di addentare la madeleine, quando posso mi riempio naso e polmoni di aria fresca, profumata di terriccio. Sono nata e cresciuta in un paesino a pochi chilometri dalla laguna di Venezia, ma per motivi di studio qualche mese fa ho deciso di trasferirmi a Londra. Questa grande metropoli offre tanto, tantissimo, sia a livello culturale che formativo. L’altra faccia della medaglia, tuttavia, è il rischio di lasciarsi inghiottire dal caos quotidiano, dal ritmo martellante e quasi compulsivo di una società a mille anni luce dalla nostra, col risultato di sentirsi poco a poco alienata da quelli che sono sempre stati per me valori fondamentali di una vita sana e naturale. I due aggettivi non sono casuali…Non amo gli estremismi di alcun tipo, ma sono convinta che cercare di stare il più possibile a contatto con ciò che la natura ci offre, sia la chiave di un generale benessere fisico e mentale. È dovuto a questo il mio riferimento alla terra: alla convinzione che da lì derivi quanto di più prezioso abbiamo.
Destinazione università, ogni mattina salgo a bordo dell’overground, mille volte più rilassante della claustrofobica tube, e grazie al mio fidato tablet, con un click mi collego con l’Italia. In mezz’ora passo in rassegna la mia scaletta quotidiana: mail, ultime notizie, blog di cucina. Può sembrare un po’ bizzarro quest’appuntamento mattutino con i food blogger italiani, ma sbirciare tra le ricette, spesso corredate da magnifiche immagini home made, mi dà una marcia in più per iniziare la giornata e al tempo stesso placa un po’ la nostalgia di terra italiana. Leggere post e ricette come quelle di GranoSalis, che mi ospita oggi tra le sue pagine, mi fa sentire spalleggiata nel mio amore per il cibo genuino.
Ci sono giorni in cui mi prendo una pausa dal trambusto della capitale e mi rifugio per qualche ora nel verde della campagna inglese. L’odore di terra e di umido mi fa puntualmente pensare a casa mia, alla mia terra, alla mia Italia, al mio essere così profondamente orgogliosa di essere italiana. Italia…terra di arte, buon cibo e convivialità. È così che spesso ci vedono dall’estero e devo ammettere che quest’etichetta un po’ mi lusinga. Perché è innegabile: ovunque tu vada, in Italia, si mangia bene. Ogni regione, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, offre un ventaglio invidiabile di specialità culinarie. E ora che sono qui, lontana da casa, immersa in una cultura che al cibo non ha mai imparato a dare la giusta importanza, lo sento chiaramente: è come se mi scorresse nelle vene, quest’attaccamento viscerale di noi italiani nei confronti del buon cibo; ce l’ho nel sangue, radicato, è una tradizione secolare che non dobbiamo perdere, che è nostro dovere salvaguardare.
Ora più che mai mi rendo conto di quanto il cibo sia per noi garanzia di qualità di vita. La ragione è semplice: per la maggioranza degli italiani, non è soltanto veicolo di nutrimento, bensì indicatore dello stile di vita, nonché sinonimo di condivisione. Quante volte una cena in compagnia ci è sembrata il modo migliore e il più spontaneo e naturale per stare insieme? Quante volte regaliamo cibo come mezzo di comunicazione, per manifestare affetto, calore, gratitudine?
È buffo scambiare opinioni con altri italiani all’estero e ritrovare la stessa volontà nella ricerca di prodotti indispensabili per elaborare le più svariate ricette. Per noi il cibo è un valore che ci contraddistingue e che ci unisce, è un vero e proprio elemento di identità culturale. Mi piace pensare che, nonostante i problemi che sta attraversando il nostro paese in questo periodo, nonostante le contraddizioni, la negatività e il pessimismo dilagante, esiste ancora qualcosa che ci avvicina e ci rende simili nel nostro orgoglio. Quel qualcosa altro non è che la nostra tradizione culinaria, che da secoli contribuisce alla caratterizzazione nazionale dell’Italia su scala internazionale.
zolle
Da quando ho deciso di partire, ho rivalutato ulteriormente l’importanza di una cucina il più possibile rustica e naturale. E questo mi riporta al punto da cui è partita questa riflessione: la terra. È da lì che gran parte dei prodotti che consumiamo ha origine. E, vivendo a Londra e sentendomi lontana da quel punto d’origine che è la natura, ho deciso che non voglio allontanarmene ancora di più. Non mi tentano i supermercati pieni zeppi di cibi preconfezionati, né il panino al sapore di cellophane consumato frettolosamente nella metro. Ripeto: non amo gli estremismi, e ogni tanto ci può stare. A causa del poco tempo a disposizione e della stanchezza, non sempre riusciamo a cucinare come vorremmo. Ma credo anche che ci siano delle vie di mezzo niente male. Dei compromessi tutto sommato accettabili. L’importante è ricordarsi di non perdere di vista quelli che sono gli ingredienti più veri, più genuini e naturali. Allontaniamoci dai conservanti e dai sapori artificiali ed edulcorati, e impariamo a riscoprire gli aromi e i sapori che stanno alla base della nostra tradizione…È solo questione di rieducare il palato: siamo italiani, tutto il resto vien da sé.

Un grazie speciale a Claudia, per la disponibilità, la fiducia, la simpatia e la possibilità di pubblicare su uno dei miei food blog preferiti.

 

Originaria di Venezia, Gloria Lorenzi è una studentessa di Giornalismo e Mass Media alla Westminster University di Londra. Da sempre appassionata di tecnologia e con una spiccata attitudine per le lingue straniere, ha scelto il Regno Unito per perseguire il suo sogno di diventare giornalista.

 

P.S: Nel post è presente un inserimento pubblicitario, sappiate che era semplicemente previsto dall’esame che sta sostenendo Gloria e che io non ci prendo una lira.

Ti è piaciuto questo post? Condividilo!

6 Risposte a Guest post: Italia, cibo e nostalgia

  1. Martina ha detto:

    Diaciamo che se la mala pubblicità e il marketing aggressivo fossero così saremo in una botte di ferro! Per il resto sai già come la penso, esattamente allo stesso modo (e forse tendente un po’ all’estremismo ci vdo ogni tanto) … quindi non mi resta che da dire grazie a te e a Gloria, per le belle parole, immagini e per sapere che siamo sempre di più a voler condividere certe modalità di vita. Un abbraccio a entrambe e un grosso in bocca al lupo a Gloria per i suoi studi.

  2. MARI ha detto:

    Per fortuna all’estero predomina la visione dell’Italia come patria di arte, buon cibo e convivialità, piuttosto che patria di corrotti, mafiosi e furbastri. Mi auguro che ci siano sempre italiani all’estero, genuini, speranzosi e volenterosi a mantenere alto il grado di stima verso il nostro paese.. forse i primi a crederci dovemmo proprio essere noi… ma le tante contraddizioni del nostro bel paese ci fanno spesso perdere ogni speranza.
    Fantastiche foto Claudia! Complimenti!
    Ciao MARI

  3. Cesca QB ha detto:

    Questo post sembra una figata e dato che sono di fretta per evitare di fare la gaffe dell’ultima volta sui cicorioni ogm (:D) me lo salvo per quando avrò tempo, opi mi faccio sentire eh ;)

Leave a reply