Equiseto


Tra le altre, tante cose che crescono nei campi qui dietro c’è l’equiseto, cosa che rende me molto contenta e i proprietari dei campi coltivati a grano e girasoli forse meno, dato che questa pianta è altamente infestante. Per quanto mi riguarda ho pensato bene di mettere a frutto quest’abbondanza, raccogliendo un po’ di fusti e mettendoli a essiccare, consiglio che dò anche a tutti quelli che riescano a individuare piante di equiseto da qualche parte. Non dovrebbe essere difficile, dato che cresce un po’ ovunque in Italia, principalmente in luoghi umidi e sabbiosi, sui bordi di fossati o piccoli corsi d’acqua e nei campi incolti. Luglio è il momento migliore per la raccolta, quello in cui i principi attivi della pianta raggiungono la loro massima concentrazione.

L’equiseto, detto anche coda cavallina, è una pianta antichissima, che abitava la terra già 350 milioni di anni fa, prima ancora che arrivassero i dinosauri. Affascinante, eh? In effetti a vederla è molto particolare e piuttosto diversa dalla maggior parte delle piante che le crescono intorno, ed è ricca di proprietà terapeutiche. É un diuretico eccellente e privo di effetti collaterali, in grado di purificare i reni, sciogliere la renella o i piccoli calcoli renali, purificare la vescica e agire nella cura di infezioni delle vie urinarie inferiori, oltre a combattere la ritenzione idrica. A detta del Tuttoerbe (che vi ho già nominato qui) aumenterebbe la produzione giornaliera di urina di circa un terzo. E’ una delle piante col più alto contenuto di silicio, un minerale molto importante per la salute delle ossa e del tessuto connettivo, oltre a contenere molti altri minerali, soprattutto potassio, vitamina C e flavonoidi, potenti antiossidanti. L’equiseto è quindi indicato nei casi di demineralizzazione, di osteoporosi o altre malattie delle ossa e durante il processo di guarigione delle fratture. Stimola inoltre la produzione di globuli rossi nel sangue, soprattutto il succo fresco, ed è quindi molto indicata nei casi di anemia. Se proprio tutto ciò non vi bastasse, sappiate che è anche emostatico, in grado di diminuire o arrestare qualsiasi emorragia, interna o esterna.

Le parti della pianta che si utilizzano sono i fusti sterili, come quelli che vedete nelle foto, e in ogni caso gli unici che troverete nel periodo di raccolta, che va da fine maggio a inizio agosto (i fusti fertili sono molto diversi e crescono solo all’inizio della primavera). Vanno tagliati a circa 10 cm dal suolo ed essiccati al sole.

Io dopo un giorno di esposizione li avrei già tagliuzzati e conservati, perché mi sembravano già completamente secchi, ma ho voluto essere sicura e tenerli fuori ancora un giorno. Alla fine li ho fatti a pezzetti con le forbici sul tavolo coperto da un grande foglio di carta per alimenti, e li ho messi in vasetti di vetro perfettamente asciutti, che ho messo poi a conservare al buio. Si può preparare un decotto facendo bollire per 30 minuti 20-30 gr di fusti essiccati (la quantità dovrà essere doppia in caso di fusti freschi) in un litro d’acqua, che potrete bere durante la giornata o utilizzare per impacchi emostatici. Sennò potete fare un infuso mettendone un cucchiaio in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti. Un altro modo di assumere l’equiseto è polverizzare i fusti essiccati con un macinacaffè e prendere un cucchiaino di polvere tre volte al giorno impastandolo con miele o marmellata. Io, finché ce n’è, raccolgo un paio di fusti freschi tutte le mattine e li metto nell’estrattore di succhi insieme a carote, pesche e sedano; il sapore è delicatissimo, per niente invasivo. Potete anche, con un fusto particolarmente cicciuto, fare una cannuccia, potrebbe essere un’idea per qualche aperitivo bucolico.

A proposito di scene bucoliche, proprio stamattina, appena infrattata la mano per raccogliere la razione giornaliera, non so quale bestia (so solo che volava) è schizzata fuori infliggendomi due punture rapidissime, una sulla caviglia e una sul collo, che mi hanno dato un immediato e intenso bruciore che è sparito nel giro di un quarto d’ora, ma che durante quei minuti mi ha fatta inveire contro la natura selvaggia.
Altre informazioni le trovate qui. Non gli avrei dato una lira a questo sito che vi ho appena linkato, invece ha una sezione dedicata all’erboristeria tra le migliori che ho trovato.

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14 Risposte a Equiseto

  1. giulio56 ha detto:

    Ciao, volevo chiederti una cosa. Io ho fatto essiccare per bene questa pianta ma ora ha uno sgradevole odore, come di pesce. Sai da cosa possa dipendere?

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ciao Giulio! Strana questa cosa…io ho ancora dell’equiseto dalla scorsa estate e ha un odore piuttosto delicato, per niente forte. Insomma, mi sarebbe difficile riconoscerlo in giro e dire che sia un odore caratteristico, è quasi neutro. Non ho ancora fatto la mia raccolta quest’anno, ma non mi pare di ricordare che appena colto e essiccato avesse un odore sgradevole. Che dipenda dal terreno in cui è cresciuto? Non so, magari viene trattato con sostanze particolari o è in qualche modo inquinato? É l’unica cosa che mi viene in mente…fammi sapere se puoi!
      P.S: Hai essiccato l’equiseto al sole?

      • giulio56 ha detto:

        Si si l’ho essiccato un paio di giorni al sole, ma penso dipenda dal luogo dove l’ho raccolto. é vicino a un torrente in zona ombrosa, oppure dipende dal periodo di raccolta può essere? Perchè leggevo che in questo periodo non era consigliato.. magari le piante sono un pò invecchiate.

        • Claudia_GranoSalis ha detto:

          Ci sta che sia il periodo di raccolta, perché in effetti è un po’ tardi. Il tempo balsamico è a luglio e la raccolta andrebbe fatta entro inizio agosto. Comunque, visto che sono in ritardissimo anch’io, ti posso aggiornare la settimana prossima quando avrò essiccato i miei fusti, così vediamo se anche a me succede la stessa cosa!

          • giulio56 ha detto:

            Ok perfetto :)
            Spero che (avendoli spezzettati) col tempo il cattivo odore non rimanga.
            Mi farai sapere, ciao :)

            • Claudia_GranoSalis ha detto:

              Ciao Giulio, eccomi qua col mio nuovo raccolto di equiseto appena invasettato! Devo dirti che hai ragione…l’equiseto essiccato sa un po’ di pesce! Sinceramente non ci avevo fatto troppo caso l’anno scorso, ma prestandoci più attenzione per poterti dare un feedback mi rendo conto che è proprio così. É comunque lo stesso odore dello scorso anno (sentendolo l’ho ricordato), quando il tempo balsamico era quello giusto, non noto niente di strano. Probabilmente sei molto sensibile a quell’odore e per te risulta molto sgradevole, mentre per me è abbastanza neutro, anche se certo non lo userei per profumare gli armadi. Insomma, mi verrebbe da dirti che il tuo equiseto non ha niente che non va, forse semplicemente non ti piace il suo odore. Spero non sia lo stesso col sapore, dipende anche per che scopi lo vuoi usare. Io ad esempio non ho mai bevuto l’infuso da solo, ne ho sempre fatto grandi quantità da usare al posto dell’acqua nei frullati di frutta e foglie verdi, magari miscelato alla rosa canina o all’ortica. Comunque posso dirti che col tempo l’odore tende ad attenuarsi.
              Spero di esserti stata utile, torna a trovarmi quando vuoi!

            • giulio56 ha detto:

              Grazie mille del chiarimento.
              Ho confrontato il mio equiseto spezzettato con quello che trovi in erboristeria e il mio ha quello sgradevole odore mentre l’altro, come dici anche te, ha un odore più blando che sa quasi di tè verde. Sicuramente è dipeso dal luogo in cui l’ho raccolto. L’idea del frullato è geniale, io lo uso per farmi il dentifricio. Grazie ancora :)

            • Claudia_GranoSalis ha detto:

              Nooo, questa me la devi dire…come lo fai il dentifricio?!

            • giulio56 ha detto:

              Prima ne facevo uno cremoso all’argilla verde ma ora ho optato per uno in polvere meno aggressivo.
              Trito finemente sale integrale chiodi di garofano poi ci metto estratto di arancia in polvere bicarbonato un pò di stevia per finire polverizzo l’equiseto col mortaio.

              Semplice e lascia un buon sapore :)

            • Claudia_GranoSalis ha detto:

              Grazie Giulio, devo provare!

    • Vanda ha detto:

      Ciao Claudia,
      io ho appena raccolto l’equiseto in un bosco quasi incontaminato. Ho provato a mangiare un po di foglie crude ed ha il retrogusto del’olio di fegato di merluzzo che prendevo da piccolina,
      ciao bacio ;)

      • Claudia_GranoSalis ha detto:

        Ciao Vanda,
        Sì, ha un saporino molto particolare, certo un po’ forte…a me quell’effetto che dici tu, il sapore di pesce, lo fa la portulaca, l’hai mai assaggiata? L’equiseto lo preferisco quando è appena germogliato, quand’è tenero, ora è decisamente meno commestibile :) Ma si raccoglie che è un piacere e si essicca velocissimamente!
        Bacio a te!

  2. carmelo ha detto:

    interessante
    saluti

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