Cucuzza siciliana marinata allo zenzero

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Da quando vivo in campagna ho una percezione molto più diretta di quanto la natura sia potente, in positivo e in negativo. Accade nell’osservare la velocità di crescita di un bosco dopo il taglio parziale degli alberi, nel vedere quanto rapidamente l’erba verde riconquista un colle dopo un incendio, o quanto il mio giardino si sia riempito di ogni varietà di spontanee che prima non c’erano, nel corso di pochi anni di semini inconsapevolmente trascinati nelle suole delle scarpe, sul pelo del mio cane, nei risvolti dei pantaloni. Nel sentire la potenza spaventosa di un fulmine cadere nel bosco, proprio alle spalle della mia casa. Nel vedere la violenza dell’acqua spazzare via orti, strade, alberi, animali chiusi in gabbia senza scampo.
Per la seconda volta in soli due anni le piene dell’Ombrone e dell’Arbia hanno fatto milioni di danni nella provincia di Siena: i letti dei fiumi e dei torrenti, il giorno prima quasi asciutti dopo l’estate più torrida di sempre, si sono riempiti fino a esondare nel giro di appena 6 ore di pioggia torrenziale. I fenomeni naturali stanno cambiando velocemente, forse anche per colpa nostra. E noi non siamo pronti, da mediterranei, ad affrontare tempeste tropicali. Il pomeriggio del 24 agosto, quando la piena si era ormai ritirata, ho incrociato un vecchino all’ingresso del paese mentre guardava sconsolato il grande orto dove lo vedo lavorare tutti giorni con pazienza, lentezza e dedizione. Avrà 90 anni, e per la seconda volta in poco tempo si è visto spazzare via tutto il lavoro di mesi nel giro di poche ore. Chissà se avrà ancora la forza di ricominciare a lavorare quella terra, troppo vicina a un torrente che per tanti anni è stata una risorsa preziosa, prima di diventare una minaccia.
Sono tempi instabili questi, sotto tanti punti di vista. Difficile trovare quel senso di sicurezza che forse la generazione prima della mia è riuscita a conquistare. La materia prima regalata dagli orti, nella sua concreta semplicità, può dare il suo piccolo contributo, anche in questa brutta annata, troppo calda per i fiori delicati dei fagiolini o dei cetrioli. Ma ottima per le cucuzze del mio vicino di casa siciliano, a quanto pare, che ce ne ha offerte a piene mani per un mese intero! E forse avrebbe anche continuato, ma la potenza dell’acqua è passata a visitare anche il suo terreno.
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Ho voluto onorare il suo dono unendo questo ortaggio così particolare con altri sapori e aromi siciliani, pistacchi e origano arrivati direttamente da quella regione meravigliosa, trasportati nella valigia di qualcuno che sa come farmi contenta. La cucuzza di solito si mangia cotta, il mio vicino mi ha consigliato di farla in umido con le patate e un po’ di pomodoro, e in effetti viene benissimo. Ho voluto poi provare a mangiarla cruda, tagliandola a fettine sottili e lasciandola marinare con la pasta di zenzero che vi ho fatto vedere la settimana scorsa, e il risultato mi è sembrato ottimo. Vi consiglio anche il gazpacho che Laura ha realizzato un paio di anni fa, l’ho provato e mi è piaciuto molto. Ho letto in giro che ultimamente la cucuzza si trova anche sui banchi di alcuni mercati cittadini al di fuori del sud-Italia: se vi capita di trovare le ultime approfittatene, potreste innamorarvi :)

// Cucuzza marinata allo zenzero con pistacchi //

°° Ingredienti °°

  • una o due cucuzze, dipende dalla loro grandezza
  • pasta di zenzero
  • pistacchi al naturale
  • pepe rosa in grani
  • origano siciliano fresco o secco
  • olio e.v.d’oliva
  • succo di limone
  • sale marino integrale
Affettate la cucuzza a rondelle molto sottili, se possibile con una mandolina. Preparate una salsina con poco olio, pasta di zenzero a piacere, succo di limone, origano sbriciolato e sale. Unite anche qualche grano di pepe rosa pestato, ma non esagerate, il sapore è molto forte. Emulsionate bene tutto in una ciotolina.
Sistemate le fettine in un piatto fondo e cospargetele con l’emulsione. Mescolate e lasciate riposare in frigo per almeno 30 minuti, mescolando di tanto in tanto. Prima di servire unite i pistacchi tritati grossolanamente.
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8 Risposte a Cucuzza siciliana marinata allo zenzero

  1. Paola ha detto:

    Ultimamente ci penso anche io ala potenza della Natura. Ci penso spesso a quanto siamo responsabili dei danni che le creiamo e ci siamo inflitti poi. E questa cosa mi intristisce molto. Vedere che in poco siamo stati capaci di distruggere. E non ti dico di quanto sia felice di scoprire che ultimamente ci sia un’inversione di rotta.. siamo ancora in pochi, ma sono sicura che, come gocce d’acqua su una roccia, finiremo per scalfirla e permettere al mare di entrare e rivoluzionare tutto :)
    Le cucuzze siciliane ne ho viste tantissime quest’anno, nel mio quasi mese di vacanze in giro per la Sicilia :) Non le ho provate, ahimè, ma se le trovo qui a Napoli non me le facci sfuggire :)

    • Claudia ha detto:

      Vedo che mi capisci Paola :)
      Invidio non poco il tuo mese in Sicilia, io ci sono sempre passata di sfuggita e ormai troppissimo tempo fa…spero di tornarci prima o poi! E spero riuscirai a trovare le cucuzze a Napoli, prima che la stagione passi!

  2. Manuela ha detto:

    Arrivo tardi, ma sono felice di essere qui e leggere quello che scrivi, anche se in fondo mi mette un’estrema tristezza…
    Lo abbiamo detto spesso tra noi, ormai è inevitabile,quello che accade ci arriva sotto gli occhi così forte e così vero che far finta di nulla sarebbe peggio.
    Io non lo so se sono pronta, se ho la forza come quell’uomo di ricominciare o semplicemente pere non aver paura, ma sappiamo bene qual è il nostro peso anche in cucina e tu sei un’ottima compagna di riferimento.
    E’ sempre bello leggerti!

    • Claudia ha detto:

      Le riflessioni che hanno portato a questo post avevo già iniziato a metterle per iscritto proprio tra i commenti a uno dei tuoi ultimi post, non mi sorprende ritrovarti qui a dare il tuo contributo, e ti ringrazio. So quanto queste tematiche ti stiano a cuore, proprio per questo sei un’ottima compagna di riferimento anche tu per me.
      Sempre bello averti qui!

  3. Martina ha detto:

    E lo so che non ti scrivo sul post corretto. Però vedere quanto è stupenda la regione che ho abbandonato ( almeno per ora, poi forse chissà, tutti i ma e i se del caso …) mi fa un tantinello male, quel male dolce e piacevole che ti stringe il cuoricino!
    E poi volevo anche dirti che giusto ieri ad un mercatino della terra ho trovato questa meraviglia. Nata e cresciuta in terre di Lunigiana ( lo stesso agricoltore-venitore si è stupito di come fossero cresciute belle e fiorenti). L’ho vista e non ho resistito, mi sei subito venuta in mente! Bella, bella, con questo “serpente di Sicilia” che usciva fuori dalla borsa, me ne son tornata a casa e l’ho subito assaggiato; per ora crudo, marinato nello zenzero (ma nemmeno troppo tempo) e in insalata. Mi è piaciuto tanto. Prossima degustazione tento il gazpacho di Laura!
    Un abbraccio e continua a girovagare per le colline toscane anche per me <3

    • Claudia_GranoSalis ha detto:

      Ma Martina, quale post sbagliato! Anzi, mi fa un gran piacere che tu sia tornata qui dopo aver trovato la cucuzza, che mi abbia pensata e mi abbia lasciato un pensiero :) Io girovago anche per te, tu compensa con i lunghi bagni estivi, che a me sono preclusi…

  4. Nicoletta ha detto:

    Da siciliana, vedere la cucuzza in una veste così raffinata mi disorienta e mi inorgoglisce. Le estati in Sicilia sono per me ancora una meta lontana, ahimè… ma la prima cucuzza che mi capita sotto mano la concio per le feste così! ;-)

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