Archivi per la Categoria: Erbe spontanee

Ricette di cucina naturale e stagionale con le erbe spontanee, monografie sulle piante selvatiche, suggerimenti per l’uso officinale delle erbe, riconoscimento, raccolta, essiccazione.

Su GranoSalis racconto il mio percorso di conoscenza di erbe, frutti e arbusti spontanei della mia zona, la bassa Toscana, condividendolo con voi. Uso molto le erbe selvatiche nella mia cucina, soprattutto in primavera e in autunno, raccolgo piante officinali e ne faccio preparati erboristici semplici da realizzare in casa, oltre ad essiccare le erbe per infusi e tisane utili in ogni stagione.

Marmellata di kumquat e mandarini con artemisia e pectina fatta in casa

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Ve la ricordate la pectina autoprodotta che vi ho fatto vedere qualche settimana fa? Ebbene, sappiate che funziona, e anche molto bene! Sempre in occasione dell’ultimo ordine speciale di agrumi con MondoMangione, ho preso un pochino di kumquat, i mandarini cinesi, quelli che per dimensione somigliano a dei pomodori datterini e si mangiano in un sol boccone, con la buccia e tutto. Ho pensato di farci una marmellata, non tanto per me, che non amo molto le marmellate di agrumi, quanto per il mio lui e per regalarla qua e là. read more

Misticanze primaverili e nuovi corsi in programma

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Marzo è qui! È tempo di infilarsi di nuovo le scarpe da trekking, impugnare il cestino e inoltrarsi su sentieri, prati e pascoli in cerca di erbe e fiori selvatici. Smetto di rimpiangere questo inverno mai arrivato e mi preparo anche io alla bella stagione che bussa e che ha già dato qualche anticipazione della sua luce e del suo calore, salvo poi ripiombare nel grigiume di questo weekend.
Tempo di infilarsi di nuovo le scarpe da trekking, sì, o gli stivali di gomma, vista l’acqua che è caduta ultimamente. Io, a dire il vero, non me le sono ancora mai tolte dallo scorso autunno. read more

Tortini crudisti di avocado e cacao

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Brrrrr…freddo? Anche lì da voi? Stamattina quando mi sono svegliata il mio termostato segnava 15.9°, ora il sole che batte sulla finestra lo sta facendo pian piano salire. Adoro la tramontana! Spazza via ogni ostacolo che si frapponga tra noi e l’orizzonte, lasciandoci intravedere montagne innevate che nemmeno sapevamo ci fossero laggiù, oltre le colline. E colora il cielo di un azzurro che più azzurro non si può.
Ieri il vento ha soffiato forte anche sulle colline dell’Antico Uliveto, dove si è svolto il corso di riconoscimento e utilizzo delle erbe selvatiche di cui vi ho parlato la settimana scorsa. Più mi impegno in questo tipo di attività più mi rendo conto di quanto ne sia innamorata: già martedì, quando sono andata in agriturismo a fare un sopralluogo per vedere cosa ci fosse di interessante da far conoscere ai partecipanti, non riuscivo a togliermi il sorriso dalla faccia. read more

Fabio Guerrini e l’arte dell’intreccio

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Questo è uno di quei post che raccontano di storie contadine e di mestieri perduti, anzi, di mestieri quasi perduti, che se sono qui a raccontarvi di come da un fascio di rami di salice possa nascere un paniere, un graticcio per seccare la frutta o una cesta da legna vuol dire che di gente che porta avanti certe tradizioni ce n’è ancora, come ce n’è ancora altra che da queste mani esperte e segnate dal lavoro ha voglia di imparare, occhi e mani giovani che magari, trovando il tempo necessario che alla nostra generazione pare sfuggire sempre più dalle mani, potranno conservare e tramandare ancora un’arte così affascinante come quella dell’intreccio.read more

LA tintura madre e la Ballota Nigra

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É passato molto tempo da quando ho fatto la mia prima tintura, con le bacche fresche di rosa canina. Ne è passato un po’ meno da quando vi ho parlato di come farla usando i fiori dell’iperico, raccontando anche dei tanti simbolismi legati a questa splendida pianta (di cui, ve lo prometto, tornerò a parlare).
In entrambi i casi ho fatto diversi errori nella procedura, abbastanza inconsapevolmente nel caso della rosa canina e con più dubbi e sospetti nel caso dell’iperico. É il “problema” di ogni autodidatta, ha spesso bisogno di sbagliare per imparare. Da quei post è passato del tempo, tante persone mi hanno scritto nei commenti e in privato chiedendomi consigli riguardo la preparazione della tintura madre e a tutte loro ho promesso un post chiarificatore, che rimediasse a tutta la confusione scaturita dalle mie prove ed errori. Nel frattempo, come sa chi mi segue da un po’, il mio autodidattismo si è preso pure una pausa e l’anno scorso ho avuto modo di confrontarmi con maestri erboristi esperti e competenti, che hanno sciolto molti dei miei dubbi. E quindi, finalmente, vi spiego per filo e per segno, senza se e senza boh?!, come fare una tintura madre da pianta fresca.read more

Un’altra romana trapiantata nelle crete, ovvero: Piante Officinali San Marco

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Ci ho messo un po’ a scoprire quest’azienda a pochi chilometri da casa mia, e ci ho messo quasi di più a incontrare Federica Zurli per fare quattro chiacchiere sulla sua esperienza, il suo lavoro e le sue piante. Saranno i tempi dilatati che ogni romano si porta dentro (“ok, stasera ci si vede alle 9” “sì, va bene” e ogni volta diventano le 10), sarà che non siamo riuscite a incrociarci per impegni diversi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Potevo proprio io non andare a documentare l’attività di un’azienda che coltiva piante officinali proprio qui nel mio territorio?! Eh no, non potevo, e infatti eccomi qui a parlarvi di Federica e di Piante Officinali San Marco. Una precisazione, prima di iniziare: come già successo quando vi ho raccontato del Podere Pereto o di Marcello e Lucy, scrivo questi articoli di mia spontanea iniziativa, nessuno me li richiede e non ricevo pagamenti. Semmai sono io che rompo le scatole per poter fare una visita :) Semplicemente queste aziende rispecchiano il mio modo di intendere l’agricoltura e il buon cibo, sono realtà che ho voglia di conoscere e di far conoscere. E il posto di cui vi parlo rientra senz’altro in questa categoria!read more

Marmellata di more di rovo

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La marmellata di more per me ha rappresentato per lungo tempo quel momento malinconico alla fine dell’estate, quando le vacanze volgevano ormai al termine e si riavvicinava il rientro a casa e l’inizio della scuola. Erano le mie estati di bambina e adolescente passate in Molise, al paese dei miei nonni, in cui la raccolta delle more era irrinunciabile ogni fine agosto. Partivamo nel primo pomeriggio, io, mio padre, mia madre e mio fratello, ognuno col suo secchio da riempire, e tornavamo a casa con chili e chili di more, che mio padre subito passava nel vecchio passapomodori d’acciaio e metteva in una grossa pentola sul fuoco. Quel profumo deliziosamente dolce è rimasto ben fissato nei miei recettori olfattivi, che appena lo percepiscono innescano il ricordo, nel giro di un nanosecondo.read more

Oleolito di elicriso

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Non so voi, ma a me alcune piante fanno un effetto davvero particolare. Ne sono attratta in un modo che non so spiegarmi, come se risvegliassero in me qualche antico ricordo, qualche richiamo ancestrale. Una di queste è l’artemisia, la vulgaris o ancora di più la cretacea, molto più rara e incredibilmente profumata, bisognosa di terreni aridi e argillosi, decisamente tipici qui nelle crete senesi. Poi c’è la ruta, che certo ha un odore decisamente meno soave…non mi chiedete perché mi piaccia così tanto, non c’è una ragione logica. E poi, in cima a tutte, c’è l’elicriso. read more

Le mille virtù del noce e il nocino di San Giovanni

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É da un paio d’anni che il nocino mi frulla nella testa. Quando l’ho visto da Manuela il pensiero ha iniziato ad insinuarsi, quando poi quella streghetta di Martina l’ha riproposto lo scorso anno l’interesse è diventato concreto, tanto che ho sfacciatamente monopolizzato il suo post con i miei commenti curiosi. Quest’anno ho deciso che il momento di sperimentarlo era finalmente giunto e ho aspettato che arrivasse la notte del 23 giugno, notte magica per raccoglitrici e raccoglitori, programmando un giro in bici notturno verso i vari alberi del paese, da cui furtivamente avrei sottratto un po’ di noci verdi, quel poco che fosse bastato al mio nocino. Poi però quell’altra streghetta della mia amica Graciela, con cui mi ero accordata per vederci la mattina del 24, mi ha proposto una merenda sotto il vecchio noce del sentiero vicino casa sua, dove avremmo potuto raccogliere un po’ di frutti.read more

Sciroppo di fiori di sambuco e appuntamenti in edicola

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Ogni promessa è debito. E quindi eccomi qui a parlarvi dello sciroppo di fiori di sambuco e di come farlo, dopo avervi già fatto vedere una sua possibilità di utilizzo nella torta crudista della scorsa settimana. Non ero affatto certa di riuscire a scrivere questo post in tempo, ma quello che sapevo è che questa primavera lo sciroppo volevo assolutamente sperimentarlo. Ho iniziato a veder fiorire il sambuco già ad inizio maggio, e ho avuto così tanto da fare (e quando non avevo da fare sono stata così pigra) che disperavo di riuscire a prepararlo prima che le piante sfiorissero irrimediabilmente. Ma continuando ad osservarlo per tutto questo tempo, mi sono resa conto che i fiori continuano a sbocciare per un periodo davvero molto lungo, tanto che è ancora possibile trovare bellissimi ombrelli freschi sulle piante, perfetti per la raccolta, carichi di principi attivi e profumatissimi.read more