Archivi per la Categoria: Autoproduzioni

Fabio Guerrini e l’arte dell’intreccio

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Questo è uno di quei post che raccontano di storie contadine e di mestieri perduti, anzi, di mestieri quasi perduti, che se sono qui a raccontarvi di come da un fascio di rami di salice possa nascere un paniere, un graticcio per seccare la frutta o una cesta da legna vuol dire che di gente che porta avanti certe tradizioni ce n’è ancora, come ce n’è ancora altra che da queste mani esperte e segnate dal lavoro ha voglia di imparare, occhi e mani giovani che magari, trovando il tempo necessario che alla nostra generazione pare sfuggire sempre più dalle mani, potranno conservare e tramandare ancora un’arte così affascinante come quella dell’intreccio.read more

LA tintura madre e la Ballota Nigra

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É passato molto tempo da quando ho fatto la mia prima tintura, con le bacche fresche di rosa canina. Ne è passato un po’ meno da quando vi ho parlato di come farla usando i fiori dell’iperico, raccontando anche dei tanti simbolismi legati a questa splendida pianta (di cui, ve lo prometto, tornerò a parlare).
In entrambi i casi ho fatto diversi errori nella procedura, abbastanza inconsapevolmente nel caso della rosa canina e con più dubbi e sospetti nel caso dell’iperico. É il “problema” di ogni autodidatta, ha spesso bisogno di sbagliare per imparare. Da quei post è passato del tempo, tante persone mi hanno scritto nei commenti e in privato chiedendomi consigli riguardo la preparazione della tintura madre e a tutte loro ho promesso un post chiarificatore, che rimediasse a tutta la confusione scaturita dalle mie prove ed errori. Nel frattempo, come sa chi mi segue da un po’, il mio autodidattismo si è preso pure una pausa e l’anno scorso ho avuto modo di confrontarmi con maestri erboristi esperti e competenti, che hanno sciolto molti dei miei dubbi. E quindi, finalmente, vi spiego per filo e per segno, senza se e senza boh?!, come fare una tintura madre da pianta fresca.read more

Conservazione dei fagioli freschi (e dei loro baccelli)

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Questo post non era assolutamente in programma questa settimana. A dire il vero non era nemmeno lontanamente nei miei pensieri, fino a che non è spuntato fuori per caso da uno scambio di mail con Sara, di Tauro essiccatori, con cui mi stavo sentendo per altre questioni. In una sua risposta mi dice: “Se per caso ti avanzano fagioli freschi da essiccare, stiamo facendo delle prove anche noi, ma con le tue foto verrebbero certamente molto meglio!” (checcarina…). E io, guardacaso, avevo giusto degli ottimi borlotti freschi in frigorifero, ancora nel loro baccello, presi dal mio produttore quella settimana e utilizzati in parte per una zuppa buonissima con farro e cavolo nero.read more

Brodo vegetale granulare fatto in casa: doppia versione.

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Ogni promessa è debito. Questo post l’ho promesso a Manuela oltre un anno e mezzo fa, quando ha pubblicato lei stessa la ricetta per il dado granulare fatto in casa sul suo blog. L’ho promesso alle mie cugine, di sangue e acquisite, che non fanno che richiedermi vasetti di brodo vegetale ogni volta che scendo a Roma e c’è un incontro di famiglia. L’ho promesso a me stessa, perché, per riprendere le fila del post della scorsa settimana, voglio fare del mio meglio per comunicare e dare spunti creativi nella direzione che reputo la più giusta.read more

In difesa del cibo

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Chi cucina dispone di una conoscenza degli alimenti che nessuno studio del supermercato o lettura di etichette potrà mai uguagliare. Avendo tolto il controllo del pasto dalle mani degli scienziati e dell’industria alimentare, sa esattamente cosa contiene e cosa non contiene. Non ci saranno problemi con lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, o con i digliceridi etossilati, o con l’olio di soia parzialmente idrogenato, per la semplice ragione che non etossilerà o idrogenerà un bel nulla, né aggiungerà alcun additivo (a meno che, beninteso, non sia quel tipo di cuoco che inizia con una zuppa di funghi Campbell…). Rivendicare questo potere sul proprio cibo, sottrarlo all’industria e alla scienza, non è cosa da poco. Nella nostra epoca cucinare con i semplici prodotti della natura e coltivarne una parte è un atto sovversivo.

Tratto da In difesa del cibo di Michel Pollanread more

Pasta di zenzero (oppure di aglio)

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Tornare a scrivere dopo una lunga pausa è tremendo. Tolgo la testa da qui per un po’ e appena ce la rimetto sono talmente piena di idee che non so più dove metterle. Sono piena di articoli in bozza e altrettanti ne ho nella testa. Il problema è che poi la stagione va avanti e mica poi posso pubblicarvi un piatto a base di pomodori a novembre, no? Oggi comunque, senza dilungarmi troppo, vi lascio una ricetta-svolta, che poco ha a che vedere con la stagionalità, ma che ho utilizzato in un’altro piatto che invece è prettamente estivo di cui vi parlerò poi.read more

Marmellata di more di rovo

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La marmellata di more per me ha rappresentato per lungo tempo quel momento malinconico alla fine dell’estate, quando le vacanze volgevano ormai al termine e si riavvicinava il rientro a casa e l’inizio della scuola. Erano le mie estati di bambina e adolescente passate in Molise, al paese dei miei nonni, in cui la raccolta delle more era irrinunciabile ogni fine agosto. Partivamo nel primo pomeriggio, io, mio padre, mia madre e mio fratello, ognuno col suo secchio da riempire, e tornavamo a casa con chili e chili di more, che mio padre subito passava nel vecchio passapomodori d’acciaio e metteva in una grossa pentola sul fuoco. Quel profumo deliziosamente dolce è rimasto ben fissato nei miei recettori olfattivi, che appena lo percepiscono innescano il ricordo, nel giro di un nanosecondo.read more

Oleolito di elicriso

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Non so voi, ma a me alcune piante fanno un effetto davvero particolare. Ne sono attratta in un modo che non so spiegarmi, come se risvegliassero in me qualche antico ricordo, qualche richiamo ancestrale. Una di queste è l’artemisia, la vulgaris o ancora di più la cretacea, molto più rara e incredibilmente profumata, bisognosa di terreni aridi e argillosi, decisamente tipici qui nelle crete senesi. Poi c’è la ruta, che certo ha un odore decisamente meno soave…non mi chiedete perché mi piaccia così tanto, non c’è una ragione logica. E poi, in cima a tutte, c’è l’elicriso. read more

Le mille virtù del noce e il nocino di San Giovanni

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É da un paio d’anni che il nocino mi frulla nella testa. Quando l’ho visto da Manuela il pensiero ha iniziato ad insinuarsi, quando poi quella streghetta di Martina l’ha riproposto lo scorso anno l’interesse è diventato concreto, tanto che ho sfacciatamente monopolizzato il suo post con i miei commenti curiosi. Quest’anno ho deciso che il momento di sperimentarlo era finalmente giunto e ho aspettato che arrivasse la notte del 23 giugno, notte magica per raccoglitrici e raccoglitori, programmando un giro in bici notturno verso i vari alberi del paese, da cui furtivamente avrei sottratto un po’ di noci verdi, quel poco che fosse bastato al mio nocino. Poi però quell’altra streghetta della mia amica Graciela, con cui mi ero accordata per vederci la mattina del 24, mi ha proposto una merenda sotto il vecchio noce del sentiero vicino casa sua, dove avremmo potuto raccogliere un po’ di frutti.read more

Pesto di basilico sbagliato e riciclato

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Qualche settimana fa la lettura di questo post della izn mi ha regalato una flebile speranza. Sapere  che proprio lei, che sul suo balcone coltiva, e sottolineerei con successo, un sacco di belle cose e che ha colonizzato il terrazzo della sua palazzina per farne un piccolo orto con annessa rubrica correlata sul Pasto Nudo, che proprio lei, insomma, fino a pochi anni fa aveva il pollice nero, mi ha fatto intravedere la possibilità di poter avere la stessa sorte. Perchè per quanto io ami la natura e sia così appassionatamente interessata alla vita delle piante selvatiche, alla loro utilità, raccolta e trasformazione, nonostante abbia un profondo rispetto e amore per le nostre materie prime ortifere, nella coltivazione e cura delle piante stesse sono un vero disastro. read more