Camomilla


É passato un anno da quando siamo entrati nella nostra attuale casa. Lo scorso giugno erano così tante le cose a cui pensare e il posto era ancora così nuovo che non ho notato veramente tutto ciò che cresceva qui intorno. L’abitudine al luogo mi ha fatto poi tirare fuori tutto il mio spirito d’osservazione e la mia attenzione ai dettagli, e ho tenuto d’occhio le metamorfosi della natura durante questi mesi. Una delle cose che ho scoperto è che appena imboccata la strada fuori di casa, ci sono un sacco di piante di camomilla!

Non è che ne sia un’assidua consumatrice, ma in casa ce l’ho sempre, perché può essere utile per un bel po’ di cose. Pare superfluo enumerare le proprietà della camomilla, perché si suppone che le conoscano tutti, ma dare le cose per scontate è spesso un errore e io stessa, cercando notizie in giro per scrivere questo post, sono venuta a conoscenza di cose nuove. Cito dal libro “Tuttoerbe” di Aldo Poletti:

“Ai giorni nostri la fama e l’impiego della Camomilla sono dovuti per lo più alle sue proprietà sedative e antispasmodiche e spesso viene somministrata alla sera come conciliatrice del sonno. A mio modo di vedere, questi sono impieghi un po’ riduttivi perché questa droga è capace di esplicare i suoi benefici effetti anche in molti altri settori. É ritenuta uno dei rimedi popolari più efficaci in tutti i casi di infiammazione interessanti sia gli organi interni sia la pelle nonché un ottimo antinevralgico particolarmente indicato nelle nevralgie facciali. Viene persino impiegata come aperitivo e come antidispeptico, quindi come sostanza capace di influenzare beneficamente i processi dell’apparato digerente stimolando l’appetito e la digestione. Conosce anche un uso antianemico e preventivo contro le malattie infettive soprattutto da raffreddamento. Per uso esterno è utilissima per tutti gli stati infiammatori della pelle, sulle piaghe e ferite, le scottature, i dolori reumatici e in alcune oftalmie. Il fatto di essere un ottimo antinfiammatorio ha consigliato l’uso della Camomilla anche come cosmetico efficace appunto in tutti i casi in cui la pelle si presenti arrossata o irritata per una causa qualsiasi, comprese le scottature solari”

. Questo ciò che ci dice il Tuttoerbe (inutile cercarlo in libreria, è un librino dell’81 che ho scovato in una bancarella dell’usato. Al massimo lo trovate in biblioteca o da qualcuno che se lo vende su Ebay. O forse potreste semplicemente optare per qualcosa di più moderno!) Altre proprietà le trovate qui.
Insomma, scoperte queste piante ho pensato che fosse il caso di provare a cogliere ed essiccare i fiori. Mi sono informata sui metodi di raccolta ed essiccazione, scoprendo che la fioritura parte a maggio e va avanti tutta l’estate e si essiccano le sommità fiorite in un luogo ombreggiato, caldo e ventilato; quanto a lungo non lo dice nessuno, a un certo punto ho ritenuto che fosse abbastanza. In totale l’ho fatta stare 7 giorni. Ho foderato una cassetta della frutta con un foglio di giornale, ci ho messo i fiori (che vanno disposti in un unico strato) e l’ho tenuta la sera in casa e durante il giorno in giardino. Se avete un balcone andrà benissimo anche quello, se non ce l’avete tenete aperta la finestra, che tanto a giugno fa caldo! Pensavo di averne colta chissà quanta, invece non riempiva neanche mezza cassetta…e io che pensavo di mettermi a regalare camomilla a destra e a sinistra, alla fine ne ho per qualche tazza e basta. Vabbè, la prossima volta vedrò di esagerare con la raccolta!

Una volta essiccata ho setacciato i fiori con un colino a buchi abbastanza larghi, raccogliendo tutta la parte di corolla gialla che si era staccata in un contenitore, poi ho setacciato questo insieme di polvere gialla e petali usando un colino a maglia molto stretta, in modo da isolare la polvere. Questo è il risultato:

C’è chi dice di conservare la camomilla in una busta di carta, chi in vasetti di vetro. Io ho messo i fiori nella carta e la polvere nel vetro, facendo contenti tutti. Poi si dice che passato un anno i fiori perdano le loro proprietà, quindi di non esagerare con la raccolta. Direi che nel mio caso non c’è pericolo!
A quanto pare esiste anche quella che chiamano “Camomilla bastarda”, che oltre a non avere le proprietà della camomilla sembra non faccia neanche gran bene. Per riconoscere la camomilla buona affidatevi al disegno che trovate qui, per me è stato utilissimo.

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2 Risposte a Camomilla

  1. Chiara ha detto:

    Ciao Claudia come riconoscere invece la camomilla bastarda? Abito in campagna ed è pieno di questa pianta che sembra identica alle foto e alle descrizioni che ci sono su elicriso…ma ho paura di sbagliare..intanto siamo a febbraio (abito in Sardegna) ed è già fiorita ( magari non tutta )
    Mi sai aiutare?

    • Claudia ha detto:

      Ciao Chiara! Il disegno chiave a quel link che ho messo al sito “elicriso” è quell’illustrazione in cui c’è la sezione del fiore di camomilla: tagliando il fiore a metà, nella camomilla vera lo troverai cavo all’interno, nella bastarda invece sarò pieno. In questo modo non puoi sbagliarti.
      Molto strano sia già in fiore, difficile sia camomilla vera…comunque la riconosci bene anche dall’odore caratteristico, la bastarda puzzicchia, la camomilla vera è piacevolissima e odora proprio…di camomilla :)

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