Archivi per il Mese: febbraio 2014

Succo Ace Homemade

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Quando ero piccola adoravo accompagnare mio padre a fare la spesa il sabato. Non tanto al mercato, anche se mi piaceva molto, perchè ci andava troppo presto la mattina e a me piaceva troppo dormire. Ma il pomeriggio al supermercato non me lo volevo perdere: per me era come andare nel paese dei balocchi (ve l’ho già detto che mi è sempre piaciuto mangiare, sì?), adoravo riempire il carrello di ogni sorta di schifezze offerte dalla grande distribuzione, che avrei poi fatto fuori durante i lunghi pomeriggi di compiti e davanti alla tv la sera dopo cena. Questo fino ai 12 anni circa, poi, si sa, l’adolescenza inizia a riempire i sabato pomeriggio di parecchie altre cose…Per fortuna poi sono arrivati anche i vent’anni e insieme a loro un primo bagliore di consapevolezza alimentare. Merendine, caramelle e snack confezionati erano già parecchio diminuiti nella mia dieta quotidiana, ma hanno cominciato a farlo sempre di più fino a scomparire del tutto.read more

Insalata invernale in agrodolce e nuove emozionanti scoperte

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Oggi, mentre inizio a scrivere la bozza di questo post che pubblicherò la settimana prossima, è il 14 febbraio e io sono appena andata in posta a pagare una bolletta in bici. Senza giacca. Sì, a febbraio. Questo è in assoluto l’inverno più caldo che io mi ricordi di aver vissuto durante i miei 31 anni, non so se qualcuno con più stagioni sulle spalle può dirmi se ricorda qualcosa di simile…mi sembra parecchio strano e un po’ mi preoccupa, che l’equilibrio di questo ecosistema ce l’ho a cuore e credo dovrebbero avercelo tutti, visto che ne dipendiamo più strettamente di quanto questo mondo sempre più tecnologico voglia farci credere.read more

Budino semplicissimo di pere e cacao

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Qualche giorno fa la natura intorno mi faceva pensare a quanto ogni stagione, anche la più difficile, abbia insita in sé un’infinita bellezza e poesia. Così l’inverno, e questo inverno, così insolitamente mite e piovoso, avido di temperature sotto zero, di cui forse avrebbe gran bisogno. Lo pensavo guardando gli scheletri bianchi dei pioppi sovrapporsi tra di loro, e quelli rossi dei salici, solitari in mezzo ai campi arati, illuminati dal primo sole del mattino sullo sfondo di un cielo grigio intenso, presagio della prossima pioggia. Sulla terra argillosa un velo verde giovane e brillante, quello del grano appena nato, quasi un intruso con la sua intensità vitale in mezzo agli alberi spogli e ancora addormentati. Una gioia per gli occhi, questa vista, e una carezza per l’anima. Allo stesso modo hanno la loro bellezza e poesia tutte le stagioni della vita, e le stagioni dentro le stagioni. read more

Puntarelle alla romana, o quasi

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I can’t stand the rain, cantava Ann Peebles negli anni ’70. Mi gira nella testa da stamattina, questa canzone, come penso giri nella testa di tanti altri in questi giorni, magari insieme a Ain’t no sunshine o Aspettando il sole. Non so voi, ma io proprio non la sopporto più davvero questa pioggia. In città forse è più emotivamente sostenibile rispetto alla campagna (anche se, lo so, sta creando un sacco di problemi, l’avete viste le foto del Tevere in questi giorni? Impressionante..), dove dopo un po’ il grigio e l’umido diventano davvero implacabili e la metereopatia, per lo meno la mia, prende il sopravvento senza possibilità di fuga. In verità le possibilità di fuga si trovano sempre, una è proprio la musica, cheddiolabenedica, un’altra è la cucina, il rifugiarsi in un’aroma confortante, in un cibo dal colore vivace e intenso, in un sapore che appartiene all’inverno ma che sa di primavera. Proprio come le puntarelle.read more