Le nuove filiere locali del grano: Il pane di grani antichi del Podere Pereto


Oggi facciamo un piccolo viaggio. Un viaggio tra nuvole di farina e grani locali, tra mani sapienti che formano impasti e fermenti naturali, tra il calore del forno acceso e il delizioso e inebriante profumo del pane. È un viaggio che copre una distanza piuttosto breve, che parte dalla semina in un campo, passa dal grano che germoglia e che cresce fino alla mietitura e arriva alla macinazione, all’impasto e infine alla pagnotta calda e fragrante. Nel viaggio che vi racconto io, tutto questo succede nel raggio di un chilometro quadrato, nel bel mezzo delle Crete Senesi.read more

Crema fredda in bicchiere con avocado ed erbe di campo


La prima rondine quest’anno l’ho vista volare sopra il campo di grano che era passato il 21 marzo da nemmeno 48 ore, il 21 marzo più freddo che possa ricordare. L’ho guardata incredula, osservandola a lungo per accertarmi che non mi stessi sbagliando, ma era proprio la prima rondine, quella che, in questo caso, non solo non fa primavera, ma appariva davvero fuori luogo in un clima ancora nettamente invernale. read more

Risotto con papavero e alliaria al miso


Dallo scorso 29 ottobre l’orologio nella mia macchina è rimasto lì, avanti di un’ora, sintonizzato sull’orario estivo. Colpa della mia pigrizia, senz’altro, e del mio disordine, ma anche, forse, inconscio desiderio di veder già arrivare il successivo marzo e una nuova primavera. Primavera che è partita più timida quest’anno, con un 21 marzo freddissimo, gelate mattutine che continuano ancora adesso, dita ghiacciate e spalle contratte per il vento forte. read more

Muesli semplice fatto in casa


Quanto mi fa bene vedere finalmente qualche raggio di sole! Non so dove siete voi e che succede dalle vostre parti, ma qui nel senese il primo giorno di primavera ha portato luce e cielo azzurro, compensato però da un inaspettato e forte vento freddo, che impone ancora sciarpone, guanti e giacca pesante per affrontare il mondo esterno. E fuoco nel camino per affrontare quello interno, se non fosse cheread more

Concentrato di mele


La sveglia suona presto; un po’ troppo presto, mi dice il corpo. C’è ancora aria di pioggia, lo vedo già dalla finestrella del bagno, prima ancora di aprire le grandi imposte di legno sul giardino. Mi preparo velocemente ed esco con Urano prima di andare al lavoro, con le guance ancora rigate dal cuscino e gli occhi stanchi; infilo bene il naso dentro la grossa sciarpa giallo sole, con un lungo sospiro, in attesa che l’energia di un sole vero rendano quel rifugio superfluo. Ma ho la netta sensazione che l’inverno, quest’anno, durerà più del previsto.read more

Una crostata di mele dal mio prossimo libro


Che giornate magiche, vero? Si dice sempre così quando la neve la si gode e non la si subisce: di certo c’è chi avrebbe preferito di gran lunga non ritrovarsi sommerso dal bianco e dal ghiaccio, magari perchè doveva viaggiare, perchè doveva muoversi nella sua città o nella sua provincia per impegni non prorogabili, oppure perchè non aveva una casa calda in cui rifugiarsi.read more

La polenta con le cime di rapa – Tradizioni di famiglia


Che sarei stata in ritardo nel pubblicare questa ricetta lo sapevo già quando l’ho preparata, due domeniche fa. Lo sapevo perché me lo stavano dicendo le cime di rapa, mostrandosi già parecchio ramificate e pronte a fiorire, spuntando dal grosso mazzo di foglie legato con un rametto di salice, appena raccolto dagli ortolani al di là del fiume. read more

Ravioli di farro alla zucca e radicchio con pesto di noci


Esco che è già l’una passata, appena prima di pranzare, per andare al bosco dietro casa a raccogliere legnetti e foglie secche per accendere il fuoco. Ho i tempi strettissimi anche oggi e sono in ritardo su tutto come al solito, ma non posso rimandare: è il primo febbraio, domani è prevista tanta pioggia e un bel vento freddo, che spazzerà finalmente via questo caldo anomalo di gennaio che ha fatto uscire le api dai loro rifugi invernali e fatto sbocciare i fiori di albicocco, così ho sentito dire da alcuni paesani passeggiando per strada qualche giorno fa.read more

Insalata invernale con germogli selvatici di cardo mariano


Questo post nasce più o meno casualmente da uno scambio tra streghette, avvenuto qualche mese fa. Una delle streghette è ovviamente la vostra affezionatissima, l’altra si chiama Michela, con cui condivido la grande passione per le piante selvatiche, per la terra e per tutto ciò che vi gira attorno. Lei ci si dedica di certo ancora più di me, avendo nel suo bagaglio esperienze vagabonde per orti condivisi in giro per l’Italia e curando anche, con più successo della sottoscritta, un suo piccolo pezzo di terra, a quanto mi pare di capire. read more

Vellutata di topinambur selvatico e carote con crostini di pane al timo


Le piogge generose di dicembre e poi il calore dei primi giorni di gennaio, hanno reso la terra morbida e cedevole, dolce. Era da qualche tempo che puntavo quegli steli secchi di topinambur, residui dell’autunno ormai passato, dicendomi che sarei andata prima o poi a scavare per estrarne i tuberi, proprio lì dove lo scorso ottobre ho raccolto i fiori.
Nei primi giorni dell’anno mi sono presa finalmente il tempo di farlo, per la prima volta. Non ci è voluto poi molto, soprattutto perchè la terra era davvero soffice e collaborativa, e pure perchè il gruppo di piante non era granché folto e volevo quindi raccogliere solo lo stretto necessario a sperimentarne l’utilizzo, senza impedire la riproduzione e l’accrescimento della piccola colonia.read more